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Meditazione del Wesak – Maggio 2018

“Come milioni di uomini sanno, ogni anno (all’epoca del Wesak, Plenilunio di Maggio) il Buddha comunica con l’Umanità tramite il Cristo e la Gerarchia riunita e vigile. In tal modo attua un collegamento fra “il Centro ove il volere di Dio è conosciuto” e il “Centro che vien detto il genere umano”. Tutta l’opera svolta da questi due grandi Figli di Dio riguarda la distribuzione dell’energia d’amore” (A. Bailey, Il ritorno del Cristo, v. 98).

Il Buddha, in vincolo fraterno con il Cristo, sostiene il veicolarsi dell’energia luminosa dell’Amore, attraverso Shamballa e la Gerarchia Spirituale, verso l’Umanità. Sia il Buddha che il Cristo perseguono la loro missione esprimendo i due aspetti del 2° Raggio: il Cristo convogliando il Fuoco del Cuore nella Testa (aspetto Amore) e, il Buddha illuminando il Cuore con la Luce della Saggezza.

La Festa del Wesak rappresenta il momento, nel Ciclo dell’anno, in cui è possibile accogliere la Luce e lasciarsi attraversare da Essa, lasciando che il Fuoco della Discriminazione del Cuore si manifesti nelle nostre azioni e nel nostro Servizio.

In questo mese stiamo meditando sul seme della Rinuncia, il quale ci ricorda la necessità di sacrificare gli attaccamenti e tutti quegli elementi, legati al desiderio che, come il Buddha ci insegna, richiedono un distacco consapevole, perché non corrispondono più alla vibrazione che stiamo perseguendo come Gruppo e come individui.

Possiamo immaginarci come una candela, che necessita di due elementi perché la sua Fiamma possa splendere: la cera, cioè la materia-personalità-attaccamenti, che deve bruciare; e l’ossigeno, l’elemento Spirituale, che è dato dal Coraggio di Amare e di nutrire la Speranza. Quando questi due elementi sussistono insieme, il Fuoco del Cuore può ardere e la Fiamma si eleva verso l’Alto.

Premesse sul Segno e riferimenti al Ciclo dell’anno

Il Toro è un segno di Terra, si trova sull’asse delle prove legate al desiderio ed ha come pianeti reggitori Venere e Vulcano, mentre il Raggio che lo influenza è il 4°.

È uno dei segni che favorisce grandi cambiamenti ed offre numerose occasioni evolutive. È anche chiamato il segno dell’incentivo principale della vita, essendo connesso al desiderio, che si esprime in tante forme diverse.

Il Petalo ad esso collegato è quello dell’Illuminazione e la Croce è quella Fissa, che determina la grande inversione del moto e la Rinuncia.

Rispetto al Ciclo ci troviamo al centro della fase di Espirazione, in cui si genera una forte espansione di Luce ed osserviamo la concretizzazione delle idee nate durante l’inverno; è, infatti, il momento in cui si generano le fioriture e il risveglio della Natura. È una fase collegata all’uscita dall’oscurità, verso la Luce, come il seme che esce dalla gestazione e germoglia e si direziona, verso l’Alto, verso la Luce.

Il motto esoterico del Toro, secondo Anglada recita: “Io vedo e quando l’occhio è aperto tutto s’illumina”.

In questa fase dell’anno, quindi, l’Illuminazione può espandersi grazie alla discesa dell’energia proveniente dal Piano Buddhico dando così potere al Petalo del Cuore attraverso cui la Visione si rischiara.

La Fatica di Ercole e il Petalo del Cuore: “La cattura del Toro di Creta” e “L’Illuminazione”

In questa Fatica, Ercole, solo e triste dopo la morte del suo compagno Abderis, si diresse verso l’isola dove era presente il Toro da condurre fino al luogo Sacro, dove dimoravano gli uomini dall’occhio singolo.

Per trovarlo, si affidò alla luce della stella che era sulla fronte del Toro, che lo condusse fino all’isola di Creta.
Una volta trovato, lo montò, attraversò il mare, fino a portarlo nella terra dei tre Ciclopi.
Questi, non appena Ercole arrivò, si fecero consegnare il Toro.

Uno dei tre Ciclopi lasciò Ercole libero di andarsene, dicendogli di aver compiuto l’opera che doveva.
Tornato dal Maestro, a mani vuote, Ercole gli disse di aver compiuto la sua opera e di aver condotto il Toro dove avrebbe dovuto.
Ed allora il Maestro gli rispose: “Entro la luce vedrai la luce; cammina in quella luce e lì guarda la luce. La tua luce deve risplendere più intensa. Il Toro è nel luogo Sacro.” Così la Fatica in Toro fu superata.

Il Toro rappresenta la forma e l’impulso di attrazione della materia e viene cavalcato e non ucciso. I tre Ciclopi rappresentano l’aspetto creativo, l’Anima e l’intensa attività del piano fisico. Il Toro rappresenta infatti la natura inferiore, il piano del desiderio, che va domato e reso Sacro, trasformandolo in Aspirazione. “L’occhio del Toro”, la magnifica stella fissa Aldebaran, è una delle ragioni per cui questa costellazione è considerata quella che conferisce l’Illuminazione. Ercole infatti, nella fatica si fa guidare dalla Luce della Stella per catturare il Toro. Nel cercare la Luce, acquisisce lui stesso la Luce interiore che illumina la Visione sottile e interna. La qualità dell’Illuminazione si conquista riconoscendo prima fuori e poi dentro noi stessi ciò che va seguito, riconoscendone le qualità collegate alla Coscienza.

Aspetti astrologici nel mese del Segno

Gli aspetti più costanti ed evidenti sono l’opposizione del Sole con Giove in Scorpione e il trigono con Saturno in Capricorno durante il primo periodo del mese.
L’opposizione con Giove accentua elementi legati alla presunzione e all’orgoglio che portano alla separatività, dove bisogna dare più potere al 2° Raggio e all’Amore.

Il trigono con Saturno esalta l’unione tra 2° e 3° Raggio, dove la Mente offre le proprie qualità in direzione della Compassione. Questo aspetto mentale, unito all’Amore, rafforza la dimensione dell’Intuizione.

Poesia “La Luce nella Luce”

Dagli altissimi luoghi del Piano Buddhico
L’Energia Luminosa di Amore,
Canalizzata dal Buddha,
Discende sull’Umanità.

Rivoli di Luce
si adagiano sul Cuore
nel punto di spazio di Infinito.

Il Potere del Cuore
Opera attraverso il Sacro Fuoco della Discriminazione
E, con il setaccio della Rinuncia, raffina le azioni
Trasmutando il desiderio in Aspirazione,
Verso il Servizio.

La Visione diventa più chiara
E l’occhio interiore è ora aperto
E vede la Luce nella Luce.