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Il Suono e la vibrazione del Cuore

Il Suono rappresenta la vibrazione, espressione dell’Uno Primordiale, la Volontà e l’Amore di Dio che si rivelano attraverso la Forma.
Il Cuore, nella sua intimità più profonda, racchiude, custodisce e prende Vita da quella Fonte Unica e Prima, ponendosi come elemento di collegamento tra uomo e Dio.
C’è un forte collegamento tra il suono e il cuore, sia intendendo il cuore come organo fisico, che come centro energetico, o ancora come centro in cui risiede la connessione con le forze Spirituali.
Questo stretto rapporto si manifesta, ad esempio, attraverso gli effetti che la musica determina sull’organismo umano e, in particolare, sul cuore.
Nel 1800 si iniziarono ad individuare le relazioni tra i ritmi corporei fisiologici e i ritmi musicali. Già da allora si scoprì che le variazioni di frequenza sull’apparato cardiaco e respiratorio erano maggiori se i brani erano non solo ascoltati, ma anche cantati.
Uno studio tra l’Università di Princeton e l’Istituto di HeartMath ha scoperto che il ritmo cardiaco tende naturalmente ad adattarsi al ritmo della musica che si ascolta.
I musicisti sono più facilitati a farlo, in quanto già addestrati a sincronizzare il ritmo respiratorio alla musica.
Oltre a ridurre stress e ansia, la musica è un toccasana nei trattamenti per la cura delle malattie coronariche, diminuisce la pressione sanguigna e il ritmo cardiaco.
Alfred Tomatis, Medico francese vissuto nel ‘900, ha approfondito lo studio del rapporto tra l’ascolto del suono e lo sviluppo della personalità. Dopo anni di ricerche sulle proprietà terapeutiche e cognitive del suono, giunse ad affermare che la musica di Mozart è quella che determina il maggior effetto curativo sul corpo umano.
Questo perché nella sua musica sono prevalenti suoni ad alta frequenza.
I suoni ad alta frequenza, infatti, stimolano maggiormente il sistema nervoso in quanto hanno un contenuto informativo maggiore, viceversa i suoni a bassa frequenza tolgono energia ai nostri processi mentali.
Secondo Tomatis, quando il cervello viene caricato di potenziali elettrici dai suoni acuti, si riscontra un evidente incremento delle capacità di apprendimento, concentrazione, risoluzione dei problemi e maggior energia fisica.
Ci sono brani musicali costruiti sulla sezione aurea, come le sonate di Mozart, le fughe di Bach, la quinta sinfonia di Beethoven.
È stato appurato che nell'ascolto della musica entrambi gli emisferi del cervello sono stimolati nell'elaborazione del suono: l'emisfero destro nella percezione della melodia e il sinistro nella percezione del ritmo.
Alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato che il ritmo cardiaco influenza il ritmo delle onde cerebrali, al punto che schemi ritmici del cuore, che possono essere caotici o coerenti, alterano gli schemi delle onde cerebrali; allo stesso modo, i pensieri e le emozioni influenzano il ritmo cardiaco.

Cuore e cervello, quindi, comunicherebbero costantemente attraverso ritmi di frequenze: quando il ritmo cardiaco è coerente, il cervello reagisce con un miglior funzionamento dell'area corticale e si creano stati di chiarezza mentale, di migliore concentrazione e ragionamento sia logico sia creativo.
Pertanto, l’ascolto della musica è in grado di stimolare la coerenza cardiaca, attraverso la risonanza che si crea tra i due ritmi.