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La Metodologia del Teatro Evolutivo

La metodologia adottata dal Teatro Evolutivo ha visto un’evoluzione nel corso degli anni. Originariamente, la fase di scioglimento e di preparazione all’esperienza teatrale avveniva anche con l’utilizzo di posizioni di Dhyana Yoga o con lo scioglimento del corpo con la Danza; venivano poi proposti degli stimoli mentali, anche tramite visualizzazioni e si procedeva alla loro rappresentazione. In questa fase, il processo Evolutivo centrava l’attenzione più su di un piano individuale, che di gruppo. A volte, anche nelle esperienze allargate, una persona, a turno, andava al centro del gruppo, facendo un’esperienza guidata, mentre il resto dei partecipanti osservava.

Negli ultimi anni la metodologia è cambiata: le esperienze di rappresentazione teatrale non si svolgono più singolarmente, ma sempre in sottogruppi; inoltre, la fase di preparazione dell’esperienza stessa parte direttamente dal piano mentale, per poi scendere e coinvolgere il piano emotivo e fisico, nella parte della rappresentazione. In questo modo vengono seguite le quattro fasi del Processo Evolutivo: Individuazione (parte teorica), Attivazione (lavoro in sottogruppi), Armonizzazione (il gruppo allargato si riunisce), Fusione (esperienza conclusiva e meditazione).

Un altro aspetto metodologico che caratterizza il Teatro Evolutivo riguarda lo scioglimento dei Cinque Corpi e l’uso della voce come elemento di diagnosi. Nelle esperienze guidate di gruppo, è possibile realizzare: lo scioglimento del corpo attraverso dei movimenti; lo scioglimento del volto con delle espressioni di smorfie, che tendono a rilassare la muscolatura facciale; il massaggio del viso; lo scioglimento della voce con l’espressione delle cinque vocali, a voce alta; l’espressione delle emozioni, con la mimica corporea senza uso delle parole.

Nella metodologia e nella pratica del Teatro Evolutivo, un altro elemento importante riguarda l’utilizzo di parole corrette e armoniche ed il modo in cui esse vengono pronunciate, per creare forme positive e luminose. Particolare attenzione merita quindi la pronuncia delle parole e non solo il suo contenuto.
Gli elementi di tecnica teatrale classica, certamente valgono anche nell’applicazione che può esserne fatta nel Teatro Evolutivo; in questo caso, è utile però ricordare che la tecnica teatrale non deve diventare il fine ultimo a cui tendere; ovvero, nel Teatro Evolutivo non si punta alla performance, per cui tutto deve essere ostinatamente perfetto, ma la tecnica assume rilevanza come strumento, utile per dare potere al messaggio che si vuole far vibrare. Ciò che vuole essere trasmesso, deve arrivare al pubblico, in modo chiaro, armonioso ed efficace. In questo senso, la voce deve essere utilizzata come strumento vibrante. Il ritmo ed il respiro, coniugati in modo armonico, daranno luogo all’espressione della voce con tali caratteristiche.

Dal momento che la funzione del Teatro Evolutivo consiste nel cogliere dei Messaggi elevati e nel dar loro una forma di vita tramite la rappresentazione, l’attore ed il regista di Teatro Evolutivo utilizzano quindi i veicoli inferiori (corpo fisico, eterico, emotivo e mentale) mettendoli a disposizione per accogliere e tradurre tali Messaggi.
Anche per questo il momento degli applausi finali, al termine della rappresentazione di Teatro Evolutivo, si differenzia da quello del teatro tradizionale, in cui l’attore si inchina al pubblico, guardando verso il basso. L’attore di Teatro Evolutivo invece, durante gli applausi eleva le braccia al cielo, lo sguardo è rivolto in Alto; l’applauso attraversa l’attore e va oltre, non è per lui, me egli, insieme al gruppo di attori, lo canalizzano e lo elevano, ringraziando quindi non se stessi, ma l’Assoluto, per l’Opera creativa che è stata compiuta.