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A cura di: Eugenio D. Sepe e Eulalia A. Onorati *

Premessa

Il termine Creare proviene dalla radice Sanscrita Kar e dal termine Zendo Kere: fare. In greco, troviamo i termini Krantor e Kreion, dominatore ("quegli che fa, che crea").

Il termine Creare viene utilizzato con i seguenti significati: Fare dal nulla, Produrre, Generare, Formare, Allevare, Educare. Infatti, accanto a creare, troviamo i termini: Creatura e Creatore.

Il termine Crisi, assonante, nasce dalla radice greca Kri: decido, separo. Inoltre, dall'assonanza tra Creo e Credo, troviamo il termine Credenza, inteso come "prestare Fede" e, quindi, affidare, "dare a fido", confidare, consegnare, depositare.

In sintesi, la Creazione è un'Opera Divina che ha prodotto l'Universo, fino alla terra ed all'uomo (creatura). L'uomo può vivere il Dio come esterno (Dominatore), o come interno (Creatore): nel primo caso, si sviluppa un timore ed un rapporto di distanza, mentre nel secondo un'identificazione nella Funzione di Creatore ed un rapporto di Alleanza.

Pertanto, la facoltà di creare non indica, semplicemente, la possibilità, magari da coltivare nel tempo libero, di agire sulla materia, per creare forme nuove, ma riguarda la capacità di generare nuovi modelli di comportamento e di organizzazione familiare, educativa e sociale, ispirati alla Necessità Evolutiva attuale.

Per comprendere meglio, il concetto di creazione, come dovere nella Gioia, possiamo far riferimento al Mito della Creazione.

Il Mito della Creazione dell’uomo

Kronos, detto anche Crono, Titano e Dio del tempo, è figlio di Urano e di Gea: è conosciuto anche come Saturno. Urano, deriva il suo nome dal greco Ouranós, Cielo stellato, ed è una divinità primordiale: è la personificazione del Cielo, in quanto elemento fecondo. Gea è una Dea immortale, ed è la progenitrice degli dei. Sia Gea che Urano vengono generati dal Caos primordiale.

Urano ogni notte va a trovare Gea per fecondarla: da questa unione nascono tanti figli, tra cui i Titani, i Ciclopi e gli Ecatonchiri, giganti dalle cento braccia. Urano odia i figli generati con Gea, per timore che possano spodestarlo e, appena essi vengono alla luce, li nasconde in una cavità interna terrestre, chiamata Tartaro, incatenandoli.
Gea si lamenta con Crono, il figlio più giovane, di questa malvagità e lo invita ad allearsi con lei: lo nasconde in un luogo buio e gli consegna una falce affilatissima, costruita appositamente, spiegandogli come evirare il padre.

Quando, come al solito, Urano viene di notte e abbraccia Gea coprendola, il figlio esce dal suo nascondiglio, prende la falce e recide i genitali del padre, che getta subito in mare: quelli
fecondano la spuma, da cui nasce Afrodite. Dopo questa azione sanguinosa, Urano non si unisce più alla Terra – Gea: si interrompe per sempre il dominio di Urano.
Crono prende il suo posto, alla guida del mondo e libera i suoi fratelli Titani, incatenati da Urano, tranne i Ciclopi e gli Ecatonchiri, verso i quali nutre forti dubbi sulla loro lealtà, nei suoi confronti.

Crono, a sua volta, si unisce a sua sorella Rea, una dei Titani e madre di Demetra: con lei genera i principali dei del Pantheon greco.
Sotto il regno di Crono, la terra conosce l'età dell'oro, ma la sua tranquillità viene minata da un triste vaticinio: Urano e Gea gli predicono che anch'egli sarebbe stato, a sua volta, detronizzato da uno dei suoi figli. Pertanto, per evitare di perdere il potere, Crono comincia a divorare i piccoli figli, via via che Rea li partorisce.

Tra i vari figli di Crono e Rea, troviamo Thanatos (la morte), Eris (la discordia), Nèmesi (la vendetta), le tre Moire (il destino), come anche Elios (il sole), Selene (la luna), Poseidone (re del mare), Ade (signore del regno dei defunti), Zeus e Demetra.

Stanca di questa tragedia "cronica", Rea fugge a Creta, per partorire Zeus, il suo ultimogenito, affidandolo alle cure di due Ninfe, in una caverna del monte Ida. Rea fa poi recapitare a Crono una pietra, avvolta in fasce, al posto di Zeus: Crono inghiotte il fagotto, credendolo il figlio, senza sospettare nulla.

Zeus, intanto, cresce a Creta, nutrito dal latte della capra Amaltea, dal miele dell'ape Panacride e dal nettare dell'immortalità, che gli porta quotidianamente un'aquila. Intanto, i pianti di Zeus vengono coperti dai Cureti, che battono il ferro per impedire che qualcuno senta i suoi vagiti. Zeus, una volta cresciuto, somministra a Crono una bevanda preparata da Metis, per fargli vomitare tutti i figli ingoiati e dichiara guerra al padre. Metis è una divinità potente, figlia di Oceano e Teti ed impersonifica la Saggezza, la Ragione e l'Intelligenza.

Comincia, così, una lunga guerra, che dura 10 anni: da una parte, Crono e i Titani e dall'altra Zeus con i suoi fratelli. Entrambe le parti si battono senza esclusione di colpi: la terra è devastata dai Titani, che distruggono le montagne, scagliandole nell'Olimpo, contro Zeus ed i suoi fratelli. La guerra sarebbe andata avanti ancora per parecchio tempo, senza l'intervento di Gea, che consiglia a Zeus di liberare i Ciclopi e di stringere un'alleanza con loro. I Ciclopi, per ripagare Zeus, fabbricano per lui le armi che sarebbero entrate nella leggenda e con le quali avrebbe retto il suo regno dalla cima dell'Olimpo: le folgori. Zeus libera anche gli Ecatonchiri, che, con le loro cento braccia, iniziano a scagliare una quantità infinita di massi contro i Titani, alleati di Crono, i quali sono costretti a capitolare.

I Titani vengono incatenati nel monte Tartaro e la loro custodia viene affidata agli Ecatonchiri.
Zeus si unisce a diverse Divinità ed alla fine sposa Era, o Giunone, con la quale concepisce, tra gli altri figli, Efesto o Vulcano è il Dio del Fuoco: è molto brutto e vive nelle profondità dell'isola di Lemno, dove forgia il ferro in mezzo ai Ciclopi; è il patrono delle arti metallurgiche e forgia le armi e gli oggetti più belli, destinati agli dei ed agli Eroi; Pandora, la prima donna, è una sua opera.

Un giorno cerca di difendere la madre, Era, da Zeus, che la maltratta: Zeus, irritato, lo afferra per un piede e lo scaraventa fuori dall'Olimpo: la sua caduta dura un giorno e una notte e l'urto contro la terra lo rende zoppo. Vulcano si unisce con Venere Afrodite.

Il Mito della Creazione evidenzia come la creazione dell'uomo passa attraverso una serie di tappe, attraverso le quali, la scintilla dello Spirito si unisce con la Materia sempre più in profondità, generando creature sempre più evolute, fino a che non divengono loro stesse creative. Ciascuna di queste Creature è in grado di generare solo dopo aver preso il posto del padre, interrompendo il precedente tipo di Creazione.

Dicembre 2011

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio