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Meditazione del Plenilunio in Toro (21 aprile - 20 maggio)

Significato del Segno del Toro

Motti

“La lotta sia imperterrita”(Ordinario)
“Io vedo e quando l’occhio è aperto tutto è illuminato” (Evoluto)

Nell'onda evolutiva universale prima viene la mente, l’Ariete (l’intelletto che lavora), e successivamente si passa al piano emotivo, il Toro, in cui bisogna riuscire a mantenere la visione chiara, pur essendo tormentati dai desideri, che rappresentano la nota chiave di questo Segno.
Il Segno del Toro è chiamato anche il Segno dell’incentivo principale della vita, quale simbolo del desiderio in tutti i suoi aspetti. Inoltre, è un Segno di terra ed è governato da un solo Raggio, il 4° (Armonia tramite il Conflitto), perché la lotta è un’altra chiave fondamentale della sua vita (come per lo Scorpione, suo opposto polare).

I suoi reggitori planetari sono Venere sul piano exoterico e Vulcano su quello esoterico. Vulcano, legato al 1° Raggio, oltre alla forza simboleggia anche l’Anima che scende nelle profondità della materia per forgiare la personalità; per questo, una vita in Toro è scelta per insegnare all’individuo a trasmutare il desiderio materiale in Volontà Spirituale. La persona che ha realizzato ed integrato questa aspirazione, si rende conto che il proprio “compito planetario” e la natura del suo contributo all'Umanità, si fondano sulla sua capacità di essere determinata e tenace nell'applicazione della volontà e del potere per l’avanzamento del Piano Evolutivo.

Gli individui di questo Segno sono spinti verso il sesso e la nota dominante della loro vita è il desiderio dell’unione (sul piano ordinario è il sesso fisico, sul piano evoluto la creazione ad un livello più elevato).

Sul piano ordinario, Venere rende i nati in Toro molto attratti dalla bellezza; inoltre, sempre sul piano ordinario, il Toro si lancia ciecamente alla carica e diventa ambizioso ed avido di beni materiali, portando nelle relazioni la cocciutaggine e l’ostinazione, aspetti influenzati dal suo opposto polare, lo Scorpione. Sul piano evoluto invece, il Toro comincia a trasformare i desideri in aspirazioni e, cercando qualcosa di diverso, si sforza di essere perseverante, fedele e di sviluppare il senso della famiglia.

Il Toro manca completamente di 3° Raggio, quindi dell’Intelligenza Attiva. L’energia dominante è il desiderio che spesso impedisce di vedere la realtà lucidamente, di collegare in modo ordinato le varie situazioni (intelligenza) e quindi porta a cadere in gravi illusioni. I nativi del Segno devono imparare ad acquisire la capacità di controllare il desiderio tramite l’occhio illuminato della Mente ed a trasformarlo in Aspirazione.

Fino ad un certo punto del cammino evolutivo la spinta più potente che l’uomo ha a disposizione è proprio il desiderio. Esso è necessario perché egli prenda coscienza della propria natura, fino a diventare una personalità integrata, potente, ambiziosa, talora cinica. Oltre questo punto però, il desiderio deve essere controllato e trasformato in Aspirazione Spirituale (compito principale dell’Aspirante).

Il nativo del Segno ha una grande stima, rispetto ed amore per se stesso; è intelligente, ma non saggio, a causa della sua ostinazione per cui gli è difficile applicare quanto impara, poiché per lui la conoscenza è una acquisizione mentale, senza pratica. Inoltre, uno dei problemi maggiori di questo Segno è l’attaccamento. In generale il Toro governa la gola, ossia l’alimentazione e l’uso della parola.

Il Toro incarna il tema della Luce e dell’illuminazione. Questo significa che, ad un certo livello evolutivo, i nativi del Toro hanno il compito di portare la luce dell’Anima nell’Umanità: da questo compito nasce il legame profondo fra questo Segno ed il Buddha.

Il Maestro Tibetano nel sintetizzare il significato del segno del Toro usa le seguenti parole: “Chi è dominato da Taurus per sua natura e predisposizione rifletta su queste frasi, e verifichi le sue attività principali e più decisive con questo interrogativo: il mio atteggiamento, il mio lavoro, il mio proposito sono motivati da desideri personali o agisco e faccio programmi per impulso e incentivo dell’Anima? In ciò sta la chiave di tutti i problemi in Taurus.” (Astrologia Esoterica, ed. ingl. Pag. 375).

Raggi e pianeti

I reggitori planetari del Toro sono Venere, sul piano exoterico, e Vulcano, su quello esoterico. Vulcano, legato al 1° Raggio, oltre alla forza simboleggia anche l’Anima che scende nelle profondità della materia per forgiare la personalità; per questo, una vita in Toro è scelta per insegnare all’individuo a trasmutare il desiderio materiale in Volontà Spirituale. La persona che ha realizzato ed integrato questa aspirazione, si rende conto che il proprio “compito planetario” e la natura del suo contributo all'Umanità, si fondano sulla sua capacità di essere determinata e tenace nell'applicazione della volontà e del potere per l’avanzamento del Piano Evolutivo.

Sul piano ordinario, Venere rende i nati in Toro molto attratti dalla bellezza; inoltre, sempre sul piano ordinario, il Toro si lancia ciecamente alla carica e diventa ambizioso ed avido di beni materiali, portando nelle relazioni la cocciutaggine e l’ostinazione, aspetti influenzati dal suo opposto polare, lo Scorpione. Sul piano evoluto invece, il Toro comincia a trasformare i desideri in aspirazioni e, cercando qualcosa di diverso, si sforza di essere perseverante, fedele e di sviluppare il senso della famiglia.

Il Toro manca completamente di 3° Raggio, quindi dell’Intelligenza Attiva. L’energia dominante è il desiderio che spesso impedisce di vedere la realtà lucidamente, di collegare in modo ordinato le varie situazioni (intelligenza) e quindi porta a cadere in gravi illusioni. I nativi del Segno devono imparare ad acquisire la capacità di controllare il desiderio tramite l’occhio illuminato della Mente ed a trasformarlo in Aspirazione.

Il Simbolo del Capricorno

Il simbolo del Toro descrive la meta che attende questo Segno e rappresenta l’occhio dell’Illuminazione.

Il cerchio sovrastato da corna volte in alto, descrive la carica dell’uomo, il Toro di Dio, verso l’illuminazione e la liberazione dell’Anima dalla prigionia delle due corna (dualismo) che proteggono “l’occhio di luce” in mezzo alla fronte; è “l’occhio singolo” del Nuovo Testamento che “riempie di luce il corpo intero”.

Le corna, che appaiono nel segno, rappresentano il simbolo della natura distruttiva della vita formale del Toro. La morte della forma e la fine del suo influsso sono la meta del processo che muta il desiderio in aspirazione.

Il Toro è lento a muoversi, però quando lo fa, la sua azione diventa una carica inarrestabile. Anche l’Illuminazione dell’uomo è lenta. Prima l’occhio è chiuso, poi semichiuso, poi infine lentamente si apre prima di rifulgere, portando le sue emanazioni di luce verso l’Alto.

Quando l’occhio singolo è illuminato, fa risplendere tutto quanto intorno a sé, però esso è lento a manifestarsi.

Fatica di Ercole collegata al segno: “La cattura del Toro di Creta”

La seconda Porta era spalancata e dalla luce che velava la scena distante si sentì una voce che disse: “Passa attraverso la Porta. Procedi per la via. Compi il tuo lavoro e ritorna a riferirmi quanto hai fatto".

Ercole, solo e triste dopo la morte del suo compagno Abderis, cosciente della necessità e logorato da un profondo tormento, lentamente passò tra i Pilastri della Porta, avanzando verso la luce che splendeva nel luogo dove era il Toro Sacro. All'orizzonte apparve la bella isola dove dimorava il toro e dove uomini avventurosi potevano entrare in quel vasto labirinto che li attirava e li faceva smarrire, il labirinto di Minosse, Re di Creta, custode del Toro.

Ercole attraversò l’oceano verso l’isola soleggiata e si accinse a cercare il Toro per portarlo al luogo Sacro dove dimorano gli uomini dall'occhio singolo. Cercò in ogni luogo il Toro, seguendo la stella luminosa che brillava sulla fronte dell’animale.

Quella luce lo guidò fino al Toro, che Ercole catturò e montò, fino alla terra dove dimorano i tre Ciclopi.

Sulla terraferma, al limitare dell’acqua, i tre Ciclopi lo aspettavano e appena Ercole approdò, presero il Toro, così togliendolo a lui.
Arges, uno dei tre Ciclopi, sentito il racconto di Ercole sulla liberazione del Toro, lo lasciò andare: “Và in pace, figlio mio, il tuo dovere è compiuto".

Il Maestro lo vide tornare a mani vuote e gli disse: “Sei venuto a mani vuote, oh Ercole” ed Ercole rispose: “Le mie mani sono vuote perché ho adempiuto il compito che mi era stato assegnato. Il Toro Sacro è salvo, al sicuro con i Tre. Che debbo fare ora?”

Ed allora il Maestro gli rispose: “Entro la luce vedrai la luce; cammina in quella luce e lì guarda la luce. La tua luce deve risplendere più intensa. Il Toro è nel luogo Sacro".

Questa seconda Fatica tratta del mondo del desiderio e della potenza di questo. Come ci dice la Bailey, per comprendere a pieno la fatica, occorre fare riferimento alla comprensione della Legge di Attrazione. Il Toro rappresenta infatti la natura inferiore, il piano del desiderio, che va domato e reso sacro, quindi trasformato in Aspirazione.

“L’occhio del Toro”, la magnifica stella fissa Aldebaran, è una delle ragioni per cui questa costellazione è considerata quella che conferisce l’illuminazione. Ercole infatti, nella fatica si fa guidare da questa luce.

Il significato della fatica risiede nel fatto che malgrado il parziale successo iniziale ottenuto nella fatica dell’Ariete, Ercole ha comunque dato inizio alla sua opera. In linea con la Legge Universale, ha cominciato il suo lavoro sul piano mentale. Nell’estrinsecarsi del piano creativo, l’impulso del pensiero è seguito dal desiderio. Allo stato di coscienza che noi chiamiamo mentale, segue lo stato dell’emotività e questa seconda fatica tratta del mondo del desiderio e della sua potenza.

Minosse, il re di Creta a cui apparteneva il Toro Sacro, possedeva anche il Labirinto: tale luogo è sempre stato simbolo di illusioni legate al desiderio.

L’isola infatti è separata dalla terra ferma e l’illusione ed il disorientamento sono caratteristiche del sé separato dall'Anima.
Il Toro, per Ercole, rappresenta la natura inferiore ed i molteplici aspetti del mondo della forma che costituiscono, nel loro complesso, la grande illusione.

In antichità il cavalcare un animale era simbolo di controllo. Il Toro infatti non è ucciso, ma catturato e guidato sotto il dominio dell’uomo ed è proprio questo che siamo chiamati a fare: dominare il desiderio.

Personaggio famoso del Toro

Maria Gaetana Agnesi, primogenita di 21 figli, nasce il 16 Maggio 1718 a Milano da una famiglia dell’alta borghesia. Fin dall’infanzia, le incredibili facoltà di cui dispone le valgono il soprannome di “oracolo settelingue”, per la padronanza delle lingue antiche e straniere. Troviamo qui il primo collegamento con il segno del Toro che governa appunto la gola e la comunicazione (5° chakra) attraverso la sublimazione del desiderio in aspirazione (2° chakra).

Maria Agnesi nella giovinezza è un chiaro esempio della Luce dell’Anima che libera dal desiderio si impegna a rischiarare il cammino dell’umanità. Dopo che il padre le aveva impedito di farsi suora, si dedica allo studio della matematica con l’obiettivo di insegnarla ai fratelli. A 20 anni pubblica una raccolta di 190 saggi di filosofia, logica e meccanica celeste. Nel 1748 scrisse il suo lavoro più famoso, Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana, una sintesi della matematica del suo tempo: fu uno dei primi trattati scientifici scritti in italiano. Ancora una volta troviamo l’importanza della parola, condotta ad altissime vette dalla studiosa nata in questo Segno.

Con la morte del padre, arrivò la famosa crisi dei 35 anni ed il richiamo dell’Anima: Maria Gaetana si dedicò alla ricerca dell’amore, applicato praticamente verso i suoi simili. Superò la prova dell’attaccamento ai beni materiali e al desiderio del Toro trasformando la sua lussuosa casa in un ospedale per i poveri e per mantenerli vendette mobili, gioielli e vestiti. Grazie ad una donazione, ebbe un ulteriore palazzo per ospitare poveri ed anziani. Fu nominata direttrice del reparto donne, al quale si dedicò per 16 ore al giorno e che diresse senza complessi nei confronti dei medici. In questa profonda e costante dedizione emerge la salda Volontà del Toro illuminato dall'Anima.

La Chiesa ne fece una Beata, Goldoni le rese omaggio nella commedia “Il medico olandese” e la scienza la celebrò in una curva, la “versiera di Agnesi”. Fu la prima donna a pubblicare testi matematici e la prima ad ottenere una cattedra di matematica e di filosofia all'università.