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L’Educazione nell’Era dell’Acquario: accompagnare i bambini a vivere come Coscienze

L’ educazione di un popolo deve iniziare dalla prima istruzione dei fanciulli, nella loro età più giovane: quanto prima, tanto meglio
Siate certi che la fatica cerebrale deriva solo dalla goffaggine
La madre, presso la culla, pronuncia la prima formula di istruzione:
“Tu puoi fare qualunque cosa”
I divieti non servono; neppure le cose pericolose sono da proibire
È bene invece indirizzare semplicemente l’attenzione a ciò che più giova e più attrae
Il precettore migliore è colui che sa rendere affascinante il bene
Inoltre, non mutilate le belle Figure per una supposta incomprensione da parte dei fanciulli:
non umiliateli
Ricordate che la vera scienza è sempre attraente, breve, precisa e bella
La famiglia deve conoscere almeno i rudimenti dell’educazione
Dopo i sette anni molto è già perduto
Già dopo i tre, di norma, l’organismo è pienamente ricettivo
Fin dai primi passi l’educatore deve indirizzare l’attenzione ai mondi lontani, e indicarli
I giovani occhi devono percepire l’Infinito: devono abituarsi ad accoglierlo
La parola poi deve esprimere esattamente il pensiero. Falsità, scherno, villania sono da espellere
Il tradimento è inammissibile, anche se embrionale
I bambini devono essere incoraggiati a ripetere i lavori dei grandi
Dopo i tre anni la coscienza afferra facilmente l’idea di comunità
Quale errore credere che i piccoli debbano possedere cose loro!
Essi capiscono subito che sono da tenersi in comune Affermare:
“Posso fare qualunque cosa” non è una vana pretesa; ma la semplice realizzazione
di un apparato. Anche l’essere più sciagurato può trovare la corrente per l’Infinito, poiché
ogni lavoro di qualità ne apre la porta
(Morya, Comunità 102).

Premesse

Che cosa è l’Educazione?
Proviamo a rispondere con questa citazione:
Vorrei raccomandare di definire l’educazione come possibile esercizio di meditazione individuale. Che ciascuno si domandi che cosa intenda per “ educazione; se la sua riflessione sarà profonda, si accorgerà che per rispondere occorre penetrare fino al più intimo senso della vita stessa. Pensare seriamente al significato dell’educazione ci costringe ad affrontare i problemi fondamentali della vita, come mai prima abbiamo fatto… La meta dell’educazione è la conoscenza? Certamente sì, ma perché? Lo scopo è forse il potere? Ancora sì, ma a qual fine?
Tende essa all’assestamento sociale?
L’era moderna risponde decisamente di sì, ma di quale assestamento si tratta, e quali sono gli ideali che lo determinano?
Che l’educazione miri non soltanto all’acquisizione di un qualsiasi tipo di conoscenza o di potere, bensì al giusto uso di questi, e cosa chiaramente riconosciuta dal pensiero educativo più progredito, sebbene non dall’opinione pubblica dei nostri giorni…
La nuova educazione ha quindi, come suo grande scopo, la preparazione e lo sviluppo dell’individuo per fini sociali, cioè per un più vasto servizio a favore dell’uomo...
(Randall, cit. da Bailey, Dall’Intelletto all’Intuizione ver. 28).

L’Era dell’Acquario e le principali note da sviluppare

Come sappiamo stiamo entrando nell’Era dell’Acquario che avrà il suo inizio nel 2025.
Tale Era rappresenterà, per l’uomo, un passaggio importante da molti punti di vista e vedrà cambiare molti dei concetti di base dell’educazione e della Cultura in generale.
Sarà un’Era legata alla Sintesi e porterà con sé principi quali la Collaborazione, la Cooperazione e la fioritura della Coscienza Umana basata sullo sviluppo della mente astratta.
Il compito dell’uomo, in questo momento, è proprio quello di imparare a dominare la dimensione emotiva per sviluppare in maniera sempre più chiara la dimensione Mentale Superiore, o mente Astratta.
In questi anni possiamo avere il compito di avvicinarci a queste nuove energie preparando il terreno a partire dalla costruzione di una nuova educazione che permetta ai bambini di oggi di crescere su principi già adatti alle energie che arriveranno.
Gli educatori che in questo periodo storico si stanno occupando di questo dovrebbero avere come obiettivo quello di porre delle sane e salde fondamenta in merito alla Civiltà Futura che abbia come base la Fratellanza e la visione dell’umanità come organismo unico e non separato.
Come educatori quindi abbiamo il compito di preparare una nuova rinascita delle arti e di portare una nuova onda di energia creativa nell’uomo.
Per creare una nuova civiltà occorre fare riferimento a tutti quegli eventi del passato che hanno visto la nascita di nuovi correnti di pensiero e nuovi stimoli creativi in modo da stimolare il pensiero in positivo e a creatività.
La Scienza dello Spirito ci dice come insegnando ai bambini a riconoscere i grandi momenti del passato in cui si sono immessi valori quali la Fratellanza ed il rispetto ed a tempo stesso l‘inutilità della guerra si potrà sperare in un futuro migliore.
Per iniziare a rispondere alle energie della Nuova Era occorre, come prima cosa, iniziare ad insegnare ai bambini due idee fondamentali:

  • Il Valore dell’Individuo
  • L’umanità come Unità.

Insegnando questi principi i bambini progressivamente diverranno degli adulti consapevoli della loro responsabilità come parte di un organismo più grande.

La scienza dello Spirito afferma che ci sono tre obiettivi che racchiudono l’Educazione della Nuova Era che sono:

  • Civiltà
  • Cultura
  • Educazione.

Tali principi sono, anche se in modo ancora grossolano e imperfetto, alla base della distinzione dei tre tipi di scuola:

  • elementare (civiltà= il bambino diviene un cittadino)
  • media (cultura=apparenze, valori e significato)
  • superiore (Unificazione=collegamento tra l’uomo ed il mondo sottile).

Dati questi obiettivi possiamo affermare che:
Primo compito dell’educazione al fine di civilizzare il fanciullo è di esercitarne e dirigerne correttamente gli istinti.
Secondo dovere è di curarne la vera cultura, insegnandogli a far giusto uso dell’intelletto.
Terzo, evocare e sviluppare in lui l’intuizione” (L’Educazione nella Nuova Era, ver.50).

Date queste premesse per comprendere a pieno il tema dell’Educazione abbiamo bisogno di introdurre un nuovo concetto:

  • Differenza tra Personalità e Coscienza.

Compresa questa differenza vediamo come ci sia bisogno di un’educazione che permetta di collegare le varie parti dell’uomo con l’ambiente e con il “tutto” più grande all’interno del quale deve l’uomo deve compiere la sua parte.
Questo presuppone un altro concetto di base ossia che il minore deve essere l’espressione del superiore, va da sé quindi che la personalità dovrebbe pian piano essere educata a esprimere la Luce della Coscienza.
Ma come possiamo applicare questo concetto all’Educazione?
È il problema di giudicare con esattezza quale sia il centro o il punto focale dell’attenzione di un uomo, e notare dove sia principalmente centrata la sua coscienza. Lo si dovrà allora istruire in modo da rendere possibile lo spostamento di quel punto focale in un veicolo Superiore” (A. Bailey, L’Educazione della Nuova Era, ver. 52).

Sintetizzando i valori che occorre sviluppare sono:

  • Fratellanza
  • Civiltà
  • Cultura
  • Unitarietà
  • Amore verso il gruppo.

Gli obiettivi devono essere:

  • Creare dei ponti tra l’uomo il suo ambiente e i mondi sottili
  • Creare un ponte tra Anima e Personalità
  • Allineare progressivamente cervello, mente ed Anima.

Come possono contribuire i genitori? Creando:

  • Un’atmosfera di Amore
  • Un’atmosfera di pazienza
  • Un’atmosfera di attività ordinate
  • Un’atmosfera di comprensione.

I Bambini della Nuova Era

Saranno i pionieri della Nuova Era, uomini dotati E’ esperienza comune aver notato come le nuove generazioni stiano cambiando molto in termini di attitudini, di interessi e di intelligenza.
“…Si deve ricordare (e lo si riconosce sempre di più) che la qualità dei bambini che vengono in incarnazione oggi migliora e si eleva costantemente.
In molti casi essi sono intelligenti in modo abnorme, ed il loro quoziente d’intelligenza è spesso altissimo.
Ciò accadrà sempre più sovente, finché i giovani di quattordici anni avranno le doti e l’intelligenza dei migliori studenti universitari d’oggi”(A. Bailey, Dall’Intelletto all’Intuizione, Ver. 57).

Va da sé che l’educazione attuale non riesce a rispondere alle esigenze delle nuove Coscienze che si stanno incarnando ed è evidente lo sforzo che come educatori dobbiamo compiere per costruire un tipo di approccio educativo che tenga conto di questo.
L’impegno che ci possiamo prendere è quello di cercare, attraverso lo sforzo mentale e l‘applicazione pratica, di creare un nuovo approccio che, se applicato, permetterà di costituire un gruppo di uomini capaci di unificare insieme i due emisferi del mondo, mettendo insieme i conseguimenti dell’uno e dell’altro ed unendo la dimensione oggettiva con quella soggettiva.
"Saranno i pionieri della Nuova Era, uomini dotati di senso pratico, saldamente piantati sulla terra, ed al tempo stesso, mistici e veggenti, che vivranno anche nel mondo dello spirito, traendone ispirazione ed illuminazione per la vita d’ogni giorno” (A. Bailey, L’Educazione nella Nuova Era Ver. 57).
Il nostro compito come educatori è quello di creare questo gruppo di pionieri e per fare questo occorrono due cose:

  • Menti addestrate, dotate di un’ampia conoscenza generale come fondamento (e ciò può essere offerto dal sistema occidentale),
  • Consapevolezza spirituale della divinità interiore, l’anima, conseguibile mediante il sistema orientale di meditazione scientifica.

I Cinque Corpi nel bambini e come nutrirli

L’Educazione Evolutiva fa riferimento ad un preciso modello di Evoluzione e Sviluppo dell’Uomo, che viene descritto attraverso i suoi 5 Corpi o «dimensioni» che chiamiamo:

  • Corpo Fisico
  • Corpo Eterico
  • Corpo Emotivo
  • Corpo Mentale
  • Corpo Causale.

I 5 Corpi sono organizzati tra di loro e funzionano con le regole che governano i sistemi gerarchici, per cui ogni corpo è controllato e compreso da quello immediatamente superiore.
I Corpi superiori sono più sottili, ovvero più raffinati e potenti di quelli inferiori, perché le energie superiori sono più vicine alla Dimensione Spirituale.

 

Distinguiamo, inoltre, a seconda delle età:

  • Corpo Fisico: crescita e conoscenza del corpo, esplorazione del tempo e dello spazio (0-7 anni)
  • Corpo Eterico: conoscenza e sperimentazione dell’Energia (7-14 anni)
  • Corpo Emotivo: riconoscimento, espressione ed elaborazione delle emozioni (14-21 anni)
  • Corpo Mentale: connessioni crescenti, conoscenza delle leggi fisiche, relazionali e coordinate dell’identità (21-28 anni)
  • Corpo della Coscienza: visione globale di sé, del mondo, del senso della vita (28-35 anni).

Proviamo ora ad approfondire la dimensione cerebrale in generale, per poi collegarla alle riflessioni sull’Educazione Evolutiva che stiamo realizzando.
Nella zona cerebrale inferiore ci sono le aree più primitive che regolano sia la respirazione che le altre funzioni corporee; qui risiedono anche le reazioni e impulsi innati come la risposta di attacco o fuga e le emozioni più intense come la rabbia.
La parte superiore del cervello costituita dalla corteccia e dalle sue diverse parti è il luogo in cui avvengono i processi mentali più complessi come il pensiero la pianificazione e l'immaginazione.
Nella parte alta del cervello risiede la capacità di decidere e pianificare la capacità di controllare il corpo fisico e le emozioni, la comprensione di sé, l’empatia, la moralità.
E interessante tenere presente il fatto che se la parte superiore del cervello matura intorno ai 25 anni, quella inferiore è già formata fin dalla nascita.
Durante l’adolescenza avvengono infatti dei processi fondamentali per la maturazione.

E’ importante a questo punto mettere a fuoco il ruolo dell'amigdala, una piccola parte del cervello che fa parte del sistema limbico; essa consente una rapida elaborazione ed espressione delle emozioni in particolare la rabbia e la paura.
Quando l'amigdala avverte la paura è capace di prendere completamente il controllo prendendo in ostaggio la parte alta del cervello.
Sono le situazioni in cui, nel bene o nel male, agiamo prima di pensare; quando a causa di un grosso spavento o di una grande rabbia si attiva l’amigdala può succedere che l'attivazione sia così potente da bloccare completamente il collegamento con la parte superiore del cervello.

Relativamente alle crisi di rabbia, per esempio, dei bambini, è possibile distinguere due possibilità:

  1. una crisi di rabbia in cui il bambino attiva volontariamente una crisi di rabbia, mettendo in campo una serie di atteggiamenti provocatori; in questi casi, capiamo che potrebbe smettere immediatamente se ottenesse quello che sta chiedendo o se venisse minacciato di perdere qualcosa a cui tiene molto
  2. una crisi di rabbia connessa al corpo emotivo e al fatto che la parte inferiore del cervello ha preso completamente potere sul resto del cervello; in questi casi il bambino è completamente incapace di controllare sia il corpo emotivo, che il corpo mentale; in questi casi solo successivamente è bene parlare al bambino in maniera più razionale.

Il corpo fisico e il corpo emotivo dei bambini ricoprono un'importanza fondamentale; è per questo che i bambini vengono facilmente sopraffatti da emozioni confuse e caotiche.
Crisi di rabbia, capricci, comportamenti aggressivi parlano di questo aspetto.
E’ interessante il fatto che alcuni studiosi descrivono l'emisfero destro e l’emisfero sinistro come fossero due individui dalla diversa personalità: essi sono connessi a due «corpi» diversi.
L'emisfero sinistro, connesso al Corpo mentale è logico, letterale, linguistico, lineare (mente inferiore).
L'emisfero destro, connesso al Corpo emotivo è collegato alle sensazioni viscerali, «di pancia» ed è influenzato più direttamente dal fisico e dalle regioni inferiori del cervello.
Nei bambini molto piccoli è dominante l'emisfero destro, soprattutto nel corso dei primi tre anni di vita, a quest'età infatti i bambini non hanno ancora acquisito completamente la capacità di usare la logica e le parole per esprimere le proprie emozioni.
Quando i bambini cominciano a chiedere in continuazione «perché?» vuol dire che l'emisfero sinistro sta entrando in gioco con la sua razionalità, i suoi pensieri che funzionano a causa/effetto.
Sfera destra e sinistra sono collegati da un fascio di fibre nervose: il corpo calloso.
La comunicazione fra i due cervelli avviene attraverso queste fibre che realizzano la cosiddetta integrazione orizzontale; se vivremo in un deserto emotivo o in un diluvio emotivo o se saremo persone equilibrate si vedrà dalla loro integrazione.
Ricordando il fatto che è l'emisfero destro a interpretare i segnali non verbali, è fondamentale comprendere il fatto che se il bambino è stanco o di cattivo umore e potrebbe concentrarsi solo sulle parole che diciamo e non sul nostro tono che magari dice qualcosa di diverso.
Per esempio, quando i bambini fanno delle esternazioni sommersi da un'intensa ondata di emozioni provenienti dal loro corpo emotivo, possiamo difenderci oppure metterci a discutere con loro: ma sarebbe una contrapposizione tra corpo mentale e corpo emotivo, insensibile ai ragionamenti e alle spiegazioni.
In questi casi è molto più utile entrare in sintonia, re-incanalare le emozioni del bambino cavalcando la sua onda emotiva; quando avviene questa sintonizzazione, genitore figlio provano un profondo senso di unione.
Dopo che è stato creato un contatto più emotivo e possibile creare contatto sul piano mentale.
Sostenere i bambini a raccontare le vicende che li hanno toccati di più dal punto di vista emotivo è uno dei metodi principali per insegnare loro ad associare l'emisfero sinistro con quello destro, ovvero il corpo mentale con il corpo emotivo.
Per raccontare una storia il bambino deve mettere ordine servendosi del linguaggio e della logica, mentre il corpo emotivo dà il suo contributo con le sensazioni corporee. le emozioni e i ricordi personali.
In altre parole, per raccontare una storia, il corpo emotivo e il corpo mentale insieme al corpo fisico devono mettere insieme le loro energie.
Studi scientifici dimostrano come il solo fatto di dare un nome o una definizione, anche se sommaria, alle emozioni che proviamo riduce l'attività dei circuiti emozionali dell'emisfero destro, questo vuol dire che dare un nome alle nostre emozioni vuol dire attivare il corpo mentale e depotenziare quello emotivo.
Da questo punto di vista, è possibile spiegare ai bambini il funzionamento e l'esistenza del piano emotivo in modo che essi possano cominciare a conoscerlo a utilizzarlo piano piano a dominarlo.

L'approccio della Mindfulness parla di ricordi impliciti e ricordi espliciti; i ricordi impliciti sono quei ricordi non consapevoli che creano delle aspettative in noi. Per esempio se contiamo sui nostri genitori perché ci consolino quando stiamo male è perché lo hanno sempre fatto in precedenza; al contrario, per chi abbia ripetutamente fatto l’esperienza opposta, con genitori che abbiano mostrato disinteresse o fastidio per la sua sofferenza.
Soprattutto i ricordi impliciti negativi possono avere un effetto potente nella nostra vita: la soluzione è illuminare con la luce della consapevolezza i ricordi impliciti; questo implica gettare la luce della mente del nostro Corpo mentale sui contenuti del corpo emotivo.
Nel nostro cervello c'è una parte che ha il compito di integrare i ricordi impliciti e quelli espliciti: l'ippocampo, come il «motore di ricerca» per il recupero dei ricordi.
L'ippocampo collabora con le diverse parti del cervello per recuperare le immagini, le emozioni e le sensazioni della memoria e permette di formare un quadro completo.
Quando aiutiamo un bambino a integrare il passato nel presente il bambino diventa capace di comprendere cosa avviene dentro di lui, in altre parole diviene consapevole del suo mondo interno, della sua Coscienza, e fa l'esperienza di come il corpo mentale può dominare quello emotivo.
Nei passaggi che possiamo fare per insegnare ai bambini l'esistenza e la gestione dei cinque corpi è fondamentale considerare il rapporto gerarchico stessi corpi.

Possiamo insegnare ai bambini a guardare dal punto di vista della loro Coscienza, che descriveremo loro come il punto di tranquillità e di calma che è dentro di loro, i corpi sottostanti.
Insegneremo loro che i pensieri, i sogni, i desideri e le loro emozioni, le loro percezioni e sensazioni corporee non sono l'elemento centrale della loro vita ma solo uno degli elementi della loro vita.
Quando i bambini, ma questo può succedere anche agli adulti, provano un particolare stato d'animo, per esempio si sentono soli o frustrati, possono essere tentati di definirsi sulla base di questo vissuto temporaneo e dunque invece di dire e pensare «mi sento solo» dicono «sono solo».
Imparare a guardare a se stessi dall'alto e come un sistema gerarchico, è un'esperienza che crea nuove connessioni neurologiche e può modificare e influire sul benessere di tutta la vita.
Per conoscere e per insegnare a conoscere sempre più approfonditamente il corpo emotivo ai nostri bambini è fondamentale tenere presente:

  1. L'importanza delle percezioni fisiche nel bambino accompagnando ad ascoltare in profondità quello che sentono nella pancia, nello stomaco, nel petto, nei muscoli delle gambe e delle braccia: questo può contribuire molto a calmarli, soprattutto se impariamo a collegare le sensazioni fisiche alle emozioni.
  2. Tenere presente che il mondo delle emozioni è fluttuante e influenzabile, e accompagnare i bambini a riconoscerlo.

Conclusioni

Diviene chiaro quindi, come nell’alba della Nuova Era, ciascun genitore ed educatore, e potremmo dire, ciascun adulto che è in contatto con un bambino, sia necessariamente tenuto a “guardarlo come Coscienza in evoluzione”, come energia nuova, discesa sulla Terra per sostenere il pianeta nella sua Evoluzione.
L’attenzione ai corpi di cui ciascuno di noi è composto, e le modalità attraverso cui nutrirli, a partire dalla più tenera età, è uno strumento fondamentale, che la Scienza dello Spirito ci offre, per divenire esseri umani ed educatori consapevoli, a sostegno dell’evoluzione, di un piccolo pezzetto di Umanità del futuro.
L’Umanità gioiosa e consapevole della Nuova Era.

Bibliografia

  1. Bailey, (1981) Dall’Intelletto all’Intuizione, Nuova Era
  2. Bailey, (1981) L’Educazione nella Nuova Era, Nuova Era
  3. Morya, (1926) Nuova Era Comunità, Nuova Era.