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La Disciplina

Una serie di motivi, storici, politici e culturali, hanno reso la parola «Disciplina» una parola spaventosa, alla quale vengono associate spesso immagini e sensazioni negative o fuorvianti.

Il saggio di Bernarhard Bueb «Elogio della Disciplina» descrive efficacemente i pregiudizi culturali e psicologi che hanno reso la disciplina un concetto desueto.

Esistono diverse correnti pedagogiche che aborriscono il concetto di «premio» e «punizione» in educazione e così faticano a confrontarsi con quello di «giustizia».

Naturalmente, come educatori, siamo influenzati dalle esperienze che abbiamo fatto noi stessi con premi e punizioni:

  • quale è stata la nostra esperienza con premi e punizioni?
  • quale è l’idea che abbiamo sviluppato?
  • quale è la differenza tra premi e punizioni che rafforzano la forma («obbedienza formale») e risposte di premio e punizione alle azioni del bambino che nutrono la Coscienza («Obbedienza interiore»)?

Il termine "Disciplina" deriva da “Disco”, Discernere; indica la differenza tra personalità (gli impulsi individualistici ed egoisti, imparentati con il regno animale) e Coscienza (i Valori).

La personalità di adulti e bambini è abituata per definizione a sopraffare o a essere sottomessa; la Coscienza nasce solo dalla Reciprocità.

Il dolore è un'opportunità per apprendere.

Per costruire la Reciprocità, è importante imparare a distinguere tra i propri bisogni e quelli dei bambini: a partire dal riconoscimento dei bisogni dei bambini è possibile aprire uno spazio di confronto con loro, uno spazio di Reciprocità, in cui costruire un terreno comune creativo in cui educatore e bambino si incontrano, crescono insieme e costruiscono regole, fino ad arrivare a veri e propri accordi, nell'adolescenza.

L’arte dell’educatore consiste nella capacità di distinguere le regole e le situazioni per le quali non sono necessarie tante parole o spiegazioni, e quelle per le quali è fondamentale impiegare del tempo, per spiegarle e applicarle.

Cosa fare se si perde la pazienza con il bambino, per esempio alzando troppo la voce:

  • riparlarne con il bambino
  • chiedere scusa e ammettere l’errore
  • non dire “l’ho fatto per il tuo bene”
  • riconoscere dentro di sé i motivi profondi per quell'impulsività.

Sono considerati cardini dell’Educazione Evolutiva:

  1. “un’atmosfera d’amore, che espella il timore e in cui il bimbo s’accorga di non aver ragione di timidezza, ritrosia o cautela, e nella quale venga trattato con gentilezza e debba comportarsi in egual modo a sua volta … nasce dalla comprensione delle potenzialità del bimbo in quanto individuo, da un giusto senso di responsabilità, dall'assenza di pregiudizi, di antagonismi razziali e soprattutto dalla tenerezza compassionevole
  2. un’atmosfera di pazienza, in cui il bimbo possa divenire, in modo normale e naturale, un cercatore della luce della conoscenza; in cui sia certo di trovare pronta e accurata risposta a tutte le domande, e dove non si noti mai l’aria frettolosa o sbrigativa
  3. un’atmosfera di attività ordinata, in cui il bimbo impari i primi elementi del vivere responsabile
  4. un’atmosfera di comprensione, in cui il bimbo sappia sempre con certezza che le ragioni e i motivi dei suoi atti saranno riconosciuti e che i grandi che vivono con lui capiranno la natura dei suoi impulsi, anche se non approveranno sempre le sue attività o ciò che ha fatto”. (Alice Bailey, Educazione nella Nuova Era)