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Connessioni tra Spiritualita e Scienza: l’Ordine Implicato di Bohm

La Scienza dello Spirito, in particolare il Maestro Tibetano nel libro “Telepatia e veicolo eterico”, evidenzia il ruolo importante svolto dalla scienza, soprattutto per le ricerche condotte nel campo dell’energia, usando queste parole: “In generale, la scienza ha preceduto l’esoterismo nel suo riconoscimento dell’energia quale fattore dominante in ogni forma di espressione […] La scoperta che tutte le forme manifestate sono forme d’energia e che quella umana non vi fa eccezione, è un dono della scienza all’umanità, e non dell’occultismo. Così pure la dimostrazione che luce e materia sono termini sinonimi è una conclusione scientifica”.

Inoltre, lo stesso Maestro Tibetano nel “Trattato di Magia Bianca”, afferma che “la stessa scienza è in via di trasformazione e, per quanto pochi se ne rendano conto, il lavoro degli scienziati con ciò che essi chiamano materia e le loro indagini sull’atomo stanno penetrando in un nuovo campo. In esso le vecchie tecniche e i vecchi metodi verranno progressivamente scartati; nuovi sistemi e differenti concetti fondamentali sulla natura della materia contraddistingueranno la nuova era […].

Tutti i grandi scienziati e ricercatori nel campo della natura oggettiva lavorano come anime; tutti i più mirabili sviluppi nell’ambito della fisica e della chimica, come in altri rami della conoscenza umana, sono stati compiuti quando lo scienziato, avviatosi con fede in una sua ipotesi, ha indagato e proseguito il suo lavoro di stadio in stadio fino a raggiungere un aspetto della verità non ancora formulato dall’uomo. Entrato con l’ausilio dell’intuizione in una nuova sfera di pensiero, egli cerca di formulare la conoscenza ivi acquisita con una teoria, un principio, con esperimenti e congegni meccanici in modo che essa diventi patrimonio del gruppo e, col tempo, possa essere compresa e utilizzata dal mondo. Ma all’origine si è trattato di un lavoro mistico, basato su un’intuizione mistica”.

Ciò che emerge da queste parole è che non vi sia contrapposizione tra Spiritualità e Scienza, ma anzi che la Spiritualità sostenga il progresso della Scienza dando indicazioni sulle strade da percorrere: il famosissimo “Tao della fisica”, di Fritjof Capra, illustra tantissimi punti di contatto tra i due ambiti.

Ciò che spesso impedisce questo processo di influenza della prima sulla seconda è la confusione che viene fatta tra Spiritualità e dogmi religiosi. Sono i dogmi a chiudere la mente in nome di una fede cieca, non la Spirtualità, che al contrario si pone come procedimento mentale, scientifico (e vale la pena di ricordare che “mentale” non vuol dire “negare il Cuore”, ma al contrario saper fondere le intuizioni del Cuore con la logica dell’intelletto).

Lo scienziato illuminato opera per il bene dell’umanità: ricerca non per speculazione intellettuale ma per ciò che può offrire all’umanità. Il Maestro Tibetano evidenzia come il vero scienziato, essendo una personalità integrata ed operando quindi sui livelli mentali, è molto vicino all’Anima. Allo stesso tempo, avverte che, considerando le limitazioni proprie della mente umana, lo scienziato può cogliere solo una parte dell’Idea e non il Tutto. Questo richiede quindi, da parte degli scienziati, un atteggiamento di umiltà e la rinuncia al senso di onnipotenza, che ha caratterizzato e tuttora caratterizza alcuni aspetti della scienza accademica.

Un esempio importante di tentativo di fondere le due sfere – e quindi implicitamente un importante contributo all’evoluzione della ricerca scientifica – viene fornito da David Bohm, scienziato, filosofo e discepolo di Krishnamurti, che con le sue scoperte e riflessioni ha esercitato un’influenza decisiva sulla fisica contemporanea.
In particolare, una delle principali scoperte di Bohm è il “potenziale quantico”, un parametro invisibile della fisica (la teoria è anche nota come “teoria delle variabili nascoste”) che guida tutta l’esistenza, dalle particelle elementari agli organismi complessi.

Il concetto di potenziale quantico, inteso sia come concetto della fisica teorica che come concetto filosofico, sta anche alla base della teoria, elaborata dallo stesso scienziato, del cosiddetto “ordine implicato”: essa presuppone che tutto ciò che esiste materialmente, ed è per questo esplicato, ha un suo corrispettivo in ciò che esiste spiritualmente, essendo per questo implicato. Si tratta quindi, di due realtà, quella della materia e quella della coscienza, che interagiscono strettamente tra di loro, e l’una è intessuta nell’altra.

Per spiegare questa teoria viene spesso usata la metafora dell’ologramma, in cui ogni parte delle fotografia olografica trattiene implicitamente l’informazione del tutto.
La visione olistica (dalla parola greca per “tutto intero”) dell’universo di Bohm trova una sua conferma nell’esperimento di Aspect del 1982, che ha mostrato come due parti distanti nella nostra realtà fenomenica siano invece collegate, «vicine in un’altra dimensione».

Nell’esperimento vengono generate coppie di particelle, indipendenti ma correlate (entangled è il termine tecnico), e ne viene misurato lo spin, che non è una proprietà posseduta dalla particella prima della misurazione. Questa è la chiave di tutto il ragionamento, nonché la difficoltà a comprendere la Meccanica Quantistica, in quanto ciò sembra andare contro il comune buon senso (“come può una proprietà non esistere?”). Se si misurano entrambi gli spin, si scopre che hanno sempre lo stesso valore: siccome la proprietà di spin non esiste prima della misurazione, la “sconvolgente” conclusione è che la misurazione dello spin sulla prima particella cambi “magicamente” e istantaneamente il valore dello spin per la seconda particella, indipendentemente dalla sua distanza.

Questo esperimento smonta il “principio di località” su cui si regge la fisica; mette in evidenza “collegamenti tra parti lontane”; è la base di ciò che la Saggezza Antica ha sempre saputo, ossia che una coscienza mantiene connessione con tutte le altre. Cos’è questo se non “l’ordine implicato”?