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Il Suono e il Silenzio

“Sensibilità e vigilanza favoriscono l’ascolto della Voce del Silenzio. La bellezza del Cosmo appare nel silenzio. La bellezza del silenzio si palesa in tutte le manifestazioni superiori della vita.
Impariamo ad ascoltare il silenzio! È l’infinità del Cosmo che crea l’espressione del silenzio” (Morya, Infinito, ver. 80)

Provare a portare l’attenzione nella quotidianità allo sviluppo “della pratica cosciente del Silenzio” dentro se stessi e farlo con costanza, permette di risvegliare la capacità di udire il “canto o suono di ciò che ci circonda”, entrando in rapporto più intimo con esso.

Il Silenzio, inteso come “attenta disponibilità” ad accogliere l’altro nel proprio spazio, lasciandoci attraversare ed accettando che quest’esperienza possa anche trasformarci, è un’attitudine di fiduciosa apertura al mondo, condizione necessaria per la nostra crescita.

Se restiamo in silenzio e facciamo parlare e suonare altre persone e altre cose, ci apriamo alla possibilità di apprezzare anche altre persone, altri fenomeni naturali, oltre la nostra voce. E’ bene dunque che qualche volta si rimanga in silenzio, evitando di far rumore, di parlare tanto per parlare, o magari anche di gridare per prevalere. È bene che impariamo a riconoscere i suoni del mondo e ciò che ci comunicano e ad apprezzare anche la voce degli altri, ambasciatrice delle idee altrui.

È, infatti, dall’ascolto del silenzio che possiamo generare dei suoni consapevoli. Il silenzio ci permette di ascoltarci e trovare il nostro allineamento interno, sorgente da cui può nascere un suono vibrante, che arrivi agli altri, e questo può avvenire sia attraverso le parole che con la musica.

“Come in musica occorrono le pause musicali, così nella vita dobbiamo dare spazio e valore al silenzio per meglio cogliere ritmo, intensità e senso, per meglio penetrare in noi stessi e per estenderci nel mondo. Perché è nel silenzio che veramente ci realizziamo” (tratto da Eone, L’Acciuga, n. 24, gennaio-febbraio 2010).

Nella musica esiste una differenza tra “silenzio udibile” e “silenzio non udibile”: il primo è rappresentato dalla presenza delle pause all’interno di un brano, dal tacere del pubblico durante l’opera musicale, dall’iniziale sospensione di ogni rumore prima che inizi a suonare l’orchestra; il secondo tipo di silenzio, invece, nasce dall’atmosfera che la musica stessa crea intorno a sé, nel suo modo di accogliere ed accompagnare dentro di sé, nella sua modalità di evocare e richiamare interiormente sentimenti, vissuti, ricordi, essenze.

Stare in silenzio è dunque una componente fondamentale in musica, come d’altronde in tutte le attività umane. Trascurare il silenzio e le pause, non musicali questa volta, significa vivere nella frenesia, senza mai dedicare un momento a riflettere e ad apprezzare la calma del silenzio, la distensione dopo un ascolto.

Possiamo quindi dire che il silenzio è uno dei fondamenti di una società pacifica, un bene enorme, uno dei più importanti attraverso i quali si esplica la nostra umanità.