Questo sito si avvale di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni relative all’utilizzo del sito stesso. Cliccando sul bottone accetto si acconsente al loro utilizzo in conformità alla nostra Cookie Policy.

Meditazione del Plenilunio in Ariete (21 marzo - 20 aprile)

Significato del Segno dell'Ariete

Motti

“Si ricerchi la forma” (Ordinario)
”Avanzo, e dal piano della mente governo” (Evoluto)

Nel motto ordinario si coglie come le energie dell’Ariete possano essere utilizzate per radicare l’incarnazione, giungere all'espressione materiale e al dominio dal punto di vista della personalità.

Il motto evoluto, invece, rappresenta l’orientamento della vita sul piano dell’intuizione. Il compito dell’Aspirante Spirituale in Ariete è quello di evolvere governando la propria mente e gestendo la propria vita attraverso il controllo mentale. Governare la mente è la sua grande difficoltà, perché, in generale l’Ariete ha una forza straordinaria ed è molto potente.

L’Ariete è un Segno di fuoco e il suo opposto polare è la Bilancia. È stato sempre indicato come il primo Segno dello Zodiaco, quindi è il Segno del “Principio”.

I suoi reggitori planetari sono Marte, pianeta exoterico, che rappresenta l’errato pensiero che conduce alla distruzione e Mercurio, governatore esoterico, definito anche “Colui che illumina la Mente”.

L’Ariete è il Segno del pensatore e quindi un potente Segno mentale. Ogni principio ha inizio infatti dal piano mentale. Quando una persona si incarna in Ariete, inizia quindi qualcosa dal punto di vista della mente: un ciclo, un nuovo conseguimento, un’esperienza ancora da imparare o da fissare nella propria Coscienza.

L’Ariete è la costellazione attraverso cui il 1° Raggio della Volontà o Potere raggiunge l’umanità. Manca completamente del 2° Raggio, in quanto l’Amore è energia ricettiva, mentre l’Ariete è una forza dinamica che spinge all’azione. E’ inoltre dotato delle energie del 7° Raggio, che lo aiuta a disciplinarsi e ad organizzarsi.

Nella vita dell’Aspirante, l’Ariete denota il periodo della ri-organizzazione, del ri-orientamento, della ri-polarizzazione e rigenerazione che sono le caratteristiche di questo stadio, tutte espressioni della medesima forza vitale che può essere usata in due modi diversi, a seconda del periodo che si attraversa.

A poco a poco, dopo molti giri intorno allo Zodiaco, la vita della forma perde la sua attrazione fino a che l’uomo si trova nuovamente in Ariete, ma ha imparato dall'esperienza qualcosa della sua essenziale dualità, cessando di soddisfare l’aspetto inferiore di quella dualità, per seguire quello superiore.

In questo Segno sono presenti tre grandi stimoli che possono essere sintetizzati con quanto segue:

  • impulso a cominciare: tale impulso può essere percepito semplicemente come impulso a prendere forma, quindi a coinvolgersi con la materia;
  • impulso a creare: legato al creare quell’attività del Divino che si esprime attraverso la forma manifesta; può essere inteso anche come la creazione individuale (ad esempio, per l’essere umano è legato al creare qualcosa di suo);
  • impulso alla resurrezione: nel Segno, si comincia progressivamente a sentire il “bisogno” di andare oltre la forma.

La personalità dell’Ariete è caratterizzata da molta forza, energia e volontà che a volte diventa distruttiva a seguito degli influssi di Marte. Essendo focalizzati soprattutto sul piano mentale spesso le persone dell’Ariete incitano con le parole, pretendendo che gli altri seguano il loro pensiero. A volte scarseggiano in sensibilità e delicatezza non rendendosi conto di ferire gli altri con la loro irruenza.

Percettivi e intuitivi, temerari e intraprendenti, si lanciano con coraggio nelle imprese. Amano la verità e riescono a diventare romantici quando trovano qualcuno che impersoni i loro ideali.

Essendo la testa il punto di forza dell’Ariete è utile che le persone del Segno facciano ogni cosa in modo Sacro, rituale e organizzato, riuscendo a controllare la mente attraverso un ritmo e un ordine ed evitando così che forti tensioni e sforzi portino a squilibri su un piano mentale.

Raggi e Pianeti

L’Ariete è la costellazione attraverso cui il 1° Raggio della Volontà o Potere raggiunge l’umanità. Manca completamente del 2° Raggio, in quanto l’Amore è energia ricettiva, mentre l’Ariete è una forza dinamica che spinge all’azione. E’ inoltre dotato delle energie del 7° Raggio, che lo aiuta a disciplinarsi e ad organizzarsi. I suoi reggitori planetari sono Marte, pianeta exoterico, che rappresenta l’errato pensiero che conduce alla distruzione e Mercurio, governatore esoterico, definito anche “Colui che illumina la Mente”.

Il Simbolo dell'Ariete

Il simbolo dell’Ariete rappresenta le sue corna, rivolte verso il basso, e sono simbolo della Volontà di iniziare e di manifestarsi nella materia. La forma ricorda anche la spirale della vita, della rinascita ad una nuova forma. È talvolta associato anche al germoglio che spunta in primavera (che inizia nel segno dell’Ariete) e allo zampillo d’acqua di vita.

Fatica di Ercole collegata al Segno: “La Cattura delle giumente antropofaghe”

Ercole venne chiamato per affrontare la prima Fatica che gli avrebbe permesso di compiere i primi passi sulla Via. La fatica consisteva nel catturare le giumente antropofaghe di Diomede, figlio di Marte, che spaventavano e uccidevano molti uomini e che generavano continuamente cavalli da guerra, sempre più feroci e malvagi. Ercole, gioioso e ricco di speranza, prima di varcare la prima porta chiamò il suo più fidato amico Abderis, che lo aveva seguito sempre, così insieme varcarono la prima porta. Ercole trovò e catturò velocemente le feroci giumente; fu molto orgoglioso di essere riuscito senza troppa fatica ad adempiere al compito. Pensò che non doveva spingere lui le giumente fino alla porta: era un compito troppo facile, per cui chiamò l’amico e gli disse di spingere i feroci animali dall’altra parte della porta, mentre lui camminava pieno di orgoglio davanti alla mandria. L’amico si spaventò, era debole e le giumente lo travolsero scappando, mentre l’amico di Ercole moriva. Ercole, distrutto dal dolore per la morte dell’amico, tornò in sé. Lasciò da parte l’orgoglio e cercò nuovamente le giumente, le catturò e le portò al di là della porta. Alla fine della prova il Maestro si rivolse ad Ercole dicendogli: “La prima fatica è terminata, la prova è superata, ma male”.

Esaminiamo il significato della prova:

  • Abderis rappresenta la personalità debole, divisa dall’Anima
  • Il cavallo è il simbolo che rappresenta l’attività mentale, i pensieri
  • Le giumente antropofaghe indicano l’aspetto femminile della mente che genera false idee ed errati concetti
  • I cavalli da guerra: sono le illusioni mentali, le maldicenze, le idee errate che devastano la contrada (ovvero la Coscienza).

Una delle prime lezioni che l’Aspirante impara è il tremendo potere della mente e dei danni che si possono arrecare nel nostro ambiente con il suo uso distorto. La mente non “domata” è come una giumenta che partorisce continuamente cavalli, cioè pensieri. Fino a quando l’individuo è una personalità, la mente partorisce prevalentemente cavalli da guerra, cioè pensieri aggressivi e “violenti”. Dobbiamo imparare il corretto uso della mente, affinché non possa più generare cavalli da guerra (pettegolezzo, egoismo, critica, malevolenza).> Ercole si rese conto del danno arrecato dalle giumente, ma non comprese la loro potenza. Ercole (l’Anima) e Abderis (il sé inferiore) dovevano custodire insieme i cavalli devastatori (i pensieri). Abderis da solo non era sufficientemente forte. In conclusione, il significato della prova ci mostra come Ercole inizi il percorso dell’Aspirante partendo dal mondo del pensiero, proprio per acquisire il controllo mentale tramite cui conquistare la materia e vincere sull’illusione.> Questa fatica ci insegna che non si può controllare la mente inferiore, che fa parte della personalità, con la personalità stessa. È sempre il maggiore che comprende l’inferiore. La mente inferiore può essere governata solo dall'Anima.

Personaggio famoso dell'Ariete

Il personaggio che presentiamo per questo segno è Abraham Maslow, psicologo statunitense fondatore della Psicologia Umanistica e della Psicologia Transpersonale. Nato il 1° Aprile del 1908, egli inaugurò una nuova fase nell’evolversi della disciplina, utilizzando la potente forza creatrice della sua mente, propria dell’Ariete, per cercare di riportare la psicologia alla sua valenza fondamentale di Psyché-lògos, ossia la parola e la scienza dell’Anima. Nel far questo, ebbe un effetto profondamente innovatore.

Maslow si rese conto che alcuni bisogni dell’uomo sono più importanti di altri: la sete è più importante del cibo e il respiro è più importante della sete. Su queste basi costruì la famosa piramide dei bisogni, nella quale pose alla base i bisogni primari e al vertice, i bisogni di autorealizzazione, o bisogni dell’essere. Questi ultimi comprendono tutto ciò che ci porta ad esprimere le nostre potenzialità e qualità.

Nei suoi studi, egli comprese che la peculiarità degli auto-realizzati era quella di lasciarsi guidare nella vita da Valori fondamentali quali: verità, bontà, bellezza, unità, senso di giustizia, giocosità, tendenza al perfezionamento. Secondo Maslow, la maggior parte degli uomini non si interessa a questi valori perché non ha ancora soddisfatto gli altri livelli di bisogni. Colti questi frammenti di Verità, egli si adoperò per rendere concretamente fruibile questa conoscenza. Fondò nel 1962 l’Associazione di Psicologia Umanistica che si proponeva di studiare gli essere umani al fine di valorizzarne la dignità e di aiutarli a realizzare una “esistenza umana piena e vitale”.

Fu una svolta decisiva che condusse ad un grande successo: molte scuole e terapeuti diversi confluirono nella nuova corrente, cessando così di combattersi e cercando ciò che le univa, come nuovo atteggiamento professionale. Si formò un senso di appartenenza all’umanità assai diverso, che portò molti ad impegnarsi nel sociale, influenzando diversi campi. Soprattutto venne trasformato il rapporto terapista-paziente, riconoscendo in quest’ultimo “non solo un essere umano al quale rapportarsi con rispetto, empatia e trasparenza, ma anche una persona che può essere, per se stessa, lo strumento migliore di esperienza e crescita.” Introdusse inoltre la dimensione collettiva attraverso “la terapia di gruppo”, il “gruppo esperienziale” e il “gruppo d’incontro”. Verso la fine della vita, Maslow inaugurò la Psicologia Transpersonale che integrò tecniche proprie delle tradizioni spirituali orientali, quali la meditazione, per acquisire livelli di Coscienza più elevati.