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Lo sviluppo dei talenti nel bambino

L'obiettivo principale dell'Educazione Evolutiva è quello di "tirar fuori" dalla personalità, del bambino la luce della sua Coscienza, attraverso l'espressione dei suoi talenti più naturali ed innati. Essere un Educatore Evolutivo (ed evoluto) significa abbandonare il territorio sicuro del proprio punto di vista, per cercare di cogliere quello del bambino, per stimolarne le sue qualità personali, messe in evidenza dalle sue competenze innate e dai suoi interessi più vivi.

Fin dalla nascita, infatti, è possibile notare predisposizione e preferenze individuali di un bambino, che possono essere valorizzate e coltivate, nel corso della sua crescita. Per far questo, è necessario che genitori ed educatori facciano uno sforzo costante, per quanto possibile, per liberare i propri occhi dagli schermi delle proprie aspettative e desideri, nonché dalle paure ed idiosincrasie. E' un'attitudine difficile da ottenere, ma possibile, se coltivata con attenzione e costanza.

Le aspettative che i genitori e gli educatori hanno nei confronti dei bambini che allevano ed educano costituiscono, per i bambini stessi, delle vere e proprie "forme" entro le quali la dimensione fisica, emotiva e mentale del bambino si troverà più o meno a proprio agio o stretta. La Coscienza del bambino, di conseguenza, sarà più o meno sofferente, o sostenuta ad esprimersi attraverso quelle forme.

Ci sono alcuni segnali che i nostri bambini ci inviano, rispetto ai propri talenti, spesso difficili da cogliere e interpretare correttamente; essi riguardano conoscenze, attitudini, esperienze, verso le quali il bambino è evolutivamente predisposto. Frasi come "lo sapevo", "me lo ricordo", "riesco a sentirlo", possono fare da "detector" relativamente al livello di consapevolezza che ogni bambino ha sviluppato e possiede.

Gli stessi sogni dei bambini possono essere preziosi rivelatori della loro indole più intima: ascoltare e valorizzare il contenuto dei sogni dei bambini può essere uno strumento ricco e interessante nella direzione di dare risposte alle domande: "Chi sono io?", "Che cosa sono venuto a fare qui?". La risposta da ricercare, abbraccia sicuramente non solo la fase di vita propria del bambino, ma la sua intera esistenza, fino a divenire un uomo maturo.

Per sostenere dalla più tenera infanzia ad individuare ed esprimere i propri talenti, l'educatore può portare attenzione ad alcuni aspetti: 

  • affidare ai bambini compiti nuovi e stimolanti il cui risultato è chiaramente osservabile;
  • riconoscerli apertamente quando riescono in un compito;
  • affidare compiti che richiedano un certo sostenibile sforzo; 
  • decidere e delimitare chiaramente e concretamente il termine e la durata del compito; 
  • utilizzare consapevolmente strumenti creativi come la musica, la meditazione, il rilassamento le visualizzazioni.

Per lavorare sull'acquisizione dell'autostima e sullo sviluppo dei talenti, risulta fondamentale il lavoro in gruppo di pari, che può rispecchiare e sostenere nei momenti di difficoltà. In questo contesto si possono creare le situazioni di vita reale in cui il bambino può iniziare a sperimentare la sua funzione ed aprirsi alla condivisione dei propri vissuti, nel rapporto con gli altri.