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Camminare in natura rappresenta un momento che di per sé permette di ascoltarsi e di sviluppare un momento di messa in discussione di sé.
Nell’iniziare a camminare i primi momenti sono importanti per entrare nell’attitudine della Meditazione in Cammino, per cui le indicazioni importanti, date a chi si appresta a compiere l’esperienza, sono quelle di provare ad ascoltare, con attitudine silenziosa, tutte le sensazioni, le emozioni e i pensieri, consapevoli che, soprattutto nella prima parte del percorso, attraversiamo prevalentemente un processo di ripulitura di tutti i corpi.

Il corpo fisico inizia a muoversi in modo diverso rispetto alla quotidianità: a muovere in particolare la zona inferiore del corpo e a dare un ritmo al proprio passo.
L’attenzione viene volta ai passi e a dove vengono messi i piedi e solo successivamente al panorama che ci circonda.
Il corpo eterico inizia a rigenerarsi, a prendere il prana e a rilasciare le tossine accumulate nel tempo e tutto ciò che su un piano energetico risulta più pesante.
Il corpo emotivo inizialmente risulta essere particolarmente messo alla prova: inizialmente salgono l’angoscia e la paura, e la stanchezza inizia a portare a galla pensieri sopiti.
Questo processo di ascolto è fondamentale nel momento in cui l’esperienza avviene in silenzio.

Le parole e il continuo parlare a volte non permettono l’ascolto, ma servono a tamponare, in particolare, il vuoto che si sente in esperienze di Meditazione in Cammino.
Il silenzio, invece, risulta uno strumento molto valido in quanto in realtà è un silenzio attivo, fatto di un profondo ascolto che si mescola con i suoni della natura intorno.
L’esperienza, portando questo tipo di silenzio, permette di entrare in contatto con una dimensione più sottile, dove si sviluppa un ascolto diverso, fatto sia delle vibrazioni interne che delle vibrazioni esterne della Natura; magicamente si entra in contatto con tutto ciò che ci circonda, e possiamo così esplorare territori interni sconosciuti.

La montagna nel suo aspetto intrinseco, legato alla salita, permette di rompere i diaframmi interni ed alcuni automatismi, grazie proprio al silenzio.
Il silenzio, unito all’attenzione per tutto ciò che avviene nel qui ed ora, permette di far emergere il contatto con l’Anima, o Angelo Solare.
L’esperienza che si vive camminando in silenzio si riassume nelle parole di D. Le Breton nel libro “Il mondo a piedi”: “il silenzio produce un’acuta sensazione di esistere” (p. 39) e “il silenzio condiviso è un aspetto della complicità, prolunga l’immersione nella serenità dello spazio” (p. 40).
Queste parole mettono perfettamente in luce il potere del silenzio.

Durante le esperienze di Meditazione in Cammino il silenzio e l’attenzione, quindi, assumono due funzioni specifiche:

  • ci aiutano ad ascoltarci e facilitano il processo di ripulitura
  • ci permettono di entrare in contatto con l’Angelo Solare, sentendo la sua voce.

Concludiamo questo scritto con delle parole che ci sembrano particolarmente vibranti ed intime:

“Oltre tutte le distinzioni inevitabilmente si perviene alla sintesi del cuore.
Non occorre ripetere che il silenzio nasce dall’incontro di tutti i suoni.
Imparate dunque a coordinare il cuore con il silenzio.
Ma questo silenzio non è semplice vuoto; al contrario esso soffonde lo spazio con la sintesi del pensiero.
Come al cuore non occorrono parole per pregare, così a questo silenzio pregnante non occorrono formule.
Il silenzio intenso presuppone grandi accumuli di pensiero e desideri benevolenti.
Così il cuore, intento nel silenzio, carico di energia come una dinamo, batte il ritmo dell’universo, e i desideri personali si trasmutano nella Volontà direttiva universale. In tal modo si collabora con i mondi lontani.”
(Maestro Morya, Cuore, pag. 68)

In particolare quello che accade attraverso il silenzio è proprio la fusione di Mente e Cuore.