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Il significato simbolico della Candela

A cura di: Eugenio D. Sepe, Eulalia A. Onorati e Maria Pia Nicole Rubino

SE giu 2018


Come funziona una candela?

La cera che è sullo stoppino vaporizza per il calore della fiamma: una volta allo stato gassoso, essa si combina con l'ossigeno dell'atmosfera formando la fiamma.

La fiamma produce calore sufficiente a mantenere accesa la candela, tramite una catena di eventi: il calore della fiamma fonde la parte superiore del combustibile, che sale lungo lo stoppino per capillarità e il combustibile liquefatto viene vaporizzato e brucia all'interno della fiamma.

La cera posta sul bordo della candela è raffreddata dalla corrente ascensionale dell'aria richiamata dalla fiamma e per questo si forma uno scodellino di cera liquida, contornato da una sottile parete di cera solida.

Nel caso di candele dentro un contenitore non si forma uno scodellino di cera liquida, ma si liquefa un intero strato di cera (anche 2/3 cm); in questi casi, è presente un bottone metallico al fondo dello stoppino per evitare che lo stoppino stesso cada, una volta che la liquefazione della cera giunge al fondo del contenitore.

Significato etimologico e storia

Sappiamo che il termine candela indica diverse cose:

• Una sorgente luminosa

• L’unità di misura dell’intensità luminosa

• Una parte dell’impianto di accensione dei veicoli

• E’ un termine connesso alla Luce ed al Fuoco

Etimologicamente, la parola “candela” viene dal latino Candere, che vuol dire “essere acceso”, “fiammeggiare”.

La parola “Candere” è vicina a “Candido”.
“Candido” deriva dal latino “Candeo” = biancheggiare rilucente di un ferro infuocato.
In sanscrito, deriva da Cudh = purificato.

La candela è uno strumento connesso al Fuoco, alla Luce, all’accensione ed alla purezza.

Una candela porta intimità, sia relazionale, che Spirituale.

Già gli antichi romani usano candele rudimentali come per es. cordoni di canapa immersi nella pece, o nella cera animale.

Le prime candele vere e proprie risalgono all’8° secolo d.C.

Fino al 1850 per la realizzazione delle candele si utilizza cera d'api, o grasso animale (sego).

Successivamente si utilizza anche il bianco di balena, la paraffina e la stearina.

Prima dell'elettricità, la candela era la naturale fonte di illuminazione, a fianco della lampada ad olio.

Grazie alla disponibilità locale, fino al 19° Secolo, le candele sono più comuni nel Nord Europa, mentre le lampade ad olio sono più diffuse nell'Europa mediterranea.

In Giappone le prime candele vengono prodotte con cera estratta dal mallo di noce, mentre in India la cera deriva dall'albero di cannella.

La candela è costituita da una miscela solida contenente un materiale di base e additivi.

I materiali di base includono: paraffina, cera d'api, stearina, gel (una miscela di resina e oli minerali), alcune cere vegetali (di palma, di soia, o cera carnauba).
Gli additivi comprendono: cera microcristallina, cere dure, opacizzanti, coloranti, polietilene, resine e profumi.
La paraffina (sottoprodotto della raffinazione del petrolio) è il materiale di base più utilizzato.
La presenza di stearina, di origine animale o vegetale, aumenta il punto di fusione e rende più rigido il materiale.
La stearina è un additivo opacizzante e rende la candela più bianca e opaca.
Lo stoppino è costituito da cotone intrecciato, al quale vengono aggiunti sali di ammonio, cloruro di potassio, nitruro di potassio, borace e acido borico, sostanze aggiunte per ottimizzare la combustione della candela, favorendo il trasporto di ossigeno.

La combustione

La combustione avviene in varie regioni (come si evince dai diversi colori visibili all'interno della fiamma). Nelle regioni blu, che sono quelle più calde, l'idrogeno si separa dal combustibile e brucia producendo vapore acqueo. La parte gialla, più luminosa, è costituita dalle rimanenti particelle di carbonio che si ossidano formando anidride carbonica.

Via via che la massa di combustibile si scioglie e si consuma, la candela si accorcia. Lo stoppino è studiato perché si pieghi nella fiamma toccandone la superficie a metà altezza dove la fiamma è più calda e dove il cotone può bruciare senza lasciare residui.

Una candela produce circa 12,6 lumen di luce visibile, per 40 watt di calore, mentre una lampadina da 40 watt produce 500 lumen.

La candela è un'unità di misura originariamente definita in modo da corrispondere alla luminosità di una fiamma di candela.

La temperatura che può raggiungere la fiamma di una candela è di 1400 °C nel punto più caldo e di 500 °C nei punti più freddi.

La parte più calda è quella alla base della fiamma, di colore blu, che ha a disposizione una maggiore quantità di ossigeno.

Si pensa che le candele fatte di cera d'api o di materiali vegetali a base di soia brucino in modo più pulito rispetto a quelle a base di paraffina; la paraffina è infatti molto pura, essendo composta principalmente di alcani, brucia in modo pressoché pulito dando luogo a vapore acqueo e anidride carbonica.

Il tipo di stoppino e l'aggiunta di profumi e colori incidono molto più dei materiali nel determinare la quantità di polveri immessa nell'aria durante la combustione.

Le candele più «pulite» sono quelle non profumate, non colorate, ben costruite e riparate da spostamenti d'aria.

Il simbolo della candela

La Candela è una magnifica metafora della Visione e del Cammino Interiore

La Candela dà Luce e Calore e la sua Fiamma può accendere altre candele.

I diversi elementi della candela sono:

1. Carburante

2. Comburente

3. Stoppino

4. Combustione

Vediamoli uno per uno:

1. Carburante: rappresenta la materia, la personalità, con il Karma da trasmutare; ovvero abbiamo una identità materiale, di natura animale, che proviene dalla nostra lunga storia di individuazione umana e dunque abbiamo contratto una serie di «nodi karmici», che vanno affrontati, trasmundoli in Funzione, attraverso un lungo processo

La “nostra candela” è qui, a portata di mano: sta a noi lasciarla spenta, o accenderla.

Se l’accendiamo, il Karma si consuma e si trasmuta, illuminando tutt’intorno.

L’«Accensione della Candela» è la consacrazione di ogni nostra parte al Percorso Spirituale, significa porre gli aspetti spirituali della nostra Vita, i nostri valori, prima della nostra personalità.

Equivale a mantenere un’attitudine di Apertura Irremovibile: la trasmutazione del Karma minaccia l’identità della personalità, che si sente andare “in fumo”, si rimpicciolisce.

Il percorso che porta a questo processo parte dal riconoscimento dei nostri meccanismi “automatici”, di tutto ciò che compare senza consapevolezza, cominciando a ripudiarli e ad estinguerli, lasciando che il Cuore si accenda, mentre restiamo aperti nel dolore.

La qualità del Carburante varia per ciascun essere umano ed il tipo di trasmutazione è differente, perché conduce alla realizzazione di Funzioni diverse.

Ogni candela, bruciando, emette il suo «profumo».

2. Comburente: è l’agente ossidante della combustione

Deriva dal latino Comburere = bruciare

E’ l’Ossigeno dell’aria, che consente la combustione della cera.

Trasmutiamo il nostro Karma solo se compiamo lo sforzo di guardare su un Piano più Ampio, nella Funzione che possiamo svolgere per il Bene degli altri.

3. Stoppino: è un filo infiammabile, posto all’interno della nostra personalità, che la percorre tutta.

Lo stoppino spento, all’interno della cera solida, rappresenta la possibilità di entrare in profondità negli stati materiali di noi stessi portando calore, Luce e Fuoco.

Se lo Stoppino è sepolto dalla cera, o è ripiegato su di sé, non è immediatamente infiammabile: vuol dire che occorre scavare e togliere un po’ di cera, per portarlo allo scoperto. Vuol dire che occorre aprire in noi stessi una crisi, una nuova disponibilità al confronto per restare aperti nel dolore, ringraziando l’opportunità incontrata.

4. Combustione: è consentita dall’equilibrio di tutti i diversi elementi:

1) Il Comburente allo stato solido, che regge

2) Il Comburente che passa allo stato liquido

3) Il Comburente che si trasmuta nello stato gassoso

4) Lo stoppino, scoperto, che brucia lentamente

5) L’Ossigeno

La Combustione consente la Fiamma, che porta Luce (Conoscenza) e Calore (Vita) e può accendere altre Candele (se sono pronte) ed indica la Direzione: l’Alto.

SE 2 giu 2018