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Meditazione del Plenilunio in Sagittario (23 novembre - 21 dicembre)

Significato del Segno del Sagittario

Motti

“Si cerchi il cibo” (Ordinario)
“Vedo la meta, la raggiungo e ne scorgo un'altra” (Evoluto)

Insieme a Leone ed Acquario, il Sagittario è un Segno peculiarmente umano. In modo particolare, questi tre Segni sono collegati ai tre aspetti: corpo, Anima e Spirito.

Il Sagittario è il segno dell’Aspirante che deve imparare a stare in silenzio e ad usare il pensiero in modo creativo.

Il Segno del Sagittario è l’opposto polare dei Gemelli, in quanto riesce a sintetizzare la dualità tipica dei Gemelli. Le forze in conflitto sono potenti in questo Segno di Fuoco, specie quando si tratta di un discepolo, perché è connesso alla comparsa dell’umanità sulla Terra e perché quando la Gerarchia Spirituale iniziò il suo lavoro sul nostro pianeta, il Sole era in Sagittario.

È uno dei segni più amabili dello zodiaco. Rispetto al motto ordinario, si può dire che i Sagittari amano mangiare non solo su un piano fisico, ma anche su quello emotivo e mentale.

I nativi di questo segno amano infatti parlare in abbondanza, sono persone sportive, spiritose, di compagnia, sono sinceri e franchi fino alla durezza che spesso diventa indice di indelicatezza e insensibilità e riescono a fare del male con assoluta buona volontà. Sono distaccati ed indipendenti, amici leali e coniugi fedeli.

Sul piano evoluto i nativi del Sagittario sono di animo nobile, sono molto generosi, ottimisti, solari, allegri, idealisti e vedono la verità come un tutto; tendono all’universalità e hanno uno spiccato senso di giustizia che li rende sensibili ai problemi dell’umanità ed alle grandi utopie idealistiche.

Raggi e Pianeti

È governato dal IV°, V° e VI° Raggio. I suoi reggitori planetari sono Giove che gli porta il senso dell’abbondanza del II° Raggio, la Terra che gli porta il III° Raggio e Marte il VI°, spingendo l’Umanità alla lotta basata sull’ideale.
Il Sagittario appartenente alla Croce Mobile, manca completamente del VII° Raggio ossia dell’ordine e della disciplina.

Il Simbolo del Sagittario

Sagittarius è spesso raffigurato come un arciere su un cavallo bianco, e lo studio del senso di questo simbolo rivela grandi dosi d’insegnamento interiore.

Ai tempi degli Atlantidei, il segno era sovente rappresentato con un Centauro — l’animale favoloso metà uomo e metà cavallo.

L’antico simbolo del Centauro stava per l’evoluzione e lo sviluppo dell’anima umana con le sue mete umane, il suo egoismo, la sua identificazione con la forma, i suoi desideri e aspirazioni.

L’Arciere sul cavallo bianco, che è il simbolo più ariano di Sagittarius, significa l’uomo orientato verso una meta precisa, che domina la natura animale.

Nota fondamentale del Centauro è l’ambizione. Quelle di Sagittarius sono l’aspirazione e la direzione, che entrambe esprimono mete umane, l’una però è della personalità, l’altra dell’Anima. Dall’ambizione all’aspirazione, dall’egoismo a un forte desiderio di impersonalità, dall’interesse accentrato nel sé individuale — in Leo — alla concentrazione propria del discepolo in Sagittarius e quindi all’iniziazione in Capricornus.

È degno di nota il fatto che il simbolo astrologico che oggi è sovente usato per Sagittarius è una semplice freccia, con un frammento di arco.

L’enfasi della vita umana odierna non verte più sui fatti oggettivi e fisici ma su un punto focale interiore, che varia dalle molte fasi dell’ambizione astrale o emotiva all’aspirazione spirituale, dalle attività della mente inferiore volta a interessi egoistici alla sua illuminazione ottenuta con la concentrazione sull’Anima.

Un antico catechismo, che tutti i discepoli devono imparare, pone queste domande, e fornisce queste risposte:

Dov’è l’animale, o Lanoo? - Dov’è l’uomo?
Sono fusi in uno solo, o Maestro della mia Vita. I due sono uno. Ma entrambi sono spariti e non resta altro che il fuoco intenso del mio desiderio.
Dov’è il cavallo, il cavallo bianco dell’anima? Dov’è il suo cavaliere, o Lanoo?
Andati verso la porta, o Maestro della mia Vita. Ma qualcosa si affretta fra i pilastri di una porta aperta - qualcosa che io stesso ho liberato.
E che ti resta, o saggio Lanoo, ora che due diversi cavalli ti hanno lasciato e il cavaliere, distaccato, è libero? Cosa rimane?
Nient’altro che l’arco e la freccia, o Maestro della mia Vita, ma bastano, e quando verrà l’ora, io, il tuo Lanoo, seguirò veloce la freccia che avrò lanciato. Ho lasciato i cavalli al cancello, poiché non mi servono più. Entro libero, recupero la freccia che ho lanciato e corro sulla mia via da una porta all’altra, e ogni volta la freccia vola avanti”.

Per queste ragioni, le note fondamentali di Sagittarius sono cinque:

  1. Dualità fuse assieme: il Centauro
    Dualità staccate: l’Arciere a cavallo
    Libertà, o “unicità d’intento”: l’Arco e la Freccia
  2. Ambizione umana che sfocia poi nell'aspirazione spirituale
  3. Una limpida freccia di luce, atteggiamento del discepolo impegnato, intuitivo e concentrato
  4. La “freccia tornante dell’intuizione” come talvolta viene detta. Infatti, è l’aspirazione che torna, a chi l’ha scoccata, come dardo di intuizione. Sagittarius è uno dei segni dell’intuizione, ché questa sola conduce l’uomo ai piedi del monte dell’iniziazione in Capricornus
  5. Idealismo, cioè capacità di cogliere la visione e dirigersi ad essa. È l’opera di Marte, che esprime il VI Raggio.

Lampi di luce rischiarano i problemi; si ha una visione lontana ma raggiungibile; si comincia a risalire dai bassi livelli toccati in Scorpio e si scorge la montagna, in Capricornus, che si sa di dover scalare. Non si procede più al buio, poiché si vede ciò che si deve fare e quindi il progresso è rapido e percorre veloce la Via.

“Si vola da un punto all’altro cercando le frecce che si sono scoccate”.

In senso figurato, si deve continuamente scendere dal cavallo bianco (la personalità sviluppata e purificata) e scoprire dove la freccia dell’aspirazione intuitiva ci conduce; si vola “sulle ali dell’Anima” (notate il rapporto con Mercurio dal piede alato, messaggero degli Dei) e si diventa, nella personalità, quel Dio alato: come sapete, Mercurio regge Gemini, opposto polare di Sagittarius.

Egli continua a fare ciò finché fra Anima e personalità non esista un rapporto equilibrato, e si sappia vivere come l’una o l’altra in qualsiasi momento e con eguale facilità (A.A. Bailey, Trattato di Astrologia Esoterica, 175, 176, 177).

Fatica di Ercole collegata al segno: “L’uccisione degli uccelli di Stinfalo”

Ercole doveva oltrepassare la nona porta ed il Maestro gli disse di andare a liberare la palude di Stinfalo dove erano presenti degli uccelli devastatori.

Le parole del Maestro che accompagnarono Ercole durante la prova furono: “La fiamma che brilla oltre la mente rivela la giusta direzione. Questo è il compito che ti aspetta”.

Allora Ercole, si mise in cammino, cercò a lungo ed infine giunse a Stinfalo. Innanzi a lui si stendeva un fetido pantano dove una moltitudine d’uccelli gracchiava orribilmente.

I grossi uccelli dall’aspetto orripilante e feroce, avevano ognuno un becco di ferro, affilato come una spada. Le loro penne sembravano delle aste d’acciaio, come anche i loro artigli, erano affilati e forti.

Tre uccelli, scorgendo Ercole, si precipitarono su di lui. Egli rimase fermo e respinse l’attacco con la sua pesante clava e uno di questi, colpito, cadde sulla schiena emettendo un suono metallico, mentre gli altri due si allontanarono.

Ercole rimase a guardare il pantano, riflettendo su come avrebbe potuto liberare quel posto da quegli uccelli predatori. Escogitò vari sistemi. Inizialmente tentò di colpirli con una pioggia di frecce, ma troppo pochi ne rimasero uccisi rispetto all’enorme massa che si sollevò in nuvole tanto fitte da oscurare il sole. Pensò allora di sistemare delle trappole nel pantano, ma ciò significava che nessuna barca e nessun piede umano avrebbero potuto attraversare lo stagno. Ercole fece una pausa. Gli vennero allora in mente le parole del Maestro e riflettendo a lungo, ebbe una geniale intuizione.

Aveva due grossi piatti d’ottone che, battendoli assieme, davano un suono stridente e intollerabile, un suono così aspro e penetrante che avrebbe spaventato anche i morti. Ercole stesso, non potendovi resistere, si tamponò le orecchie.

Al crepuscolo, quando la palude si riempì di un’enorme quantità di uccelli, Ercole ritornò e batté fortemente i piatti tra loro più e più volte.

Disorientati e disturbati da un rumore così mostruoso, gli uccelli predatori si sollevarono in aria sbattendo selvaggiamente le loro ali metalliche e lanciando rauche strida di spavento. La vasta nube d’uccelli fuggì in fretta, per non fare mai più ritorno.

Quando Ercole fu di ritorno, l’Istruttore lo salutò dicendo: “Gli uccelli assassini sono stati cacciati via. La fatica è compiuta.”

Il Sagittario è chiamato in alcuni antichi libri di astrologia “Il segno del Silenzio”. Come sappiamo, in antichità il neofita doveva sedere in silenzio, non poteva né camminare né parlare; egli doveva osservare, in quanto non è possibile entrare nel Regno dei Cieli e scalare la montagna del Capricorno fino a che non si è imparato a parlare poco ed a controllare il pensiero.

Possiamo affermare che la lezione del Sagittario è la limitazione nel parlare mediante il controllo del pensiero; tale affermazione ci indica che dopo esserci limitati a parlare di cose futili, occorre imparare a limitarsi anche a parlare di cose Spirituali; infatti, occorre riuscire a comprendere cosa non è utile dire della vita dell’Anima e cosa non è utile dire a persone che non sono pronte.

Nella fatica, la palude è il simbolo della mente e delle emozioni ancora non governate, dove regnano “uccelli assassini”. Ercole, in maniera simbolica, scopre che pur essendo un aspirante ed avendo superato la prova in Scorpione, ha nella sua mente ancora pensieri e parole (gli uccelli) che possono recare danno ad altri.

Possiamo quindi dedurre, dalla Fatica del Sagittario, che ognuno di noi è chiamato ad allontanare e scacciare gli uccelli dai pantani e farli risalire nell’aria pura dove possiamo vederli e sopraffarli. È solo in questo modo che la mente si disciplina e si educa.

Personaggio famoso del Sagittario

“La musica è la mediazione tra la vita intellettuale e la vita”. Questa affermazione fatta da Ludwig van Beethoven (16 Dicembre 1770 - 26 Marzo 1827) spiega molto bene la funzione che egli ebbe nell’evoluzione degli uomini.

Se il Piano prevedeva che il raffinamento delle emozioni facesse un passo avanti, occorreva trovare un medium idoneo allo scopo. Qual era lo strumento più potente e più facilmente accettabile dagli uomini, se non la musica?

Con la sua musica, Beethoven pose le basi perché si potessero sviluppare le prime condizioni per una vera comprensione fra gli esseri: in altri termini, umanizzò l’umanità! Con una forza michelangiolesca aprì le porte alle frustrazioni, alle repressioni emotive e psicologiche ponendo così le basi per il formarsi della moderna scienza della psicoanalisi, che avrebbe portato rivelazioni sconvolgenti nelle terapie del futuro.

Pur tormentato dai mali fisici, egli cercò sempre di rimanere fedele al principio che si era posto: ”Fare del bene ogni volta fosse possibile, amare la libertà sopra ogni altra cosa, non rinnegare mai la verità, anche davanti al trono”. Nel suo testamento lasciò scritto: “Oh Dio, tu che guardi nell’interno dell’Anima mia e lo sai, sai che l’amore per l’uomo e la volontà di fare il bene vivono in lei”. Fino alla morte cercò di trasmettere all’umanità il sublime messaggio della gioia raggiunta attraverso il dolore, che concretizzò nel famoso “Inno alla gioia”.

Lo slancio e l’idealismo del Sagittario, dunque, si espressero in lui attraverso la composizione di una musica che è ancora in grado di trasmutare le energie emotive, portandole dal Plesso Solare al Cuore, consacrando l’unione del Cuore con lo Spirito.