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Meditazione del Plenilunio in Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)

Significato del Segno della Bilancia

Motti

"E la parola disse: Scegli!” (Ordinario)
“Scelgo la via che passa fra i due grandi campi di forza” (Evoluto)

Il motto indica “scegli” perché le scelte riguardano proprio l’esperienza che la Bilancia deve compiere sul piano ordinario. La vita mette i nativi del segno sempre in situazioni in cui devono decidere; per queste persone, infatti, fare delle scelte è una cosa tremenda, tanto che impiegano tantissimo tempo prima di compierle (Marte, il pianeta dell’azione, è infatti in esilio). L’obiettivo per la Bilancia è la continua ricerca di un equilibrio, di un’attenta valutazione e della giusta parità fra gli opposti, per cui la sfida è proprio quella di riuscire a creare questo equilibrio con un’attività creativa triangolare, trovando cioè il terzo punto equilibrante nella vasta dualità della vita.

Se paragoniamo questa funzione al respiro, la Bilancia corrisponde all'Interludio, alla fase di sospensione; è il segno del crinale tra ciò che è ordinario e ciò che è evoluto. Per questo è il segno delle scelte, della necessità di lasciare andare il passato e tutto quello che appartiene alla Vecchia Era, accogliendo i nuovi valori dell’Acquario.

In questo segno, inizia il Sentiero Spirituale sul piano mentale e si comincia a vedere la meta alla quale dovrà poi giungere il discepolo. Si tratta di un sentiero sottile come la lama di un rasoio, che passa tra le coppie di opposti e che per essere seguito senza pericolo, richiede la capacità di usare la mente in modo equilibrato.

Il nativo della Bilancia tende continuamente a vacillare e poi a squilibrarsi; infatti, il lavoro che deve fare è molto delicato. Egli infatti non dovrebbe mai irritarsi o arrabbiarsi, soprattutto in famiglia, che è il luogo principale della prova.

Sul piano più evoluto, i nativi della Bilancia, acquisiscono equilibrio, giustizia, condotta rettilinea, capacità di mediazione e possono arrivare anche alla Saggezza.

Raggi e Pianeti

La Bilancia si esprime essenzialmente attraverso il 3° Raggio e il Governatore Planetario del 3° Raggio è Saturno, che nella Bilancia trova tutta la sua esaltazione. E’ sui piatti della bilancia che il Signore del Karma esegue al meglio il suo compito; infatti Saturno viene anche chiamato “Il Grande Giudice”: agisce con molta severità quando le Leggi della Vita vengono infrante, ma è altrettanto gratificante quando esse vengono applicate con Amore e Giustizia.

Venere e Urano sono i suoi reggitori planetari, rispettivamente ordinario ed esoterico, e da questi la Bilancia riceve il 5° e il 7° Raggio.
Essendo un segno che fa parte della Croce Cardinale, la Bilancia riceve gli influssi anche del 1°, del 4° e del 6° Raggio.

E’ questo il motivo per cui alla Bilancia manca il 2° Raggio ed è per questo si dice che la Bilancia sia incapace di amare veramente, perché lo fa per dovere, in quanto i suoi sentimenti sono incostanti e oscillanti. La Bilancia ama perché così le hanno detto di fare, mentre deve imparare ad amare come atto spontaneo che nasce da se stessi.

Il Simbolo della Bilancia

Il simbolo della Bilancia è costituito da due linee, di cui una orizzontale, in basso, sormontata da una linea che ricorda l’Omega greco, l’ultima lettera dell’alfabeto. L’Omega rappresenta la fine di un ciclo, ma anche la ciclicità della vita.

Questo simbolo sembra richiamare la funzione della Bilancia, che è quella di fare da spartiacque tra una fase e l’altra, tra le quali trovare un equilibrio.

Vergine, Bilancia e Scorpione sono una triade molto esoterica; all'inizio costituivano un unico segno rappresentato dell'AUM, che si usava per creare. È stato separato in Atlantide (all'inizio, in Lemuria i segni erano 8) e la Bilancia è stata posta come segno di equilibrio tra Vergine e Scorpione.

Fatica di Ercole collegata al Segno: “Il cinghiale di Erimanto”

Colui che presiede la Camera del Consiglio del Signore pensò che Ercole avesse bisogno di una nuova prova per acquisire Equilibrio, Stabilità e Sano Giudizio.

Il Maestro allora si avvicinò ad Ercole e gli disse: “Vai, figlio mio, cattura il cinghiale selvaggio; salva un paese devastato, ma prendi tempo per mangiare”.

Apollo aveva donato ad Ercole un arco nuovissimo, ma Ercole per paura di uccidere, memore di quello che era accaduto durante la scorsa prova, non portò con sé l’arco. Ercole, così disarmato, portò con sé solo la sua clava e iniziò a salire per la montagna in cerca del cinghiale. Mentre cercava ed osservava scene di terrore e paura incontrò Folo, un suo amico che faceva parte dei centauri e si dimenticò della sua missione.

Folo invitò Ercole ad andare a spillare una botte di vino che non era la sua. Tale botte, infatti, era stata data dagli dei ai centauri ed era stato loro ordinato di aprirla tutti insieme: la botte quindi apparteneva al gruppo.

Ercole e Folo aprirono ugualmente la botte e festeggiarono facendo baldoria chiamando con loro anche Chirone, un altro centauro. I tre fecero molto baccano ed altri centauri, da lontano, si accorsero di questo; iniziò così un duro combattimento ed Ercole diventò nuovamente messaggero di morte. Uccise i due amici con cui aveva bevuto, lasciando tramortiti gli altri centauri e riprese la sua ricerca del cinghiale.

Ercole salì in alto sulla montagna, fino alle nevi, senza trovare il cinghiale. Intanto il tempo passava ed Ercole decise di mettere una trappola e di attendere nell’oscurità della notte la venuta del cinghiale. Passata la notte, finalmente, il cinghiale uscì dalla sua tana, spinto dalla fame e cadde nella trappola.

Ercole liberò subito il cinghiale per vincerlo con le sue forze e, attraverso un combattimento, lo domò.

Ercole allora cominciò a ridiscendere la montagna, spingendo davanti a sé il cinghiale ormai domato e tenendolo per le zampe posteriori. Ercole rideva nel vedere quella scena, come anche chi lo incontrava e lo vedeva avanzare con il cinghiale.

Così Ercole superò anche la settima prova e tornò dal suo Maestro di vita.

Colui che presiedeva la Camera del Consiglio del Signore disse: “La lezione del vero equilibrio è stata appresa. Ora rimane ancora una lezione. Alla nona Porta devi incontrare di nuovo il centauro, per conoscerlo e comprenderlo bene”.

E il Maestro disse: “La settima fatica è compiuta, la settima Porta è superata. Rifletti sulle lezioni del passato; rifletti sulle prove, figlio mio. Due volte hai ucciso quelli che dovevi amare. Impara il perché”.

Sull'interpretazione simbolica della fatica, nel catturare il cinghiale di Erimanto, Ercole prima beve in compagnia di Folo, cercando e trovando, nell'euforia del convivio, il piacere: il fermarsi a bere rappresenta tutti coloro che necessariamente devono liberarsi dei piaceri, prima che possa essere intrapreso il grande compito del dominio di se stessi, rappresentato dalla cattura del cinghiale.

La morte di Folo rappresenta le tragedie o le improvvise catastrofi che spesso accadono nella vita piacevole dei nati in Bilancia, che sono una necessità per lo sviluppo dell’Anima. Senza questo tipo di tragedie, le potenzialità della Bilancia rimangono dormienti. Del resto, i nati in Bilancia intraprendono il loro viaggio dopo la fine dell’estate, in un periodo in cui inizia l’oscurità e la personalità incontra maggiori difficoltà.

Altro elemento, è il fatto che Ercole non usa la forza per catturare il cinghiale, ma prepara una trappola e attende che l’animale vi cada da solo. La Bilancia evita uno scontro diretto, per non consumare le forze più del necessario ed Ercole, cerca di raggiungere i suoi fini gentilmente, senza coercizione.

Ercole suscita ilarità in se stesso e nelle persone che incontra, afferrando le zampe posteriori del cinghiale e obbligandolo a camminare con quelle anteriori, giù per la montagna. L’abilità dei nati in Bilancia è proprio quella di trovare soluzioni insolite e percepire il valore dell’incongruo. Alterando la prospettiva, molte delle terribili esperienze della vita si possono trasformare tramite un umorismo benefico.

Inoltre, la pittoresca descrizione del modo con cui Ercole trascina il cinghiale, tenendolo per le due zampe posteriori, è una rappresentazione simbolica dell’Anima che dirige il corpo ancora maldestro.

Riferimenti nell'Arte

Le immagini del segno, rappresentato spesso come una donna che ha in mano una bilancia in equilibrio, sono state utilizzate numerosissime volte nella storia dell’Arte, in associazione con le rappresentazioni del mese di settembre. Riportiamo qui di seguito un’immagine di una miniatura medioevale, che affianca la Bilancia all'immagine di un uomo impegnato a pigiare dell’uva, tipica attività autunnale. Secondo alcune interpretazioni, la Bilancia in equilibrio rappresenterebbe anche il fatto che cade in questo segno l’equinozio di autunno, momento dell’anno in cui le ore di buio equivalgono esattamente alle ore di luce.

 

Personaggio famoso della Bilancia

Approfondiremo il pensiero di Friedrich Nietzsche, famoso filosofo dell’800, nato sotto il segno della Bilancia.

Il suo pensiero può essere sintetizzato come segue:

  • Non esiste alcuna verità fondamentale
  • La storia umana non ha alcun fine o piano, ma è solo un gioco di forze mosse dalla volontà di potenza a scopo di potere
  • Negò il razionalismo ed esaltò la razionalità
  • Sposò la teoria del superuomo che simboleggia l’età moderna che si rivolta contro la religione, la trascendenza, il padre, l’autorità e la legge
  • Svalutò tutti i valori mettendo in discussione la stessa autonomia del discorso etico.

La morale per Nietzsche è solo una prigione, per lui tutto ciò che accresce la volontà di potenza e l’affermazione della vita della personalità è bene, anche quando la bestia dell’uomo si scatena, perché sono gli istinti naturali e normali dell’uomo. In tal modo esaltò la personalità potente che vide come la meta della vita; di conseguenza si oppose ai valori della Coscienza e dell’Amore.

Egli pose come fine dell’uomo il Nulla e di conseguenza pose una non morale basata sul rovesciamento dei valori tradizionali.

Da quanto detto possiamo notare come lo sbilanciamento dei nati sotto il segno della Bilancia possa portare ad un capovolgimento dei valori ed ad una visione del tutto parziale della vita e dell’evoluzione.