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Meditazione del Plenilunio in Gemelli (21 Maggio – 21 Giugno)

Significato del Segno dei Gemelli

Motti

“Che l’instabilità compia l’opera sua” (Ordinario)
“Riconosco l’altro sé e mentre quello declina Io cresco e splendo” (Evoluto)

Nei due motti, ordinario ed esoterico, è racchiuso tutto il Segno dei Gemelli. Infatti, sul piano ordinario i Gemelli sono il simbolo dell’instabilità, perché oscillano da una parte all'altra, mentre sul piano evoluto, la Coscienza per poter governare pienamente la personalità, quest’ultima deve decrescere, fino a scomparire.

Un altro aspetto importante per l’individuo spiritualmente governato da Venere e dai Gemelli, sta nel fatto che questi governano il Ponte Arcobaleno, o Antahkarana, il veicolo attraverso cui Coscienza e personalità entrano in rapporto.

A livello superiore i Gemelli rappresentano il Cristo ed il Buddha, i due “fratelli gemelli”. A questi due fratelli è legato il “reciproco scambio” che porta l’alternanza del sorgere e tramontare delle civiltà, come del sorgere e tramontare della luce.

L’opposto polare dei Gemelli è il Sagittario, rappresentato da una freccia. Simbolicamente questo passaggio indica che c’è stata la risoluzione della dualità dei Gemelli e che è stata trovata la direzione data dalla Coscienza .

Fondamentale per i nativi dei Gemelli è raccogliere le esperienze di vita basate sui movimenti di relazione e connessione. I Gemelli prevalentemente vivono di relazioni ed hanno come meta quella della conoscenza, dell’intelletto e governano l’educazione.

Sul piano ordinario i Gemelli sono legati all'adolescenza, della quale mantengono caratteristiche ed atteggiamenti: sono lamentosi, incerti, superficiali, incostanti, inaffidabili, mutevoli, premurosi e loquaci. L’instabilità, che è il loro problema principale, impedisce loro di fare le cose in modo preciso, ordinato e sistematico.

Mano a mano che il Ponte Arcobaleno inizia a svilupparsi, la dualità della propria vita inizia a manifestarsi tramite la natura delle proprie relazioni. Sul piano evoluto, quindi, è un veicolo cosciente per la creazione di collegamenti armoniosi nel mondo.

Raggi e Pianeti

I Gemelli devono svolgere un lavoro di unificazione, che può essere portato a compimento solo dal 2° Raggio. Per mezzo dei Governatori Planetari, riceve l’influsso del 4° Raggio, legato a Mercurio (che si esprime a livello di personalità), del 5° Raggio, legato a Venere (che si esprime a livello di Anima) e del 3° Raggio legato alla Terra (su un piano Gerarchico). Infatti, il segno dei Gemelli è legato, dal punto di vista della Gerarchia Spirituale, proprio alla Terra, perché questa ha con Venere una relazione molto stretta, tanto che questi due pianeti sono indicati come “Fratelli Gemelli”.

Venere rappresenta la parte Spirituale, mentre la Terra quella materiale. Venere ha la funzione di educare la seconda, in quanto più evoluta, come fosse un fratello maggiore. Venere, come governatore dei Gemelli, equilibra ed armonizza i movimenti e porta nella vita le qualità della Grazia.

Il Segno dei Gemelli rivela il rapporto tra qualsiasi coppia di opposti. Quando questa polarizzazione viene espressa tramite Mercurio, emerge il 4° Raggio dell’Armonia tramite il conflitto. Lo scopo della polarizzazione è di creare una consapevolezza maggiore delle coppie di opposti, in maniera che possa evolversi un rapporto più armonioso. Mercurio ha la funzione di creare questa consapevolezza e Venere è un agente di sintesi, perché fonde ed armonizza gli opposti, in una totalità più evoluta da un punto di vista creativo.

Il Simbolo dei Gemelli

Il simbolo dei Gemelli è basato sulle stelle gemelle Castore e Polluce nella costellazione dei Gemelli.

In senso letterale, il simbolo è rappresentato da due linee verticali, unite da due orizzontali e richiama il numero 2 romano, a significare e rappresentare la simbologia della dualità. Infatti, quest’ultima è la chiave del significato del segno.

Fatica di Ercole collegata al segno: “La raccolta dei pomi Aurei delle Esperidi”

La prova dei Gemelli riguarda il lavoro attivo dell’aspirante sul piano fisico, quando comincia a comprendere se stesso. Prima che tale lavoro attivo sia possibile, deve esserci un ciclo di riflessione interiore e d’aspirazione mistica, che permetta all’uomo di cominciare il lavoro per unificare l’Anima e il corpo.

In questa Fatica, Ercole deve trovare l’Albero Sacro, cioè l’albero della Sapienza, sul quale maturavano le mele d’oro delle Esperidi. Prima di affrontare la prova, il Maestro diede ad Ercole due suggerimenti.

Il primo riguardava il diffidare di una forza troppo grande per lui e di astuzie troppo sottili per la sua comprensione, l’altra riguardava il fatto che la ricerca dell’albero Sacro avrebbe portato con sé cinque prove che avrebbero aumentato la sua saggezza.

Dopo gli ammonimenti del Maestro, Ercole si incamminò alla ricerca dell’Albero Sacro; sulla via il Maestro mandò in aiuto di Ercole Nereo, che più volte provò a svelarsi ad Ercole, ma questo non lo riconobbe e Nereo tornò dal Maestro.

Il Maestro disse che la prima prova era stata affrontata e che era stata caratterizzata dal fallimento.

Proseguendo, Ercole incontrò Anteo, il serpente; Ercole lottò con lui, ma questo ogni volta ebbe la meglio. Ercole si stupì di non riuscire a sconfiggere il serpente, fino a quando non portò questo verso l’alto e proprio in quel momento, Anteo scomparve; a questo punto il Maestro disse che anche la seconda prova era stata superata.

Ercole proseguì, sempre alla ricerca dell’Albero Sacro, ma sulla via incontrò Busiride, il grande mistificatore, il cui compito è quello di creare illusione.

Ercole obbedì a Busiride e lo seguì nei suoi insegnamenti, ma ogni giorno perdeva la sua forza, fino a che il suo amato istruttore lo mise su un altare e lo tenne incatenato per un anno intero. Ercole, lottando per liberarsi, comprese l’illusione in cui era caduto e allora, con la forza che è quella di tutti i figli di Dio, spezzò i legami con Busiride e si liberò. Il Maestro allora disse che anche la terza prova era superata.

Ercole continuò ancora il suo cammino, ma ad un tratto si fermò, un grido di profonda sofferenza lo raggiunse: era Prometeo, incatenato ad una roccia in preda a grandi tormenti, in quanto gli avvoltoi gli laceravano il fegato, uccidendolo lentamente. Ercole deviò il suo cammino ed andò in soccorso a Prometeo liberandolo. Così anche la quarta prova fu superata.

Ercole continuò ancora il suo cammino e finalmente trovò l’albero Sacro con le mele d’oro, ma poco più in là vide Atlante distrutto dal peso del mondo che portava sulle spalle. Atlante non chiedeva aiuto e non vedeva Ercole, ma questi senza pensarci due volte andò ad aiutare il gigante prendendo su di sé il peso del mondo. Appena Ercole si caricò il peso del mondo sulle spalle, questo rotolò via lasciando liberi sia Ercole che Atlante.

Davanti ad Ercole, c’era ora il gigante con le tre mele d’oro nelle mani: la ricerca era finita. Tre fanciulle reggevano altre mele che misero nelle mani di Ercole.

Egle, una di loro, gli disse: “La Via per giungere a noi è sempre segnata dal Servizio. Le azioni amorevoli sono le pietre miliari della Via.”

Eritema gli diede una mela sulla quale era incisa la parola “Servizio”.

Infine, Esperia gli disse: “Va’ e servi, ed ora innanzi e per sempre, calca la via di tutti i servitori del mondo”.

Alla fine Ercole disse: “Allora vi rendo queste mele per quelli che verranno”.

E fu così che anche la quinta prova dei Gemelli fu superata.

Possiamo affermare che il tema di questa Fatica è che lo sforzo verso la Visione deve essere portato avanti per lungo tempo, prima che l’uomo possa cominciare il lavoro di unificare l’Anima ed il corpo.

Nella sua ricerca dei pomi d’oro sul piano fisico, Ercole doveva dominare, come tutti i discepoli, l’annebbiamento e l’illusione. Infatti, nello sviluppare la propria aspirazione Spirituale, il discepolo ha molta tendenza ad essere preso da espressioni estetizzate e seducenti.

La mela ha avuto sempre una parte importante nella mitologia e nella simbologia. Nel giardino dell’Eden, come sappiamo, il serpente diede la mela ad Eva. Con la consegna della mela e con la sua accettazione, ne risultò la conoscenza del bene e del male. Questo è un modo simbolico di raccontare la storia dell’apparizione della mente. Col sorgere della mente venne anche la conoscenza della dualità, dell’attrazione delle coppie degli opposti, della natura dell’anima, e della natura della forma.

È da notare che nel giardino dell’Eden una sola mela fu data all’essere umano, simbolo di separatività, d’isolamento. Ercole dovette andare in cerca dei pomi aurei in un altro giardino e nel giardino delle Esperidi i pomi erano simbolo di pluralità, di sintesi e dei molti nutriti dall'unico albero di Vita.

Personaggio famoso dei Gemelli

Barbara Mc Clinton, nata a Hartford, nel Connecticut, il 16 giugno del 1902, a 25 anni si laureò in genetica, scienza allora appena nata. Lavoratrice instancabile, nel 1931 insieme a Harriet Crighton, scoprirono la ricombinazione dei cromosomi al momento della divisione delle cellule sessuali (ovuli e spermatozoi).

Nonostante le numerose onorificenze ricevute e la scoperta dei geni trasferibili, che la rese famosa nel mondo, ella continuò ad essere completamente ignorata dai suoi colleghi.

Ella non studiava gli organismi cellulari, ma cercava di “sentirli”. La cosa importante diceva, “è sviluppare la capacità di vedere che un seme è diverso dagli altri e capire perché e in cosa consiste questa differenza. Se qualcosa non torna c’è una ragione e si tratta di scoprirla”.

Per fare questo si identificava nei geni della pianta di granturco fino a sentire ciò che stavano facendo: “Scoprii che più lavoravo su di essi, con tutta la mia attenzione e più non ero estranea, ma ero laggiù, con loro, ero parte del sistema … non ho la sensazione di conoscere la storia di una pianta se non ho avuto modo di osservarla durante la sua crescita. Conosco ogni pianta intimamente e ricavo un immenso piacere dalla loro conoscenza.”

La funzione evoluta dei Gemelli, ovvero raccogliere le esperienze di vita basate sui movimenti di relazione e connessione, ha trovato negli studi della Clinton e nelle sue osservazioni un’espressione particolarmente brillante e intelligente, fino ad ottenere il Nobel per la medicina nel 1983, all'età di 81 anni.