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Meditazione della Grande Invocazione – Maggio 2018

Premesse e significato della Festa della Grande Invocazione

“Forse uno dei più importanti messaggi per chi legge queste parole è la grande verità ed il fatto della presenza fisica del Cristo sulla Terra in questo momento, del Suo gruppo di discepoli e collaboratori, della loro opera volta al bene dell’umanità e del loro stretto rapporto. Tale rapporto è particolarmente evidente in alcune grandi cerimonie spirituali in cui esso comprende non solo il regno di Dio, ma anche il Padre e la Casa del Padre. Esse sono: la Pasqua, la Festa del Buddha che con la presenza fisica manifesta la solidarietà spirituale del notro pianeta, e il plenilunio di giugno, la festa particolare del Cristo in cui, quale Capo del Nuovo Gruppo dei Servitori del Mondo, Egli pronuncia la grande Invocazione a nome degli uomini di buona volontà e riunisce le richieste inespresse di coloro che cercano di realizzare un modo di vivere nuovo e migliore, perché l’amore si manifesti” (A. Bailey; Il ritorno del Cristo, pag. 46).
La Festa della Grande Invocazione o Festa dell’Umanità è l’ultima delle tre feste annuali che ci vengono indicate dal Maestro Tibetano come momenti di tensione spirituale, atte a generare un collegamento tra le energie provenienti dai Grandi Esseri e l’Umanità.
La festa in cui ci troviamo oggi, è la festa della Grande Invocazione, in cui l’Uomo è pronto a riconoscere ed esprimere la natura divina racchiusa in sé. È la Festa dello Spirito dell’Umanità che aspira a Dio, cercando conformità con la volontà di Dio e dedicata all’espressione delle giuste relazioni umane.

Il Mantram della Grande Invocazione

“La Grande Invocazione è un Mantram Solare trasmesso per riorientare le energie nel nostro mondo e preparare le menti e i cuori degli uomini per l’avvenimento della Nuova Era” (V.B. Anglada, I Misteri dello Yoga, pag. 149).
Anglada ci spiega che la tecnica dell’invocazione è in grado di produrre un movimento redentore negli eteri, che metterà in circolazione energie sempre più sottili, potenti e risolutive. Questo processo potrà avvenire attraverso “il potere creativo della mente che rimuove gli eteri planetari attraverso un impulso di buona volontà” (V.B. Anglada, I Misteri dello Yoga, pag. 147).
La tecnica invocativa, utilizzata in gruppo e per fini di cooperazione, si converte in un grande potere per gli Uomini e le Donne di Buona Volontà, in grado di sostenere l’obiettivo di Unità Spirituale, della Nuova Era. Praticando la tecnica dell’invocazione cooperiamo strettamente con gli Esseri di Luce e Amore, che sostengono l’evoluzione del nostro Pianeta.
L’uomo, recitando la Grande Invocazione, mette in vibrazione elementi devici in grado di creare un processo trasformativo che avviene perché tali Deva collegano le menti degli uomini alla Mente di Dio, attraverso il Buddha, Centro di Illuminazione per l’Umanità; e collegano il Cuore degli Uomini, con il Cuore di Dio, attraverso il Cristo, Centro di Amore infinito dell’Umanità. In tal modo, le piccole volontà degli uomini, si allineano progressivamente alla Volontà di Dio. Questo triplice processo sostiene il “ristabilirsi del Piano Divino sulla Terra”.

Premesse sul Segno dei Gemelli e riferimenti al Ciclo dell’anno

I Gemelli sono un Segno di Aria, strettamente collegato al 2° Raggio: “L’amore divino che tutto sorregge perviene al nostro sistema solare principalmente a mezzo di Gemini, che con l’Orsa maggiore e le Pleiadi compone un triangolo cosmico. È quello del Cristo cosmico”. (A. Bailey, Astrologia Esoterica, pag. 349)
I Gemelli sono retti da Mercurio e Venere, che trasmettono al Segno l’influenza del 4° e del 5° Raggio, ossia abilità nella comunicazione e la capacità di andare a cercare la scintilla divina nella materia.
Appartengono alla Croce Mobile, che offre l’opportunità di fare esperienze.
Il motto evoluto secondo Anglada è: “Io riconosco il mio altro sé e sminuendolo cresco e mi illumino”, il Petalo a cui è collegato il segno dei Gemelli è quello della Relazione.
Il segno dei Gemelli, rispetto al ciclo planetario annuale, si trova alla fine dell’espirazione, ovvero alla fine della Primavera e nella preparazione dell’Estate. I frutti in questa fase dell’anno grazie alla Luce del Sole possono maturare e arricchirsi di energia e divenendo maturi, possono poi essere offerti.
Da qui il collegamento con la Festa della Grande Invocazione. Infatti, in questa Festa l’energia costruita durante la Pasqua e il Wesak viene distribuita a tutta l’umanità, attraverso appunto la Grande Invocazione, un Mantram usato in tutto il mondo ed in ogni lingua e che quindi, unisce: torna, in questo senso, la nota della Relazione che caratterizza i Gemelli.

 

 La Fatica di Ercole e il Petalo del Cuore: “La raccolta dei pomi Aurei delle Esperidi” e “la Relazione”

Il In questa Fatica, Ercole deve trovare l’Albero Sacro, cioè l’albero della Sapienza, sul quale maturano le mele d’oro, che si trova in un giardino, custodito dalle Esperidi.
Possiamo dire che questa fatica ha 5 prove da dover superare, prima di essere risolta.
Nella prima, Ercole incontra Nereo, mandato in aiuto dal Maestro, ma Ercole non lo riconosce. In seguito si trova davanti al cammino Anteo il serpente, che Ercole riesce a sconfiggere solamente quando lo solleva verso l’alto, in questo modo il serpente sparisce. Dopo viene avvicinato da Busiride, il grande mistificatore, da cui viene soggiogato, e giorno dopo giorno perde la sua forza, fino a che Busiride lo imprigiona su un altare tenendolo incatenato per un anno intero. Ercole, lottando per liberarsi, comprende l’illusione in cui è caduto e allora, con la forza che è quella di tutti i figli di Dio, spezza i legami che lo legano a Busiride e si libera. Riprendendo il cammino, incontra Prometeo incatenato ad una roccia in preda a grandi tormenti, in quanto gli avvoltoi gli lacerano il fegato, uccidendolo lentamente. Ercole sospende la ricerca per liberarlo. Finalmente trova l’albero Sacro con le mele d’oro, ma poco più in là vede Atlante che porta il peso del mondo sulle spalle. Atlante non chiedeva aiuto e non vedeva Ercole, ma questo, senza pensarci due volte, va ad aiutare il gigante, prendendo su di sé il peso quel fardello: appena lo prende, il mondo rotola via lasciandolo libero. Atlante gli porge le tre mele d’oro: la ricerca era finita. Vede davanti a sé le tre Esperidi ed Egle, una di loro, gli dice: “La Via per giungere a noi è sempre segnata dal Servizio. Le azioni amorevoli sono le pietre miliari della Via.”
Eritema gli offre una mela sulla quale è incisa la parola “Servizio”.
Infine, Esperia gli dice: “Va’ e servi, ed ora innanzi e per sempre, calca la via di tutti i servitori del mondo”.
Alla fine Ercole afferma: “Allora vi rendo queste mele per quelli che verranno”.
Tutte le prove che Ercole deve attraversare prima di trovare le mele e restituirle, sono legate ai rapporti. La Conoscenza e la Saggezza, punti cardine del segno dei Gemelli, devono essere applicate nei rapporti altrimenti rimangono come ideali mai concretizzati.
Il desiderio delle buone intenzioni deve essere portato nel mondo delle applicazioni per non rimanere astratto. Possiamo dire che, anche la Fatica richiama al Petalo della Relazione perchè Ercole cade più volte nell’annebbiamento rispetto a come relazionarsi con gli altri e alla sua capacità di discriminare nei Rapporti, per poi uscire da questo con una Visione ampia e completamente dedicato al Servizio.
Sintetizzando possiamo dire che Ercole ha un primo contatto con l’Anima che è Nereo, poi affronta lo psichismo inferiore (serpente) e le illusioni (Busiride), con Prometeo supera l’egoismo e con Atlante dimentica la sua meta offrendogli sostegno, mettendo l’altro prima di sé. Ercole, per superare la prova, deve dimenticare se stesso ed entrare nei rapporti, sacrificandosi nel Servizio.
Attraverso questa fatica, Ercole impara a portare avanti lo sforzo della Visione per lungo tempo; inoltre, appaiono chiari il Sacrificio e la necessità di darsi completamente al Servizio.

Fratellanza

Un filo di Luce attraversa la Mente e il Cuore,

manifestando l’espressione della Natura Divina dell’uomo,
secondo la Volontà Celeste.

L’Invocazione irradia l’Amore nelle Relazioni umane
dando espressione alla richiesta di realizzare un modo nuovo di vivere
orientato alla giusta direzione e nella Visione del Tutto.

Il Potere della Mente creativa
redime con forza gli eteri
generando nuove forme,
verso la Fratellanza Universale.