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A cura di: Eugenio D. Sepe e Eulalia A. Onorati *

Premessa

Il termine “Personalità – Persona” deriva dal latino "Per-sonar" (risuonare attraverso), e veniva utilizzato per indicare la maschera di legno, portata dagli attori nei teatri dell'antica Grecia e dell'Italia, con i tratti esagerati, per migliorare la visibilità degli spettatori e con la bocca articolata in modo da rafforzare il suono della voce. Da qui, il collegamento tra Personalità e Personaggio.
Quindi, la Personalità è l'involucro esterno, che consente la comunicazione ed il rapporto tra diversi esseri umani.
Al contrario, la Coscienza deriva dal latino "Cum-scire" (sapere con) ed indica Discriminazione e Conoscenza da parte della mente, e indica consapevolezza.

Inoltre, la radice europea di “sapere” è il termine è "Sap", col doppio senso di "avere sapore e senno" e dal latino "Sapa", succo.
Quindi, la Coscienza è la nostra essenza (succo), sintesi tra Mente (Sapere) e Cuore (Con), che genera consapevolezza e che necessita dell'esperienza (sapore), per crescere (senno).

La Coscienza accompagna la personalità a divenire uno strumento (maschera) duttile ed efficace ad ogni sua esigenza.

È fondamentale avere chiara la distinzione tra Coscienza e personalità: il rischio è identificarsi con la parte recitata, scambiare il tutto con "la parte", l'attore con il personaggio, l'essenza con la forma.

La priorità tra Coscienza e personalità va definita con chiarezza, per poter generare un rapporto fertile ed efficace tra le due.
I due estremi (da evitare) sono:

• il tentativo di identificazione con la Coscienza, ripudiando la personalità: "guardo solo allo spirito";
• la personalità ha i suoi diritti ed è giusto che abbia la sua voce e le sue abitudini, che vanno accettate, senza metterle in discussione: "sono fatto così".

Rapporto tra personalità e Coscienza

La personalità è un complesso, più o meno integrato, di dinamiche, più o meno consapevoli, tese all'equilibrio, interno ed esterno, dei nostri aspetti inferiori: emotivo, eterico e fisico.
La personalità presenta una componente conscia ed una inconscia, tende all'omeostasi e ad automatizzare il suo funzionamento a quello dei sistemi di riferimento (famiglia e società), in particolare:

  • Dimensione Fisica: la cura del corpo fisico (pulizia, sonno, alimentazione, vestiti, ambiente) tende a seguire, senza pensiero, lo stile comune
  • Dimensione Emotiva: il livello di difese (scissione e rimozione) tende a quello conosciuto e praticato; l'integrazione e l'armonia del corpo emotivo non possono superare il livello conosciuto, senza suscitare crisi e dolore
  • Dimensione Mentale: il tipo di organizzazione mentale tende ad imitare quello delle menti di riferimento.

Se il sistema di riferimento è riferito ai codici di personalità, i valori che contano sono orientati all' “io”:

  • Reputazione, intesa come “buona” o “bella” immagine
  • Eccessivo attaccamento alla famiglia
  • Benessere materiale
  • Lavoro comodo e stabile
  • Salute, intesa come assenza di malattie
  • Legame con la tradizione, favorendo l’omeostasi familiare e sociale e relativa compensazione, per evitare il cambiamento

Se il sistema di riferimento è orientato alla Coscienza, i valori che contano sono orientati al “Noi” ed alle Leggi. La Coscienza cerca di disciplinare la personalità, mettendola in rapporto con Conoscenza e Valori elevati.

La Coscienza è infatti un concetto collettivo, e ci connette con la nostra dimensione spirituale; l’identificazione con la Coscienza coraggiosa e consapevole ci consente di spiccare infatti il volo verso l’ “Alto”, oltre la materia.

L'irremovibilità nella piena identificazione con i Valori della Coscienza è la base per imparare a volare, al di là dell'identificazione con la materia e oltre la paura; le condizioni avverse che la vita quotidiana ci offre sono il banco di prova per testare la nostra irremovibilità in questa identificazione.

In questa riflessione, troviamo particolare forza e incoraggiamento nelle seguenti parole, tratte dall’Insegnamento dei Maestri (Morya, Agni Yoga, 266):


«Nella solitudine dello spirito maturano le forme future
Lo Spirito delle Tenebre
meditando come incatenare ancora meglio
gli uomini alla Terra, pensò:
“Che conservino abitudini e costumi
Nulla li inchioda meglio delle forme divenute consuete
Però questo metodo vale solo per le masse
La solitudine è molto più pericolosa
Allora la coscienza si illumina e si creano forme nuove
Limitiamo dunque le ore di solitudine
Che gli uomini non restino mai soli
Darò loro un riflesso, che si abituino alla loro propria immagine”
I Suoi servi portarono all’uomo uno specchio!»

Ottobre 2012

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio