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La preparazione del terreno

Siamo nel periodo di passaggio tra le energie del Sagittario, caratterizzato dal 6° Raggio e che genera una spinta luminosa, attraverso l’Aspirazione, e quelle del Capricorno, che entra nella materia, redimendola.
Il Solstizio d’Inverno rappresenta il momento più alto che corrisponde, nel Ciclo annuale, al Nord e al punto verso cui è diretto il cammino ascendente del Sole. Allo stesso tempo, il Solstizio d’Inverno rappresenta il momento più basso, quello in cui immettiamo il seme nell’oscurità della terra. Questa apparente contraddizione, trova soluzione attraverso la legge di Analogia e Corrispondenza, che ci spiega che come è in Alto, così è in basso. (Guénon, Simboli della Scienza Sacra, pag.205)
La Redenzione è la parola chiave che accompagna tutto il Solstizio invernale. Questo periodo è, infatti, caratterizzato da energie che favoriscono il processo di unificazione tra Coscienza e personalità.
L'Anima, rinchiusa nella triplice corteccia della sua personalità, trascorre lunghissimi cicli di tempo soggetta alla legge della materia e al doloroso processo di isolamento sociale o di separatività umana, fino a che attraverso un lento e prolungato processo di dubbi e sofferenza, arriva a divenire cosciente della sua meravigliosa origine spirituale, la quale le permette di cogliere intuitivamente la via dell’Unità con tutto il creato.
Possiamo comprendere come questo processo, vissuto su un piano individuale, renda manifesta la Causa dell’esistenza di tante separazioni sul piano sociale, nonostante ci sia un’Unità fondamentale da cui proveniamo. La mancanza di integrazione spirituale dei Corpi genera l'individualismo, che crea il senso profondo di separatività, le quotidiane incomprensioni nei nostri rapporti e il periodico arroccamento sulla visione personalistica. Per dirla con le parole di Anglada: “La mancanza di coordinazione tra i distinti veicoli, mentale, astrale e fisico, è la causa dell'isolamento sociale dell'uomo, essendo la mancanza di integrazione spirituale il risultato di questo isolamento o esclusivismo individuale che sorge come conseguenza delle barriere interposte dagli Elementali costruttori tra l'anima in incarnazione fisica e l'Anima nel suo proprio piano, l'Io superiore o Angelo solare”. (Anglada, Magia Organizzata Planetaria, pag. 28)
Il processo di Redenzione è dunque la risultante di un rapporto magico tra lo Spirito e la materia, in cui quest’ultima si trasforma e si modifica progressivamente, attraverso l’immissione della Luce e la generazione di un equilibrio e di un’armonia sempre maggiori tra Luce e ombra. Anglada ci dice che “Utilizzando l'analogia potremmo dedurre che l'”illuminazione spirituale” non è altro che un'espressione dell'equilibrio stabilito tra l'anima umana e il suo triplice veicolo di espressione mentale, astrale e fisico, con la conseguente introduzione di luce buddhica all'interno dei composti molecolari di suddetti veicoli. Questa introduzione di luce determinerà quel fenomeno di radiazione magnetica che esotericamente chiamiamo “redenzione della materia” o purificazione dello Spirito Santo”. (Anglada, Magia Organizzata Planetaria, pag. 38)
La stessa luce elettrica che ci illumina non è, come generalmente si crede, una reazione provocata tra due poli, positivo e negativo, dell'elettricità, ma un equilibrio prodotto tra entrambi. Possiamo collegare il processo magico della Redenzione che, come più volte detto, riguarda l’immissione di Luce nella materia, con la tradizionale accensione delle luci nel mondo durante il periodo natalizio.
Per mezzo di tale processo di Redenzione, è possibile arrivare a sentire dentro di sé un centro di Pace dopo aver equilibrato le forze della Coscienza e della personalità.
Il Cristo Bambino può nascere nella Grotta dell’Uomo (il Cuore), in cui si accende la Luce di Dio (Coscienza), attraverso la perfetta Fusione dello Spirito (Padre) con la materia (Madre).
E’ interessante notare che i Maestri e gli Iniziati ci invitano a sviluppare la Qualità della Purezza, ripulendo in profondità la vibrazione dei nostri intenti, motivazioni e pensieri, al fine di immettere Luce Solare all’interno dei nostri Rapporti e dei nostri Corpi.
Anglada ci ricorda a tal proposito che: “Essere BUONO non implica necessariamente essere PURO, mentre essere PURO implica immancabilmente essere BUONO”. (Anglada, Magia Organizzata Planetaria, pag. 39)
Il processo di Solarizzazione cui andiamo incontro nelle diverse vite, viene descritto in modo semplice e potente dal simbolo della Croce. Infatti, attraverso di esso, riconosciamo la dimensione karmica da riequilibrare (Q1) e la trasmutiamo attraverso progressive crisi interiori (Q2), per mezzo delle quali sviluppiamo l’Accettazione dei limiti e la Compassione verso le fragilità dell’altro (Q3), nelle quali rispecchiamo le nostre stesse fragilità. Riconosciamo la Fratellanza che ci unisce. Entrando nel dolore, sviluppiamo sensibilità e ci muoviamo in direzione della Funzione (Q4), offrendo agli altri ciò che impariamo percorrendo il Sentiero della Redenzione, nel corso del quale, riconosciamo di essere Frammenti di quella stessa Luce Divina di cui siamo parte.

Poesia

Sfiori la Terra con il tuo leggiadro tocco,
semini nel suo grembo il granello di nuovi germogli.
Simili a filamenti di Luce,
ascendono verso l’Alto,
nella ricerca del Mistero della Verità.

Nasce nel Cuore,
l’Alba di un nuovo giorno,
uno spazio di Gioia e di perfetto Equilibrio:
il Cristo interiore,
l’Amore che pervade il Tutto,
punto luminoso che si espande nei Rapporti.

La Mente e il Cuore accolgono la Vibrazione del Cielo
che attraversa la porta della manifestazione,
nella Gioia della vita quotidiana.

Meditare in Gruppo nelle ore del Solstizio invernale consente di partecipare a una alchimia di energie che, segnando il passaggio dal momento di maggiore oscurità al momento in cui le ore di Luce cominciano ad aumentare, costituisce, da molti secoli, una tappa fondamentale per il percorso degli Aspiranti e dei Discepoli. Aspiranti e Discepoli che assumono su di sé la responsabilità di portare Luce nella propria vita quotidiana e nei rapporti, per il Bene dell’Umanità, in una progressiva opera di Redenzione della materia.
Il seme che viene piantato nel grembo della terra, che muore, per dare Vita Nuova rappresenta il simbolo l’opera dello Spirito che compenetra nella materia, redimendola, elevando la Coscienza verso le più elevate regioni spirituali.
Questa opera di redenzione nasce da un profondo atto di Volontà, che scaturisce dal Cuore e che si deve tradurre in precise e responsabili decisioni individuali, in grado, tutte insieme, di produrre dei cambiamenti tali da “far variare il corso delle stelle” (Anglada, Introduzione all’Agni Yoga, pag. 40).
I “piccoli voleri degli uomini”, a seconda del loro livello evolutivo, potranno opporre resistenza alla Volontà del Logos Planetario, oppure sintonizzarsi in maniera sempre più perfetta ad esso, favorendone la sua realizzazione a beneficio dell’intera Umanità, o degli altri Regni. In questo graduale sintonizzarsi, tutte le compensazioni operate dalla personalità, che rafforzano l’aspetto materia nell’equilibrio della nostra vita, costituiscono altrettante resistenze allo splendore della Luce e al brillare della Coscienza nella nostra vita: è per questo che indeboliscono il Coraggio e ottundono la Visione.
Ogni volta che rinunciamo, infrangendola, una compensazione, lasciamo cadere un diaframma dal cuore, perdendo una protezione dal dolore, e acquisendo una maggiore sensibilità che accompagna l’apertura del Cuore in ogni sua parte, rendendoci testimoni di Luce spirituale e Servitori coscienti del Piano che i Maestri conoscono e servono, nella consapevolezza che i nostri atti ispireranno altri fratelli a percorrere similari percorsi di attività e Servizio.
Possiamo vedere come l’Umanità sia persa e confusa nel labirinto delle proprie compensazioni, alla ricerca di un nuovo modo di intendere i rapporti e la società, e dunque di fronte alla necessità di rompere le illusioni cristallizzate nel corso della Vecchia Era e all’alba della Nuova.
Compito dell’Aspirante e del Discepolo è quello di introdurre Luce in un mondo pieno di tensioni, sofferenze, compensazioni, introducendo dei punti di rottura, con il proprio esempio, in cui possano penetrare le energie cosmiche che possono produrre Redenzione.
La Redenzione si attua attraverso lo sviluppo delle doti di Adattabilità e Flessibilità alle nuove condizioni rinunciando alle vecchie forme, come fa il seme, che, immerso nella profondità della terra, rinuncia alla sua forma per esprimere l’Essenza della sua vera identità, che lo vedrà morire, germogliare, crescere, fruttificare nella Luce.
Ciascuno di noi è chiamato a essere un seme di Luce nella società, disponibile a redimere i propri attaccamenti alla materia e alle proprie compensazioni, germogliando nei rapporti nuove e luminose forme creative, come nel nostro Cuore, così nel Cuore dei Gruppi e della società di cui facciamo parte.
In questo processo di Redenzione, siamo chiamati ad accettare il Potere e la Responsabilità che ne consegue; il Potere ha a che fare con l’accettazione della Volontà superiore che entra nei nostri Cuori, come il seme nella terra, silenziosamente, e risvegliando in noi le cellule ancora dormienti in tutti i nostri corpi. Lo sviluppo di queste cellule permetterà la germogliatura dei Petali del nostro Cuore, che ci consentirà di diventare sempre più irradianti dei Valori seminati nel Cuore, proprio come succede con il diffondersi del profumo di un fiore.
Questo processo redime la terra, la nostra personalità, che si riempie di Luce, perde peso e sale verso l’Alto.
La Scienza del Cuore, l’Agni Yoga, è ciò che ci accompagna a far sì che “i piccoli voleri degli uomini” “riconoscano che nel loro piccolo cuore si trova il seme della Saggezza di tutte le epoche e che devono rifugiarsi costantemente in questo intimo Santuario se vogliono trovare la pace e la serenità delle loro vite. Non c'è alcun potere nell'Universo, per elevato che sia, che possa resistere agli impulsi sereni del cuore. La mente offre possibilità infinite di portata straordinaria nella ricerca di soluzioni che riguardano la vita karmica dell'uomo qui sulla Terra. Tuttavia, la conoscenza intima delle cose e la liberazione del karma sono cose del cuore. Sarebbe a dire, che i concetti mentali o intellettuali, per quanto profondi e significativi siano, possono offrire solo soluzioni esterne e di carattere temporale; il cuore, al contrario, offre soluzioni eterne” (Anglada, Introduzione all’Agni Yoga, pag. 97).

Poesia

Nella segreta profondità della terra
penetra il piccolo e irradiante seme di Luce,
essenza divina,
prendendo nutrimento dalla materia
e solarizzandola
in uno scambio infinito,
fertile e continuo.

La magia del silenzio si compie
e, nella sacra attesa, si prepara lo spazio creativo della nascita,
teneri germogli nascono dalla terra
e più su gemme fiorite salgono
con una spinta di Volontà e Amore verso il cielo

Così il seme di Luce trova risonanza
nella profondità del Cuore dell’uomo
e risveglia il piccolo Fuoco
che è destinato ad alimentarsi e crescere,
raffinando la materia.

Scintillano le Stelle,
ardenti
come la Volontà di Servire
Irradia il Centro della Croce, il centro dell’Infinito,
luminoso come i Raggi del Sole in una tiepida giornata di primavera,
che illuminano gli angoli dei prati, rimasti nascosti nell’abbraccio umido dell’inverno.
Zampillano sgargianti, le Qualità dell’Arcobaleno, accompagnando al Servizio
e adagiandosi morbide sulle sinuose sponde dello scorrere della Vita e dei Rapporti.

La Pasqua è la festa del Cristo risorto e vivente che è l’Istruttore degli uomini e della Gerarchia Spirituale ed esprime la natura di Amore di Dio (Maestro Tibetano, Il Ritorno del Cristo, pp. 155).
La Pasqua rappresenta il momento in cui il seme immesso, durante l’oscurità del Solstizio invernale, viene alla luce e fiorisce.
Possiamo collegare questo momento al più ampio Ciclo annuale, seguendo i Dodici Petali del Cuore, per come ci vengono descritti da Anglada.
Siamo partiti dall’Equinozio d’Autunno, che cade in Bilancia e, il cui Petalo è l’Equilibrio, rappresentato dal perfetto bilanciamento delle ore di luce e di buio.
Siamo passati per il Solstizio d’Inverno, che cade nel segno del Capricorno, il cui Petalo è la Redenzione, durante il quale abbiamo immesso il seme, nel buio della Terra. Oggi, ci troviamo all’Equinozio di Primavera, in Ariete, il cui Petalo è la Risolutezza, che rappresenta la forza necessaria perché dal seme nasca il germoglio. Il germoglio si fa spazio nella materia per andare verso la luce, ossia verso la liberazione.
Questo processo è favorito dal momento astrologico in cui ci troviamo, nel quale un forte afflusso di energia purificatrice, sostiene la disintegrazione della forma e il processo di manifestazione dello Spirito nella materia.
Il Petalo del Cuore associato all’Ariete è quello della “Risolutezza” e il suo Motto esoterico, secondo Anglada, è “Io sorgo e dal piano della mente governo”.
L’Ariete è retto dal 1° Raggio e questo gli conferisce Volontà e forza, che può essere utilizzata sia per costruire che per distruggere, infatti Aries viene indicato anche come “il distruttore”. Il suo compito è quello di imparare ad utilizzare la mente in modo costruttivo.
La Risolutezza ci fa pensare alla determinazione e alla decisione di portare avanti un’idea o un progetto. Fra gli elementi è il Fuoco quello che la rappresenta, elemento anche dell’Ariete.
“Aries fornisce al sistema solare il Fuoco (elettrico) e la natura dinamica divina che ha in se le qualità di calore che nutre e alimenta e di fuoco che arde e distrugge” (Maestro Tibetano, Astrologia Esoterica, pag. 95).
L’Ariete è il segno del potere espresso. Nella vita, dall’aspirante al discepolato, l’Ariete rappresenta il periodo del riorientamento e di un rinnovato sforzo auto-cosciente, necessario per fare un passaggio dal Regno Umano al Regno Divino.
Ri-organizzazione, ri-orientamento, ri-polarizzazione e rigenerazione sono le caratteristiche di questo stadio, tutte espressioni della medesima forza vitale.
In base alla necessità evolutiva, questa forza può essere orientata o a soddisfare i propri bisogni inferiori, oppure orientata verso il sentiero della liberazione dalla forma.
L’Aspirante deve imparare ad usare la forza vitale con intenti altruistici e non per soddisfare la propria avidità.
Le note fondamentali di Aries sono quattro e si possono esprimere con queste ingiunzioni, rivolte, simbolicamente, all’anima che s’incarna:

  1. Esprimi la volontà di essere e di fare.
  2. Sviluppa la forza di manifestarti.
  3. Entra in battaglia per il Signore.
  4. Arriva all’unità tramite lo sforzo.

Creazione - Essere - Attività - Lotta - Sintesi, sono la natura dell’Ariete che inizia il grande ciclo della lotta per l’espressione.
Possiamo evidenziare come questo Segno, attraverso l’espressione del Fuoco che brucia in modo irremovibile, favorisca il processo di liberazione, favorendo l’espressione dello Spirito.
Da quanto detto finora, comprendiamo come questo periodo sia particolarmente prezioso per la rottura delle vecchie forme cristallizzate, verso le quali intraprendere una battaglia, che sostenga l’apertura verso le idee nuove, piene di Armonia, illuminate dal Fuoco e dalla Luce.
Tale processo sostiene l’uomo nel prendere progressivamente maggiore contatto con la Scintilla di Fuoco Spirituale che è insita dentro di sé.
Nell’essere umano, infatti, sono presenti, sia Scintille di Luce Solare, legate al Fuoco Spirituale, che elementi di sostanza lunare, legati al passato, al Karma e alla materia.
Il processo di Redenzione, attivato nel Solstizio invernale, consente il progressivo ripudio degli aspetti materiali e il graduale avvicinamento al Fuoco presente nel centro mistico del Cuore. Oggi, nell’Equinozio di Primavera, l’energia della Volontà, attraverso la Risolutezza, permette al Fuoco di bruciare tutto ciò che non è sintonizzato all’espressione del Cuore.
La Pasqua è, dunque, un momento di passaggio importante in cui è possibile rinnovare e rendere più stabile il contatto con il Fuoco interiore.
Anche noi essere umani, attraverso la Redenzione, introduciamo Luce all’interno dei nostri corpi, permettendo alla materia di cui siamo composti di divenire più sottile e leggera. Nel nostro Cuore, coltiviamo la fiamma presente nel Punto di Integrità, al cui centro esiste una zona neutra, nella quale, l’attrazione della materia si è dissolta e le polarità sono perfettamente equilibrate. E’ un punto in cui la Luce si fonde con l’ombra e in cui la Fiamma dello Spirito arde. E’ una zona di spazio puro, di Materia Vergine e incontaminata in cui risiede la Scintilla dello Spirito.
Come Umanità abbiamo una particolare Responsabilità nell’accompagnare tale processo di Liberazione, soprattutto in questa fase in cui ci stiamo avvicinando al 2025, anno in cui la Gerarchia Spirituale definirà il momento del ritorno del Cristo sulla Terra.
Nel nostro piccolo, come Coscienze, possiamo preparare questo momento rompendo attraverso la risolutezza le cristallizzazioni ancora presenti, per divenire un Calice pronto ad accogliere l’energia Cristica proveniente dall’Alto.

“Il Seme di Fuoco” 

l seme infuocato, custodito con cura nel Cuore dell’inverno,
germoglia nella Luce, dando vita a gemme preziose,
che offrono fiori di Speranza verso un Futuro radioso.
Al contatto con il Fuoco redentore,
nello spazio neutro,
vecchie forme cristallizzate si dissolvono
e la Luce penetra nella profondità della materia,
manifestando lo Spirito Divino.
Il Fuoco arde al centro del Cuore,
le sue scintille irradianti ascendono verso il cielo,
illuminando la volta celeste
che, con le sue sfumature,
accompagna il Viaggio verso nuovi orizzonti.

La Materia vergine

Il Solstizio d’Inverno rappresenta il momento più alto nel Ciclo annuale, che corrisponde al Nord e al punto verso cui è diretto il cammino ascendente del Sole; nello stesso tempo, rappresenta anche un momento importante, in cui possiamo immettere il seme nell’oscurità della Terra. Evidenzia un passaggio in cui, contemporaneamente, si sale verso l’Alto e si discende nella profondità della materia.
Il Solstizio d’Inverno è, dunque, il momento più elevato delle energie spirituali e più basso su quello della forma, la quale, rallenta quasi fino a fermarsi, entrando nell'inverno; esso rappresenta, quindi, l'opportunità di entrare nella profondità di se stessi, favoriti da una rinnovata spinta Spirituale.
Lo studio di Mercurio, svolto nel corso dei mesi, ci ha sostenuto nel comprendere più intimamente il processo di risalita del Fuoco, dalle tenebre verso la Luce e, il contemporaneo, processo di penetrazione del Fuoco, stesso, nell’oscurità della materia. Possiamo cogliere l’essenza profonda di questo momento dell’anno, attraverso la comprensione del movimento duplice, verso l’Alto e verso il basso.
Anglada ci accompagna ancora di più in questo processo, introducendo il concetto di ALKAHEST che, appare come un punto invisibile all'investigatore esoterico, ma che, l’Alto Iniziato “che attraversa tutti i veli della forma, percepisce nel seno profondo di qualsiasi tipo di sostanza, un punto di Luce immutabile, costante e inclusivo, a partire dal quale, sorge la catena di tutti gli elementi basici della creazione” (Anglada, MOP, pp. 54).
Il punto di luce, o Alkahest, è la stessa Scintilla Monadica, introdotta dentro la forma. Tale Scintilla, obbliga la forma stessa a rispondere alle Leggi di Evoluzione.
Tale processo, è indissolubilmente legato al concetto di Redenzione, la quale, altro non è, che il processo di trasmutazione, cui va incontro la materia, nel momento in cui viene fecondata dalla Scintilla di Luce Monadica.
La Redenzione avviene, di vita in vita, man mano che i nostri Cuori divengono più sensibili e aperti alla vibrazione della Scintilla Luminosa, che risiede al loro interno, grazie alla trasmutazione progressiva e coraggiosa delle zone più buie della personalità. La direzione, distante ma inesorabile, verso cui ci muoviamo, come Umanità e come Sistema Solare, è quella del Ritorno alla Casa del Padre, cioè alla condizione di Purezza e perfetta Luminosità, propria della Scintilla Monadica.
Comprendiamo come, la chiave mistica della Redenzione, riguardi il fatto che, il Ricercatore, debba trasmutare previamente la sua natura materiale: trasformando il piombo delle sue vibrazioni inferiori, nell'oro della realizzazione spirituale.
Osservando gli elementi di cui si compone l’essere umano, possiamo ricordare che al suo interno sono presenti, dunque, lo Spirito e la materia, laddove lo Spirito è materia, nella sua vibrazione più elevata e, la Materia è Spirito, nella sua vibrazione più grossolana.
Anglada ci dice che l'ALKAHEST, l'essenza primordiale della Creazione, può essere localizzato solo negli spazi neutri che sorgono dall'armonia prodotta nel centro di equilibrio di qualsiasi polarità, dove la Luce e l’ombra si incontrano e si fondono.
Come Ricercatori Spirituali, come Aspiranti Maghi, dobbiamo conoscere questo principio e tenere nella debita considerazione l'importanza che si assegna nella Magia, agli spazi neutri e alla potentissima forza che si libera attraverso gli stessi.
Nel Libro degli Iniziati troviamo la seguente descrizione della Luce, presente negli spazi neutri e, del suo utilizzo consapevole: “Isolata questa particella e depositata come luogo mistico della creazione in un determinato spazio neutro, nel cuore del saggio, può essere utilizzata magicamente per produrre come un vero talismano solare qualsiasi opera benefica che il Mago consideri necessaria per il bene dell'umanità” (Anglada, MOP, pp. 55).
Possiamo immaginare il Calice della Redenzione ripulito e colmo di Luce e di Amore, laddove lo Spirito Padre e la Materia Vergine Madre, incontrandosi e fondendosi in tutti gli spazi neutri, fanno sì che la Creazione divenga possibile e la Luce possa manifestarsi.
Nel Rituale di immissione del seme, che andremo a compiere, simbolicamente, immetteremo nella terra, Materia Vergine, la Volontà Spirito, di far nascere nuovi germogli di Luce nella nostra vita e nel nostro Servizio, affinché il Piano Divino possa manifestarsi.

Semi di Luce

Semino nella terra seguendo la scia delle Stelle.
Semino spinto dal Potere della Volontà di illuminare
e accompagnato dall’impulso del Cuore ad Amare,
per far crescere la Scintilla luminosa posta al centro del Cuore
che rischiara le zone più buie della materia,
creando nuovi spazi di Purezza e perfetta luminosità.
I semi di Fuoco penetrano nelle zone più intime e profonde della terra,
entrano nell’intima oscurità della materia
dove una piccola scintilla di Luce si accende
e pian piano si espande
fino a risalire verso il Sole,
lasciando nel Cuore una rinnovata Pace.

La Mente e il Cuore accolgono la Vibrazione del Cielo
che attraversa la porta della manifestazione,
nella Gioia della vita quotidiana.

Ci troviamo a celebrare la Pasqua a soli dieci anni del 2025, anno in cui sappiamo l’Era dell’Acquario fiorirà pienamente: nel cielo di questi giorni possiamo osservare un Trigono, ovvero un rapporto di forze sinergiche, ed un Quadrato, ovvero una combinazione di forze che indicano una fatica, una cristallizzazione, che è fondamentale considerare per comprendere quali energie si riverseranno sulla Terra, nella Nuova Era. Si tratta del Trigono tra Giove in Leone e Urano in Ariete, che si caratterizza per il fatto di favorire l’espansione della Coscienza attraverso idee completamente nuove, e il Quadrato tra lo stesso Urano, in Ariete, e Plutone in Capricorno, che indica la presenza dell’emergere di forti cristallizzazioni ad opporsi a quella espansione, anche attraverso il radicalismo e la violenza.
I cieli descrivono in maniera molto sintetica e chiara la lotta che sta esplodendo, prima che si possano aprire pienamente le energie della Nuova Era, tra le possibilità di emergere di idee completamente nuove e tutto quanto vi è di radicale e cristallizzato, a livello planetario.
Per comprendere il significato della Pasqua nella Nuova Era, è fondamentale approfondire la conoscenza del segno zodiacale dell'Ariete, la costellazione che informa della sua energia i giorni della Pasqua. Ricordiamo, infatti, che la Pasqua è sempre la domenica dopo il plenilunio dell’Ariete.
Il Maestro Tibetano definisce l'Ariete come “la torcia del Logos che cerca ciò che può essere usato per l'espressione divina” (Bailey, Astrologia Esoterica, pag. 295-296). Si tratta di un segno di Fuoco, strettamente connesso all’energia del piano mentale. Esso è sia un “segno di morte” che un “segno di vita” e la celebrazione della Pasqua ci invita a meditare sulla forza e sull'immensità di questi due concetti.
Sappiamo che uno degli Insegnamenti più antichi riguarda il fatto che la morte assoluta non esiste, ma esistono dei cambiamenti di stato e di forma, finché la legge del Karma non sia soddisfatta e il ciclo delle nascite e delle rinascite non cessi. Nell’evoluzione dell’essere umano, lo Spirito, allontanandosi dalla Casa del Padre, scende nella materia vestendosi dei tre corpi della personalità, dai quali, dopo essersi identificato a lungo, si disidentifica, piano piano, per ritornare alla Casa da cui è partito, arricchito di esperienza. Queste progressive disidentificazioni costituiscono tante piccole morti, per la personalità e corrispondono ad altrettante rinascite, per la Coscienza.
Il dolore, connesso ad ognuna di quelle piccole morti, è l’elisir che nutre e apre il Cuore, che è il luogo in cui l’esperienza viene sintetizzata ed elevata, nel viaggio di “ritorno”. L’Ariete è il segno che descrive il pericolo delle cristallizzazioni mentali, e la necessità di spazi e idee nuovi.
La meditazione sulla fatica di Ercole dell’Ariete ci aiuta a comprendere meglio tutto questo: essa riassume in sé questo rapporto tra vita e morte, mostrando una via di “Risoluzione”, che passa dal Cuore.
La prova di Ercole relativa a questo segno consiste nella cattura delle cavalle, assassine e divoratrici di uomini, che tormentano un villaggio. La cattura si svolge piuttosto velocemente, e con l’aiuto dell’amico amato da Ercole, Abderis. Una volta catturate, Ercole, baldanzoso per la vittoria, sembrata “facile”, affida le cavalle all’amico. Le cavalle, appena sole con lui, lo divorano e fuggono via. Ercole è costretto a tornare sui suoi passi, e ancora colmo di dolore, si rimette all’opera, per catturare di nuovo le cavalle, che raggiunge, raduna, e consegna al suo Maestro, che le prende perché siano addomesticate. Il villaggio viene dunque liberato e la prova superata, seppure con grande dolore.
La vita e la morte si susseguono nella narrazione di questa fatica, e ci suggeriscono un insegnamento fondamentale, relativamente al rapporto tra personalità e Coscienza, e tra mente e Cuore. Le cavalle spietate rappresentano la mente inferiore, critica, crudele e indisciplinata, che divora il Cuore (l’amato amico Abderis). E’ l’esperienza del dolore, che aiuta Ercole a dare la giusta priorità e il giusto senso ai vari aspetti della propria vita. Ercole si era spostato dalla propria Funzione, illudendosi di poter cogliere gli “allori” dell’impresa compiuta, senza andare fino in fondo al suo Dovere: in questa fatica, sottovaluta la forza e la violenza della mente inferiore, che conosce mille modi per fingere un adattamento, e proseguire, nella realtà, per la sua direzione. E’ proprio il dolore per la morte dell’amato amico, che lo risveglia alla priorità della sua missione, e così, con il Cuore più aperto grazie proprio al dolore, supera la prova, sia pure a fatica (“la prova è superata, ma male”, gli dice il Maestro).
La riflessione sulla simbologia della Croce ci riassume meravigliosamente questi passaggi. Sappiamo che il braccio verticale della croce rappresenta, nella sua metà inferiore, la necessità, per l’uomo, di scendere nell’inconscio della sua personalità, conoscendo e riconoscendo le sue parti più buie, e solarizzandole, cioè portandole alla Luce della Coscienza. La parte superiore del braccio verticale rappresenta la tensione e l’aspirazione all’identificazione con lo Spirito, passando dal rapporto con l’Angelo Solare, all’identificazione con la Monade. Il braccio orizzontale rappresenta, nella sua parte sinistra, tutto il bagaglio karmico che portiamo nel nostro cammino, e nella parte che si sviluppa a destra, il nostro Dharma, ovvero tutto ciò che riguarda la nostra Funzione di Servizio, nel rapporto con gli altri. Al centro, c’è il Punto di Integrità, ovvero il punto di tensione e Luce che vibra al Centro del nostro Cuore, in cui si accende una Luce stabile, che ci richiama alla nostra natura divina.
Il braccio verticale della croce scende in profondità, nell’inconscio dei limiti più profondi, e, risalendo verso l’alto, alla Luce, accompagna l’essere umano in un percorso di solitudine e Fede, grazie al quale riesce a cogliere le Cause della sua vita, liberandolo da quegli stessi limiti. In questo percorso, in questo passaggio, abbiamo due possibilità: rimanere attaccati al dolore e alla forma, alla “veste”, opponendo resistenze al naturale processo della morte, o accettare il dolore, superando la forma, abbandonando la “veste”, e operando quella che Anglada chiama la “redenzione della materia” (ovvero la trasmutazione della nostra natura animale).
Al centro, tra la morte e la nascita, c’è il Punto di Integrità. E’ da questo punto che possiamo concepire, dentro di noi, nuove idee, semi da immettere nella nostra vita, che possiamo tradurre in forme pensiero che saremo pronti a “piantare” nel Solstizio invernale. Nel punto di equilibrio tra Karma e Dharma, Ercole, il Discepolo mondiale “Sorge, e dal piano della mente governa” la sua vita, come recita il motto esoterico dell’Ariete.
In questa fatica, che è la prima che Ercole deve affrontare, c’è il riassunto e la risoluzione dell’intero ciclo evolutivo dell’uomo, legato al superamento e alla doma dell’animale della personalità e alla redenzione della materia, per l’Ascensione verso lo Spirito, realizzando la radice essenziale del nostro sistema solare, che è fatto di Amore.