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Introduzione alla storia della scienza

Raccontare la storia della scienza si può fare seguendo diverse, molte, chiavi di lettura. Una di queste può essere una storia del progresso scientifico, una carrellata sulla magnifica produzione dell’intelletto umano. Ma forse la sequenza di scoperte e invenzioni, tutte importantissime per il loro contributo al benessere dell'umanità (o di una parte di essa), non è l’aspetto più interessante. E molto probabilmente è un aspetto già abbastanza acquisito dalle mente collettiva.

Ci sono invece altri aspetti che non sono altrettanto acquisiti: uno di questi è il valore e l’importanza delle rivoluzioni del pensiero insite in alcuni passaggi del progresso scientifico. È su questi che concentreremo quindi la nostra attenzione.

Cominciamo con una breve digressione sulla “molla” del progresso. È sicuramente evidente che della natura umana faccia parte una indomita tendenza a migliorare la propria condizione di vita, ad affrancarsi sempre più dalla “fatica per la sopravvivenza”, e contemporaneamente ad espandere la propria conoscenza: una sete inesauribile di sapere, di comprendere il mondo in cui è immerso; un desiderio di conoscenza che altro non è che una forma diversa della solita domanda che da sempre angustia l’uomo, ossia: “chi sono, e dove sto andando?”

Quindi: da una parte abbiamo un progresso tecnologico che libera gradualmente l’uomo dalla schiavitù della fatica, e parallelamente a questo avviene un graduale aumento di consapevolezza. Però l’acquisizione della consapevolezza non è un processo propriamente graduale: l’immagine che meglio lo descrive è quello di una scalinata. L’intervento di alcuni scienziati, profondi pensatori, ha causato un vero salto, quasi una frattura, con il pensiero precedente; costoro hanno causato l’abbattimento di vecchi modelli mentali e la conseguente apertura di nuovi spazi; in una parola: rivoluzioni. Ed è proprio la storia delle rivoluzioni del pensiero il filo che vogliamo seguire per raccontare (in maniera ovviamente molto limitata) una storia della scienza.

Chi sono quindi gli scienziati? Sicuramente discepoli, qualcuno un maestro (vedi Pitagora). Sicuramente persone illuminate, molto spesso inconsapevoli del proprio ruolo, comunque fornitori di una potente iniezione di energia al motore dell’evoluzione umana.