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La Riarmonizzazione Energetica e i Chakra

La conoscenza dei chakra, per la Riarmonizzazione Energetica, è fondamentale, in quanto, realizzare una diagnosi del corpo eterico è possibile attraverso un’attenta analisi dei chakra, del
loro stato, del passaggio dell’energia da un chakra all’altro.

Il chakra, oltre che essere inteso come l’espressione dell’energia, si collega con l’energia dell’universo, in quanto è l’unione di spirito e materia che si manifesta come coscienza. Grazie a
questi punti focali, l’Anima, come coscienza, pervade e tiene insieme i suoi corpi di manifestazione come un’unità coesa e funzionale.

In una persona di alto sviluppo spirituale, i centri di energia, i chakra, possono essere visti ruotare a grande velocità, per divenire alla fine sfere di energia radiante. In coloro, che hanno uno sviluppo spirituale inferiore, i centri non sono particolarmente attivi: essi danno l’impressione di depressioni sul piano del corpo eterico, vale a dire che le ruote di energia piuttosto che ruotare vorticosamente, sono ferme, non si accendono e non irradiano intorno a sé.

Il chakra è energia in costante rotazione ed incessante ciclicità. Sebbene mai chiuso, un chakra può risultare bloccato, questo può provocare squilibri e disturbi energetici.

Un chakra può risultare sovrattivo, con un conseguente intasamento dell’energia, che non può fluire liberamente dentro e attraverso il corpo, oppure, il può essere inattivo, se l’energia non
viene sufficientemente utilizzata. In entrambe le situazioni, lo squilibrio produce un malessere sul piano energetico, che, spesso, viene compensato, sul piano fisico, con una malattia.
Infatti, gli studi di Hamer evidenziano come la malattia rappresenta lo sforzo, che il corpo compie per risolvere un malessere molto più intimo e profondo: quindi, la malattia è l’espressione
manifesta non della disfunzione, ma piuttosto delle azioni, messe in atto per risolvere tale disfunzionalità.

Inoltre, come esseri spirituali, siamo immersi nel campo energetico dell’universo e di esso ci nutriamo e, nello stesso tempo, contribuiamo alla sua espansione e alla sua energia.

Nel processo di armonizzazione, si può incidere sui chakra con i seguenti obiettivi:

  • favorire il passaggio dell’energia da un chakra all’altro
  • consentire il deflusso dell’energia in eccesso (o energia congestionata) nel chakra
  • permettere l’afflusso di energia ad un chakra che ne è particolarmente privo
  • ottenere la ripulitura di un chakra
  • produrre una maggiore attivazione del chakra, attraverso il suo utilizzo che permette il movimento dell’energia all’interno del chakra.

La conoscenza approfondita dell’anatomia del corpo eterico e dei chakra permette di conoscere la loro funzionalità e, soprattutto nel processo di armonizzazione, questo si rivela particolarmente importante ed utile perché, ad esempio, intervenire su una parte del chakra che in quel momento è in una fase di inspirazione, invertendone la polarità, produce un’inversione della polarità del chakra nel suo complesso, cosa che può produrre uno squilibrio piuttosto che un’armonizzazione.

Una conoscenza oltremodo utile è anche quella della localizzazione dei serbatoi energetici della persona, solitamente collocabili in un chakra in particolare. Tali serbatoi energetici sono
rappresentati da quei chakra particolarmente aperti ed attivati, da cui può essere attinta energia da canalizzare, ad esempio, verso chakra che risultano essere, al contrario, meno aperti o con
meno energia.