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Dalla collusione all’Alleanza di Coppia: uno strumento per creare il Cuore di un rapporto

Autori

Dario Sepe, Psicoterapeuta e Psicologo
Adriana Onorati, Psicologa
Fortunata Folino, Psicoterapeuta e Psicologo
Corinna Abblasio, Psicologa

Introduzione: l’approccio PEAC (Psicologia dell’Evoluzione Armonica della Coscienza)

La Psicologia dell’Evoluzione Armonica della Coscienza (PEAC) compie il tentativo di coniugare la pratica e le teorie sistemico - relazionali con la ricerca filosofica e spirituale, che si riconosce nell'ambito della cosiddetta “filosofia perenne”.

La PEAC propone un modello del funzionamento dell’essere umano affine a quello delle psicologie transpersonali e psicosintetiche, e, a partire da questo, offre una visione sistemica ed evolutiva dei suoi rapporti, considerati quali opportunità fondamentali per la sua crescita.

L’Uomo viene considerato un’entità complessa, costituito da dimensioni differenti che, nel loro insieme, costituiscono un Sistema Vivente ben più ampio di quanto possa essere considerato fermandosi ad osservarlo nelle sue caratteristiche “materiali”, o biologiche. Infatti, l’Uomo rintraccia il senso della sua Vita, aprendo lo sguardo ad una visione che incroci la dimensione orizzontale (delle relazioni) con quella verticale (spirituale) della vita. La dimensione verticale non è che la tensione di un essere umano verso la comprensione del fine più ampio delle sue azioni, dello scopo più globale dei suoi rapporti.

La PEAC offre una visione Evolutiva dell’Uomo, inteso quale entità vivente, le cui molteplici potenzialità possono essere educate a svilupparsi ed esprimersi, migliorando progressivamente; è Armonica (dal greco harmózo “io congiungo, compongo”) perché considera lo sviluppo umano come una sequenza di passi che conducono all'armonico rapporto tra diverse dimensioni.

Con il termine “Coscienza”, si intende ciò che Assagioli definisce il “Sé Superiore”, ovvero una dimensione che fonde la Coscienza individuale con quella Universale, un punto di pura Essenza, meta dell’evoluzione dell’Uomo nella sua connessione con l’Universo circostante.

La Coscienza di un uomo può limitarsi semplicemente alla ricerca del soddisfacimento dei suoi bisogni materiali più immediati, (cosa che si verifica per esempio in condizioni di estrema difficoltà), oppure concentrarsi su bisogni più complessi, come quelli connessi all'ambizione e all'affermazione personale, intesi in una prospettiva essenzialmente egoistica, oppure aprirsi alla comprensione dei bisogni degli esseri umani a lui più cari, o ancora interrogarsi su come il benessere dei sistemi di cui fa parte influenzi il benessere e l’evoluzione di altri sistemi, e in questo, disporsi creativamente nei confronti della realtà, esprimendo la propria funzione e il proprio ruolo nei confronti degli altri, in modo da adoperarsi perché l’Armonia possa divenire un bene comune.

Dunque, in questa prospettiva, la Coscienza, il Sé di un uomo, non deriva più solamente dalla struttura della sua personalità, o dalle trame intessute dalle relazioni familiari, e sociali, né solo dal modo in cui queste possono essere viste e narrate da una serie di attori, compreso lui stesso, ma dallo Scopo a cui egli si riferisce, più o meno consapevolmente. Maggiore sarà la sua consapevolezza di quello Scopo, e maggiore sarà il suo benessere.

Dal momento che la PEAC focalizza la sua attenzione sull'importanza di relazioni armoniche, come contesto privilegiato, in cui ciascun individuo può crescere ed esprimere le proprie qualità, un tema particolarmente approfondito è quello della coppia. Da qui, l’elaborazione del concetto di Alleanza, quale strumento privilegiato, per sostenere i partner a costruire una modalità di relazione, che consenta di sviluppare le qualità più elevate di ciascuno, senza attivare processi di protezione o di soddisfazione di bisogni individuali. Per questo un tema centrale è il passaggio dalla collusione all'alleanza.

Il concetto di “collusione”

Il termine “collusione” deriva dal latino colludere, composto di cum “con” e ludere “giocare” andando a significare il “giocare insieme” e anche l’“intendersela con qualcuno”. Il termine “collusione” utilizzato nel Diritto come “accordo fraudolento di due parti in danno di una terza” ed anche “tacito accordo politico in cui le parti in causa sono nettamente in contrasto con le loro posizioni ufficiali”. Il termine rimanda, quindi, ad una relazionale, in cui l’accordo “sommerso” si trova in netto contrasto con l’accordo esplicito.

In ambito psicologico, l’utilizzo del termine è avvenuto nello studio delle relazioni da parte di autori appartenenti a diversi orientamenti: H.S. Sullivan e la teoria delle relazioni interpersonali, R.D. Laing e l’orientamento fenomeno logico-esistenziale, J. Haley e la scuola di Palo Alto, in campo sistemico, come anche Bowen, Whitaker, Framo.

In ambito psicoanalitico, Norsa e Zavattini (1998) affermano che nella costituzione della relazione di coppia, ciascun partner porta con sé un bagaglio inconsapevole di “rappresentazioni interne” connesse ad un insieme di pensieri, emozioni, aspettative, bisogni che, organizzate entro schemi di relazioni, tendono ad essere riproposte nell'incontro con l’altro. Tali schemi dell’“essere con”, in cui ognuno propone una gamma limitata di possibilità d’ingaggio, fanno sì che la relazione tenda ad attivare certi aspetti, piuttosto che altri, rispondendo alle caratteristiche individuali di ciascuno, che sono alla base della “complementarità inconscia”, che è parte fondante della relazione.

Bowen (1979) parla di “contratto fraudolento”, nel quale ognuno dei contraenti coglie l’immagine dei bisogni profondi dell’altro e agisce come se proprio lui stesso dovesse essere la persona che potrà soddisfarli, pur essendo realisticamente impossibile tener fede a questo patto. E’ nella fase dell’innamoramento che ognuno propone all'altro e a se stesso un’immagine ideale di sé. Nel caso in cui l’immagine corrisponda alla soluzione di bisogni antichi del partner, questi ne verrà attratto. Dunque, l’illusione è l’elemento sul quale si basa questa parte sommersa del contratto, attraverso la forte idealizzazione di se stessi, dell’altro e della relazione.

Scabini e Cigoli (2000) rimandano al patto dichiarato ed al patto segreto, laddove il primo intende l’impegno reciproco che è sorretto dal secondo, che ha a che fare con l’intreccio inconsapevole, su base affettiva, della scelta reciproca. “Tale “miscuglio” si collega alla storia pregressa dei partner e ai modelli identificatori con i familiari siano essi considerati singolarmente o come corpo-gruppo [...] L’aspetto inconsapevole della scelta ha molteplici e articolati moventi ma il suo nocciolo duro esprime le esigenze affettive e relazionali delle persone, soprattutto gli aspetti protettivi dal pericolo e gli aspetti di rinnovamento del legame. E’, dunque, l’incastro di bisogni, desideri e paure a costituire la peculiarità della coppia, il suo “inedito”” (Scabini, Cigoli, 2000, p. 71).

Da questo punto di vista è facile comprendere come il senso della comunicazione tra i partner vada “molto al di là di quanto un osservatore esterno possa vedere semplicemente osservando i fatti” poiché l’interazione si collega a “significati affettivi legati a costruzioni fantastiche, a teorie personali che ognuno ha su di sé, sull'altro e sulla relazione, oltre che sull'idea di come la relazione dovrebbe o non dovrebbe essere” (Norsa, Zavattini, 1998).

Il concetto di collusione va ad indicare gli aspetti “negativi” che, in misura variabile, qualificano la proposta inconscia di relazione, che i due partner si scambiano. Una certa porzione di aspetti negativi, che permettono la continuità e la stabilità del sé, è sempre presente, poiché ognuno riportando nel rapporto le esperienze interiorizzate di relazioni passate, include anche ciò che non ha funzionato o che ha funzionato in modo distorto e che, quindi, si lega ad aspetti irrisolti che possono muoversi lungo un versante più o meno patologico.

Queste premesse determinano l’attuazione di modalità comunicative e relazionali ripetute collusivamente che diventano parte peculiare della relazione e che si basano su una lettura distorta del comportamento del partner, che evidenziano caratteristiche negative della comunicazione dell’altro e tendono a confermare aspettative e convincimenti, connessi con gli schemi relazionali introiettati.

Da questo punto di vista, la collusione può essere intesa come “un’organizzazione difensiva a due, dove aspetti scissi, perversi, superegoici di entrambi si potenziano vicendevolmente determinando un contesto rigido, “antilibidico”, frustrante, ma corrispondente ad esigenze difensive per ciascuno dei partner” (Ibidem, 1998).

La collusione, attraverso l’utilizzo di un livello di comunicazione che si muove su un piano di superficie, è tesa a proteggere i nuclei di fragilità di cui ognuno è portatore. Il modello relazionale innescato attiva circoli viziosi che, per quanto dolorosi, permettono il mantenimento dell’identificazione dell’individuo con quegli schemi introiettati che, seppur non armonici, offrono un livello di rassicurazione, che è alla base del loro perpetuarsi.

In tali scambi automatici, nessuno dei due coniugi si riconosce come agente attivo della situazione, che produce malessere e che, da un punto di vista cosciente, si vorrebbe evitare e vede nell'altro il responsabile di tale sofferenza.

Elkaim (1992) parla di doppi legami reciproci, partendo dalla “teoria del doppio legame” sviluppata dal gruppo di Palo Alto (Bateson, Jackson e altri, 1956) secondo la quale, all'interno di una relazione intensa e vitale, il soggetto viene esposto a due tipi di messaggi contradditori e che si escludono a vicenda. Ciò produce una risposta apparentemente incongrua in cui il soggetto cerca di rispondere ad entrambe le richieste contemporaneamente. Oltre l’apparenza, la risposta presenta una coerenza interna al sistema da cui prende origine. Ciò permette il mantenimento di una stabilità, malgrado la presenza di regole apparentemente contraddittorie.

Nel doppio legame reciproco, ogni membro della coppia invia all'altro due richieste, in contraddizione tra di loro, in quanto esplicative di qualcosa che la persona desidera, ma che, al tempo stesso, non crede possibile. Per questo motivo, ad una richiesta esplicita (programma ufficiale) di amore, vicinanza, sostegno, ecc., corrisponde parallelamente una domanda implicita (mappa del mondo) agita attraverso la richiesta non verbale. La mappa del mondo esprime l’impossibilità della persona di prendersi ciò che apertamente e verbalmente sta chiedendo, perché questo sarebbe in contraddizione con l’immagine che ha costruito di se stesso, dell’altro e della coppia a partire dalle esperienze precedenti.

In tal modo, la risposta che ciascuno darà all'interno della coppia, non potrà essere adeguata perché risponderà ad un solo livello di richiesta. Elkaim (1992) specifica che perché queste modalità interattive si mantengano, non è sufficiente che abbiano una funzione rispetto al passato di uno dei due coniugi, ma è necessario che svolgano un ruolo anche all'interno del sistema coppia come tale e che rafforzi la costruzione del mondo di ognuno dei due. All'interno del sistema coppia, i tormenti che ognuno sembra infliggere al partner sono, in realtà, “un mezzo per confermare l’altro nelle sue credenze e per aiutarlo a evitare di confrontarsi con ogni lacerazione che qualsiasi cambiamento avrebbe implicato” (Elkaim, 1992).

La collusione consiste, dunque, nel tentativo di mantenere invariata la forma e l’equilibrio del legame tra le due personalità, evitando, o riducendo al minimo indispensabile, qualsiasi crisi e possibilità di cambiamento.

La Coppia come strumento evolutivo

Nonostante le dinamiche collusive, la richiesta insita nella relazione di coppia, attraverso la ripetizione di tali schemi relazionali, si lega all'aspettativa di modificare queste modalità dolorose. Tale è la motivazione per cui la relazione di coppia diventa il luogo, in cui in maniera privilegiata si esprimono le modalità interattive descritte (Norsa, Zavattini, 1998).

La coppia si trova, allora a poter scegliere tra due strade possibili: la prima, in cui ogni scambio, ogni energia, ogni comunicazione, vengono impiegati al fine di mantenere la falsa identità di ognuno, collegata alle credenze e ai costrutti introiettati su di sé, sull'altro e sulla relazione e al mantenimento del loro status quo; tale via attira magneticamente il dolore. La seconda via, più ardua, ma l’unica possibile se si intende la coppia come strumento di crescita e di evoluzione, è connessa alla possibilità di incontrare quegli aspetti cristallizzati di sé nella relazione con l’altro e, attraverso quest’ultima, prenderne progressivamente consapevolezza e, coraggiosamente, scegliere di avviare un lento processo di trasformazione.

Le due vie implicano prospettive opposte: quanto più la prima è legata al mantenimento di una modalità inconsapevole e proiettiva, tanto più la seconda è portata alla scoperta di sé ed alla progressiva presa di coscienza dei propri aspetti agiti nel rapporto con l’altro; quanto più la prima strada percorribile è tesa alla rassicurazione, attraverso la staticità ed il mantenimento dello stallo, tanto più la seconda si muove con dinamicità e, attraverso crisi consapevoli, sgretola le forme cristallizzate.

Infatti, la crisi di coppia si profila laddove una precedente forma (modalità di pensiero, gestione emotiva, gestione relazionale, ecc.) inizia a smuovere la sua cristallizzazione, o inizia a spostarsi dal punto più stabile dove si era precedentemente assestata. In quel momento, la prima fase della crisi ha inizio: la forma precedente non è più l’unica possibilità, non è pienamente soddisfacente, oppure, ha esaurito la sua funzione necessaria e si appresta ad una trasformazione.

Creare il Cuore di un Rapporto

Un passaggio fondamentale, che consente alla coppia di trasformare un rapporto collusivo, in una relazione armonica, è l’Alleanza Evolutiva, una promessa esplicita di sostegno leale e completo, proprio a partire dai limiti e dalle risorse, che quella relazione ha messo in evidenza.

Infatti, nella definizione di un’Alleanza Evolutiva, entrambi i partner della coppia partono dall'individuazione e dall'accettazione dei rispettivi punti di difficoltà e dei limiti, e dal riconoscimento delle loro qualità più elevate, per “stipulare” un patto, in cui ciascuno si impegna a fare il massimo tentativo, per trasformare i propri limiti in risorse, a sostegno dell’altro.

L’Alleanza consentirà, sottoposta a successive riflessioni e modifiche, man mano che il rapporto evolve e si sviluppa, di accompagnare la Coscienza dei membri di quel rapporto, ad esprimere le qualità più elevate di ciascuno e di orientare la vita di coppia, alla Coscienza, o a quello che Assagioli chiama “Sé Superiore”.

Infatti, mentre dal punto di vista individuale, meta dell’uomo è quella di fondere la propria Coscienza con la propria scintilla spirituale, identificandosi sempre più con la sua luce, nelle relazioni, il compito evolutivo è quello di creare e nutrire il Cuore del rapporto, in modo che il rapporto possa affondare le proprie radici nell'espressione più raffinata delle Coscienze coinvolte: le emozioni più delicate, i pensieri più elevati, i valori più preziosi.

Per Cuore del Rapporto s’intende il centro creativo, che non appartiene più ad alcuna delle persone coinvolte nella relazione, in quanto è una zona di fusione, è lo spazio di Reciprocità, che si nutre di ogni scambio di consapevolezza elevata della coppia.

Noi percepiamo sempre le vibrazioni del Cuore di un Rapporto: possiamo esserne consapevoli, o meno. Sappiamo, infatti, che se il Cuore di un Rapporto non vibra, percepiremo sensazioni e forme pensiero esprimenti le seguenti caratteristiche: confusione, malessere, attaccamento, freddo, distanza, gelosia, invidia, insicurezza, fragilità, paura, o espressioni solo formali.
Se, invece, il Cuore di un Rapporto è pulsante, intorno ad esso, registreremo sensazioni e forme pensiero legate alle seguenti qualità: nitidezza, benessere, pace, calore, vicinanza, luce, Amore, Gioia.

Il Cuore del Rapporto, proprio come un figlio, rappresenta anche un “punto di sacrificio”, in quanto, una volta che siamo in grado di percepirlo, possiamo sacrificare, con maggiore volontà e consapevolezza, quegli aspetti di personalità, poco utili alla sua evoluzione.

In sintesi, è dal Cuore del Rapporto che ogni coppia, famiglia, gruppo, o altri sistemi relazionali, sostengono l’evoluzione dell’Umanità intera, partecipando alla creazione di nuove realtà, sintonizzate al bene dell’essere umano.

Mantenere il Cuore di un rapporto vitale e nella giusta tensione richiede la pratica consapevole di una serie di strategie, da parte dei singoli membri:

  1. capacità di contenimento delle emozioni: avviene attraverso l’elaborazione mentale e la condivisione aperta dei vissuti emotivi, in termini di verità e autenticità, senza omissioni
  2. capacità di auto-riconoscimento individuale (autonomia emotiva), che tenta di evitare qualsiasi forma di dipendenza emotiva dall'altro
  3. accettazione ed elaborazione dei vissuti condivisi dell’altro, e dei vissuti scaturiti dalle relazioni con l’altro
  4. tendenza alla generalizzazione dei vissuti e delle esperienze di ciascun membro del rapporto
  5. raffinamento costante dei codici di lettura delle dinamiche che agiscono all'interno del rapporto
  6. capacità di sostegno sottile reciproco: scardinamento delle protezioni automatiche ed incremento della Comprensione Amorevole reciproca
  7. tendenza ad osservare il processo di elaborazione del Cuore del Rapporto, ponendosi come osservatori esterni e con distacco dai propri limiti individuali
  8. disponibilità a coltivare costantemente una sintesi comune, tesa a fondere le due visioni individuali
  9. capacità di riconoscere ed accettare, in profondità, i propri limiti e quelli dell’altro, che costituiscono un ostacolo per l’evoluzione del rapporto, senza criticismo e sensi di colpa
  10. tendenza consapevole a riconoscere costantemente l’altro, nella sua Funzione e nelle sue risorse evolutive, partecipando alla loro fioritura (“Affermo l’altro, lasciandolo libero”).

In particolare i primi punti costituiscono le premesse per mettere a fuoco gli estremi di una collusione, i punti da 6 a 9 la mettono decisamente a fuoco, in modo da scardinarla. Il punto 10 è il Cuore dell’Alleanza, ossia l’obiettivo evolutivo della coppia.

Infatti, mediante l’Alleanza, la coppia ha la possibilità di trasformare le dinamiche collusive, che proteggono i reciproci punti di difficoltà, senza permettere ad entrambi i partner di crescere, in modo armonico, in opportunità evolutive, in cui, ciascuno, partendo proprio dalla condivisione e dall'accettazione dei limiti di personalità, propri e del partner, si impegna a trasformarli e a sostenere la stessa trasformazione nel partner. È proprio questo aspetto che determina il passaggio dalla collusione all'Alleanza, che fa vibrare il rapporto di coppia, sulle note dell’Amore e del sostegno reciproco, per il bene comune.

L’Alleanza Evolutiva

Per comprendere come si costruisce un’alleanza di coppia, viene riportato qui di seguito un esempio illustrativo:

Cardini dell’Alleanza Descrizione Esempio
Premesse Sintetizzano l’impegno che la Coppia intende assumersi, per creare una relazione armonica

Con questa Alleanza reciprocamente ci impegniamo, perché i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni possano convergere e collaborare per la costruzione del Cuore di Coppia, perché possa divenire stabile e luminoso, in evoluzione continua verso l’espressione di un Amore sempre più evoluto.
Ci impegniamo a costruire una intimità sempre maggiore, perché la trasparenza dei nostri pensieri possa riflettere le nostre migliori qualità, e divenire qualità della Coppia.

Obiettivi Esplicitano gli obiettivi, che la Coppia si prefigge di raggiungere, attraverso l’applicazione dell’alleanza

Intendiamo, con questa Alleanza, avvicinarci sempre più realizzare i valori del Rispetto, della Verità, e della Cultura, nei quali ci riconosciamo e ai quali aspiriamo.
Intendiamo, per questo:

  • impegnarci per l’obiettivo di rispettare e valorizzare le differenze che ci caratterizzano, in particolare rispetto alla polarità maschile e femminile
  • impegnarci per dire tutta la Verità l’uno all’altro, arrivando a rivelare tutto dei nostri pensieri, emozioni ed azioni
Richiesta dell’uomo

La richiesta di ciascun partner riguarda tre livelli:

  • Esplicitare le proprie qualità;
  • Chiedere sostegno su specifici punti di difficoltà;
  • Esplicitare l’intenzione a sacrificare aspetti di personalità, che ostacolano la realizzazione di una relazione armonica
1. Metto a disposizione della coppia le mie qualità e capacità di:
  • ordine e organizzazione
  • buona Volontà
  • Amore per lo studio
  • Coraggio
  • Lealtà
2. Chiedo di sostenermi sui miei punti di tensione, in particolare:
  • sulla necessità di sviluppare un punto di vista più ampio sulle questioni da affrontare
  • sulla necessità di imparare a parlare in maniera chiara e innocua
  • nell'ascolto emotivo, in particolare dei sentimenti più dolorosi
3. Per questo, sono disposto a sacrificare:
  • la mia tendenza a perdermi nei dettagli organizzativi e sull’aspetto pratico delle cose
  • la tendenza ad essere troppo duro e sbrigativo
  • il mio fuggire ed evitare l’ascolto emotivo
Richiesta della donna Come sopra

1. Mi impegno a mettere a disposizione della coppia le mie qualità di:

  • intuito e capacità di sintesi
  • il mio amore per lo studio
  • la capacità di ascolto empatico
  • essere sincera

2. Ti chiedo di sostenermi nei miei punti di tensione, in particolare:

  • la necessità di imparare a condividere tutti i pensieri, senza trattenerli
  • la necessità di imparare ad essere definita e diretta, esprimendo la rabbia in maniera pulita e innocua
  • l’importanza di essere più coraggiosa
  • la necessità di creare e mantenere negli spazi in cui vivo maggiore ordine e armonia

3. Per questo, sono pronta a sacrificare, della mia personalità:

  • la mia tendenza a rimuginare, senza condividere i pensieri
  • la difficoltà ad arrabbiarmi
  • la codardia
  • il disordine.

Come illustrato nella tabella precedente, ogni Alleanza parte dall'impegno che la Coppia intende assumersi, per creare una relazione armonica, in modo che sia chiara l’intenzione da parte di entrambi i partner di mettersi in discussione, all'interno del rapporto.

Sulla base dell’impegno, si definiscono gli obiettivi, che la Coppia si prefigge di raggiungere, attraverso l’applicazione dell’Alleanza, obiettivi, collegati non ad interessi o bisogni di tipo individuale, ma al Bene della coppia.
Successivamente ogni partner esplicita la sua richiesta, che riguarda tre livelli:

  • esplicitare le proprie qualità, da mettere a disposizione dell’altro
  • chiedere sostegno su specifici punti di difficoltà, che vengono esplicitati, in modo che siano chiari ad entrambi
  • esplicitare l’intenzione a sacrificare aspetti di personalità, che ostacolano la realizzazione di una relazione armonica, impegnandosi nel processo di trasformazione, per il bene della coppia.

Quindi, all'interno delle sedute di coppia, il terapeuta fornisce l’indicazione alla coppia di riflettere sui diversi punti, e di metterle per iscritto; riflettendo su questi punti, all'interno delle sedute, vengono esplicitate le richieste su cui lavorare, in modo poi da elaborare un documento, l’Alleanza, appunto, che viene stampato e messo a disposizione della coppia in modo che possa riflettere costantemente sull'argomento.

Conclusioni

La focalizzazione sul concetto di Alleanza, piuttosto che su quello di collusione, nel lavoro di coppia, consente di orientare l’intervento sulla crescita e l’evoluzione armonica dei sistemi (la coppia, appunto), verso la prospettiva della risorsa e non del limite. Questa inversione di tendenza consente ai partner della coppia di aver chiaro il percorso ed i diversi passaggi necessari, per trasformare i punti di difficoltà i opportunità evolutive, per entrambi e per la coppia, come organismo.

Bibliografia

Bateson G., Jackson D.D., Haley J. e Weakland J.H. (1956). Toward a Theory of Schizophrenia. Trad. It. Verso una Teoria della schizophrenia, in Cancrini (a cura di), “Verso una teoria della Schizofrenia” (1977), Torino: Bollati Boringhieri

Bowen M. (1979). Dalla famiglia all’individo, Roma: Astrolabio-Ubaldini

Dicks, H. V. (1967). Marital Tensions, Trad. it. Tensioni coniugali. Studi clinici per una teoria psicologica dell'interazione, Roma: Borla 1992, in Norsa D., Zavattini G.C., 1998. Intimità e collusione. Teoria e tecnica della psicoterapia psicoanalitica di coppia, Milano: Raffaello Cortina Editore

Elkaim M. (1992). Se mi ami non amarmi, Torino: Bollati Boringhieri

Menghi P. (1997), Zone di silenzio, Roma: Mandala Scuola di Normodinamica

Norsa D., Zavattini G.C., 1998. Intimità e collusione. Teoria e tecnica della psicoterapia psicoanalitica di coppia, Milano: Raffaello Cortina Editore

Scabini E., Cigoli V. (2000). Il famigliare. Legami, simboli, transizioni, Milano: Raffaello Cortina Editore

Sepe D., Onorati A., Rubino M.P., Folino F. (2011). La funzione evolutiva della crisi: dalla terapia alla ricerca. Rivista di Psicologia Clinica.