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Meditazione del Plenilunio in Acquario (21 gennaio - 19 febbraio)

Significato del Segno dell'Acquario

Motti

“E la parola disse: che il desiderio nella forma governi” (Ordinario)
“Sono acqua di vita versata agli assetati” (Evoluto)

Il desidero di servire e soddisfare le aspettative di tutti è di natura molto acquariana. Nell'Acquario ordinario, il cui motto è: “E la parola disse: che il desiderio nella forma governi” (Ordinario), la direzione è quella di servire la personalità, passando dalla ricerca di una soddisfazione all'altra; il senso di sé è molto superficiale, vi è un continuo bisogno di attenzione, che di solito viene sollecitato con comportamenti eccessivi ed imprevedibili.

Nell'Acquario evoluto invece, le azioni superficiali, egocentriche e dispersive del sé inferiore vengono trasmutate in orientamento verso il Servizio Mondiale. Questo Segno sente infatti la spinta a cogliere i doni dello Spirito ed a donarli all’Umanità attraverso il Servizio. Il suo motto evoluto è infatti: “Sono acqua di vita versata agli assetati”. Il suo compito è quindi quello di dare l’esempio nell'applicare i giusti e retti rapporti umani, portando la nota della condivisione e della cooperazione, ossia lavorare insieme per il Bene Comune.

L’Acquario evoluto, in un gruppo, esprime un amore non romantico, ma puro e potente perché emanato da Giove attraverso il Quinto Raggio, mentre Urano gli dona l’intuizione, che lo rende in grado di avere una visione ampia che gli permette di collocare ciò che intuisce nel giusto ordine.

Nel Gruppo porta la visione dell’uguaglianza e dell’unità essenziale, è in grado di raccogliere materiali tra loro eterogenei e di sintetizzarli in una formula originale.

L’Acquario svolge una peculiare funzione rispetto al lavoro in stretta collaborazione mentale e spirituale. Quando parla in Gruppo un Acquario spiritualmente orientato, ha in mente l’intero gruppo, e riesce a cogliere più facilmente degli altri il gruppo come Organismo.

Raggi e pianeti

L’Acquario è fra tutti il Segno più umano, conduce ad uno sviluppo della Coscienza umanitaria e quindi all'esternalizzazione del Centro del Cuore. Questo perché nell’Acquario le qualità di Giove e del Sole, sono influssi di 2° Raggio che agiscono tramite il centro del cuore. Il Cuore è il quarto chakra e corrisponde strettamente al Quarto Regno nella natura – quello Umano. E’ un segno di 5° Raggio, della Scienza e della realizzazione completa e, come tale, agisce da veicolo per l’esteriorizzazione del Primo Raggio della Volontà e della Causa Primaria (la Volontà di Bene) tramite la Conoscenza Concreta. I suoi Reggitori planetari gli portano anche il 7° Raggio con Urano (exoterico), il 2° con Giove (esoterico) e il 4° Raggio con la Luna che vela Urano (gerarchico).

Anche l’umanità attuale si sta evolvendo lungo la linea del 5° Raggio, concentrandosi sullo sviluppo cosciente della scienza e della tecnologia.

Urano, come il governatore essoterico dell’Acquario, è il veicolo planetario di espressione del 7° Raggio, il quale ha la peculiarità di portare ogni idea che giunge dal piano mentale alla realizzazione concreta sul piano fisico. Urano è un trasformatore per eccellenza e lo fa dando alle persone e ai gruppi una coscienza occulta maggiore, che permette di fare un passo in avanti verso un grado di unità maggiore. Urano dona l’intuizione per mezzo di Mercurio, apportando la capacità di “pensare per categorie”; questo permette all'Acquario di abbracciare una grande quantità di dati in una visione ampia quanto istantanea, e poi collocarli nel giusto ordine.

All'Acquario manca il 3° Raggio dell’Attività Intelligente, il quale ha come meta l’Adattamento e la realizzazione di piani pratici. Infatti è un Segno d’aria e quindi con la mente vaga in modo superficiale credendo di aver risolto i problemi quando li ha solo pensati. Il compito che gli viene assegnato invece, è di portare le idee in realizzazione sul piano fisico.

Il Simbolo dell'Acquario

Tradizionalmente, il simbolo di questo segno è costituito da due onde parallele e orizzontali. L’onda orizzontale si basa sulla ricerca del desiderio andando dalla valle alla vetta continuamente, passando da una soddisfazione all'altra.

Sul piano evoluto, invece, il simbolo non è più orizzontale, ma verticale e simboleggia la spinta evolutiva per cogliere i doni dello Spirito e la discesa nel mondo per donarli all'Umanità attraverso il Servizio. Le onde sono due vibrazioni energetiche: una va verso l’alto, verso l’Anima; l’altra verso il basso, per distribuire l’acqua all’umanità. In questo caso è un simbolo profondamente scientifico che segna le vibrazioni e le frequenze della coscienza.

Fatica di Ercole collegata al segno: “Le stalle di Augia”

Il Maestro disse ad Ercole: “Undici volte la ruota ha girato ed ora ti trovi davanti ad un’altra Porta. Lungamente hai inseguito la luce che, dapprima, tremolava incerta, crebbe poi per divenire un faro ed ora risplende per te come un sole radioso. Volta ora le spalle a quella luminosità; ritorna sui tuoi passi; torna indietro verso coloro per i quali la luce non è che un punto instabile ed aiutali ad ingrandirla. Dirigiti verso Augia, il cui regno deve essere ripulito da un male antico.”
L’undicesima Fatica vede quindi Ercole dirigersi verso il Regno governato da Augia, una terra che doveva essere ripulita dal letame accumulato da anni.

Il re Augia infatti non aveva mai pulito le stalle dagli escrementi del suo bestiame e così, sia i pascoli, che ogni luogo del suo Regno, erano ricoperti da letame e molte persone morivano per le condizioni tremende che si erano venute a creare.
Ercole propose al Re di ripulire il regno dal letame, senza nessuna ricompensa. Il Re non si fidava di Ercole, si spaventò pensando che questi gli volesse togliere il trono, ma accettò la sua proposta, dicendogli che se fosse riuscito in un giorno a ripulire il regno, gli avrebbe dato un decimo delle sue mandrie, ma se avesse fallito sarebbe morto.

Ercole, girando per il regno, vide due fiumi che scorrevano placidamente. E così gli venne un’idea: riuscì a deviare il corso dei fiumi, in modo da far passare l’acqua nel regno e quindi ripulire le stalle del re. Prima di farlo, per prima cosa abbatté il muro che circondava le stalle, poi vi fece due grandi aperture in senso opposto e v’incanalò le acque.

In questo modo l’acqua portò via tutto il letame e così Ercole riuscì a ripulire tutto in un solo giorno.

Quando Ercole ritornò dal re Augia, questi gli disse che aveva ripulito il regno con un trucco: non era stato lui a ripulire il regno, ma i fiumi. Lo cacciò e non gli diede la ricompensa promessa, ma in questo modo Ercole superò la prova, in quanto era proprio questo il senso della prova da superare.

Ercole tornò dal suo Istruttore, che gli disse: “Sei diventato un servitore del mondo, hai avanzato andando a ritroso; sei venuto alla Casa della Luce calcando un altro sentiero, hai dato la tua luce affinché la luce degli altri potesse risplendere. Il gioiello che l’undicesima fatica ti dona sarà per sempre tuo.”

Da questa Fatica possiamo comprendere come Ercole, dalla vetta della montagna in Capricorno, deve letteralmente discendere nella sporcizia materiale e ripulire le stalle di Augia, che simboleggiano il karma della trascorsa ignoranza e dei passati errori, ovvero il Guardiano della Soglia.

Il significato più profondo della Fatica si centra su tre concetti: il Servizio altruistico, il lavoro di Gruppo, l’auto-sacrificio.
Il Servizio è altruistico quando non lo si svolge come un compito che viene assegnato, ma perché la Coscienza è accentrata non più verso se stessi, ma verso l’altro: Ercole volta le spalle alla luce conquistata in Capricorno e si immerge in un mondo sporco per ripulirlo.

Rispetto al lavoro di Gruppo, possiamo affermare che questo consiste nel rimanere soli spiritualmente, dimenticando i propri affari a vantaggio degli altri. Nella fatica, Ercole compie la ripulitura del regno di Augia dimenticando l’ambizione ed il riconoscimento personale, tanto che il re di Augia non gli fornisce la ricompensa per il lavoro svolto.

Per quanto riguarda l’auto-sacrificio, possiamo affermare che questo implica il Sacrificio del piccolo sé, cioè la personalità: in questa fatica Ercole è di aiuto al bene del mondo e si occupa di ripulire un regno per il bene delle persone che lo abitano.

Personaggio famoso dell’Acquario

Schelling (27 gennaio 1775 – 20 agosto 1854) filosofo tedesco, fu il secondo dei tre grandi esponenti dell’idealismo tedesco, successore di Fichte e predecessore di Hegel.

Nella sua teoria filosofica Schelling, partendo dalla natura, cercò di arrivare allo Spirito, a dimostrazione di come la Gerarchia Spirituale utilizzi ogni strada per condurre l’uomo alla meta. Anche per lui ogni attività umana può essere spiegata soltanto affrontando la dualità di Io e “non-io”.

La dualità non inizia dallo Spirito, ma dalla personalità umana non ancora cosciente dell’Io. Per comprendere questo concetto non bisogna considerare Io e “non-io”, Pensiero e natura, come entità distinte, ma come un’unica realtà che si presenta in modo duale: come un soggetto che cerca di superare i propri limiti e come un oggetto che li pone. Per chiarire meglio questo monismo dualistico egli propose di pensare all’energia come espressione, sia della materia, che dello Spirito: essa non è né materia ne Spirito di per sé, ma l’unione dell’uno e dell’altro in una infinita varietà di forme e forze.

Egli creò una filosofia poetica e religiosa, o meglio una “teosofia”, che suscitò l’ammirazione di Wordsworth e di Coleridge “che lo considerarono uno spirito simile a loro, in lotta per costruire una nuova fede per le anime sopraffatte dalla scienza e affamate di Dio”.

Approfondendo sempre di più la sua visione, egli vide chiaramente la lotta che si svolgeva a livello metafisico fra il bene ed il Male, per favorire o frenare l’evoluzione umana e questo fece di lui il filosofo del Rinascimento: si può riconoscere il suo tentativo in quanto del segno dell’Acquario e come persona illuminata e dedita a Servire per diffondere l’Amore e la Saggezza, che salvano il mondo.