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Meditazione del Plenilunio in Vergine (24 agosto - 22 settembre)

Significato del Segno della Vergine

Motti

“E la parola disse: Che la Materia governi” (Ordinario)

"Sono la Madre e il Bambino. Sono Dio e sono la Materia” (Evoluto).

Il segno della Vergine sviluppa e raggiunge una coscienza profondamente legata alla creazione. Nel motto evoluto è racchiuso l’aspetto creativo della divinità, che fonde l’essenza e la sostanza per dare vita ai figli sul piano materiale e spirituale.

Simbolo di profondità, di quiete, di tenebre, di calore e di purificazione attraverso il superamento dell’egoismo, la Vergine è vista anche come “grembo del tempo” dove matura il disegno divino. E’ quindi un segno legato alla gestazione rispetto alla nascita della nuova Coscienza Cristica e della nuova civiltà.

La Vergine è un segno molto importante e pieno di Bellezza quando è vissuto con la consapevolezza del suo scopo e quando non prevale Mercurio con il suo criticismo.

La tendenza della Vergine, infatti, è di essere focalizzata soprattutto su se stessa, spesso concentrata sulla nota critica, sui dettagli e minuzie ed è al contempo, molto portata all'analisi concreta. Per queste sue caratteristiche la Vergine sperimenta crisi moderate, ma possenti.

Tra le qualità evolute della Vergine emerge la ragionevolezza, che è un dono che offre agli altri, insieme alla purezza ed alla castità del corpo e della mente; la Vergine è per naturale inclinazione, calma, paziente e pacata, magnetica e discriminativa, gentile, sincera, intuitiva, sensibile e molto saggia.

Ciò che spinge il segno della Vergine evoluta è un desiderio di perfezione, non più legato a manie personali, ma al raggiungimento della Coscienza Cristica.

Raggi e Pianeti

La Vergine ha il 2° Raggio dell’Amore e della Saggezza e il 6° Raggio dell’Idealismo e della Devozione; i suoi reggitori e la Croce Mobile portano anche il 1°, il 3°, il 4° e il 5° Raggio: è mancante del 7° Raggio. Questo può sembrare strano in quanto, solitamente, gli individui di questo segno non sopportano il disordine, ma il loro è più un formalismo e una pignoleria, non è quindi la coscienza della creazione per portare ordine nella vita. La Vergine ha infatti il compito di sviluppare il 7° Raggio, per imparare l’ordine, inteso nel senso di creare ordine al di là di se stesso, per il bene degli altri.

I Reggitori Planetari sono Mercurio e la Luna. Mercurio governa sul piano exoterico, è figlio della mente, è responsabile della critica e nota tutti i particolari. E’ governato dalla Luna sul piano esoterico, che vela Urano, che ha il compito di trasformare fino alla Coscienza Cristica. Il governatore Gerarchico è Giove.

Il Simbolo della Vergine

Nella più remota antichità, la Vergine e lo Scorpione erano un solo segno, che formava la parola sacra AUM, utilizzata per creare la forma materiale. Quando la creazione fu compiuta, i due segni furono divisi, per invertire la tendenza verso la materia, e fra di loro fu posta la Bilancia, segno di equilibrio e bilanciamento.

La parte destra del simbolo, che pare essere ripiegata per proteggere e contenere, ricorda la funzione più evoluta della Vergine: contenere la Divinità nel proprio grembo, e nutrire il Cristo Bambino, proteggere, nutrire e rivelare la realtà Spirituale nascosta. Un altro modo di rappresentare la Vergine, infatti è quello di una fanciulla con in mano una spiega di grano (nutrimento).
Nella parabola del Cristo “dei pani e dei pesci”, è simboleggiato l’asse Vergine-Pesci (il loro collegamento è richiamato anche dal simbolo).

 

Fatica di Ercole collegata al Segno: “Il cinto di Ippolita”

Nella fatica della Vergine, la parola risuonò dicendo: “Sorgi, o Ercole, passa per la sesta grande Porta”.

La prova da superare non fu spiegata ulteriormente, ed Ercole partì subito per raggiungere il regno della regina Ippolita, che regnava su tutte le donne del mondo allora conosciuto.

In quel regno non vi era un solo uomo e le donne, che erano delle guerriere, nel tempio della luna adoravano il dio Marte.

Le guerriere erano nel recinto del tempio, tornate dall’annuale visita alle dimore degli uomini e attendevano la parola di Ippolita, che portava il cinto donatole da Venere, simbolo dell’unione conquistata con il conflitto, della maternità e del sacro Bambino.

La regina disse alle sue guerriere che la parola di Dio aveva ordinato di donare il cinto ad Ercole e chiese loro cosa avrebbe dovuto fare. Appena terminato, una voce avvisò che Ercole era già arrivato.

Mentre Ippolita stava offrendo il cinto ad Ercole, simbolo dell’unione, del sacrificio e della fede, Ercole afferrò il cinto e la uccise.

Si udì una voce: “Figlio mio, perché uccidere ciò che è necessario, vicino e caro? Perché sopprimere colei che ami, la dispensatrice di doni, la custode del possibile? Perché uccidere la madre del Sacro Bambino? Di nuovo dobbiamo segnalare un insuccesso. Di nuovo non hai compreso. Riscatta questo momento, prima di cercare di rivedere il mio volto".

Sappiamo poi che Ercole salvò, subito dopo, una fanciulla, Esione, dalle fauci di un mostro, con grande coraggio e abnegazione; il Maestro allora disse: “La sesta fatica è compiuta. Hai ucciso chi ti amava e, benché incompresa e misconosciuta, ti aveva dato l’amore e il potere che ti erano necessari. Hai salvato chi aveva bisogno di te e di nuovo i due sono uno. Pondera in modo nuovo sulle vie della vita; rifletti sulle vie della morte. Và e riposa, figlio mio".

La Bailey fa notare che questa fatica non fu descritta ad Ercole, come negli altri casi, ma la Parola ha risuonato tra le amazzoni, che dovettero affrontare a loro volta una prova.

Esse dovevano infatti passare dall'adorazione della materia e della forma (rappresentata dal tempio della luna) e dal conflitto (espresso dall'adorazione di Marte), all'Amore che fa sacrificio di sé.

Questa Fatica suggerisce intuitivamente la prova da affrontare nel rapporto tra maschile e femminile: la funzione femminile è quella di fare completo sacrificio di sé, sostenendo con tale sacrificio la dimensione maschile, che a sua volta apre il Cuore attraverso il dolore ed esprime il meglio di sé.

Ercole, infatti, non comprese la prova finché non si dedicò anima e corpo a salvare, disinteressatamente, un’altra donna. La Coscienza Cristica è infatti la realizzazione dell’Amore come donazione di se stessi, comprendendo, invece di criticare, andando oltre l’istinto egoistico della personalità.

Riferimenti nell’Arte

Riportiamo un bassorilievo presente nella chiesa di Sant'Austremonio, a Issoire, in Francia, che rappresenta la Vergine con una spiga in mano. La Spiga, associata frequentemente alla Vergine è un riferimento alla Spica, la stella più luminosa della costellazione della Vergine. La Bailey spiega che “Cristo nacque a Betlemme, che significa "la casa del pane”. Noi diciamo: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, la manna, il pane che viene dal cielo o il pane e il vino della Comunione. Questa simbologia del pane la troviamo lungo tutto l’Antico e il Nuovo Testamento e anche oggi il nostro grande problema economico è quello di dare pane, simbolo di nutrimento, ad un mondo affamato: pane per il corpo e pane per coloro che hanno fame e sete di giustizia. Tutto ciò fa parte della funzione nutritiva della madre del mondo, che nutre la forma ed anche la coscienza del Cristo latente in essa” (A. Bailey, Le Fatiche di Ercole, ed. ingl. 58).

Personaggio famoso della Vergine

John Locke (Wrington, 29 agosto 1632-Oates, 28 ottobre 1704) è stato un importante filosofo britannico della seconda metà del Seicento ed è considerato il padre dell'empirismo moderno e dell'illuminismo critico.

Locke concepisce l’uomo libero seguendo le idee puritane, secondo le quali l’individuo è padrone della propria persona e dei prodotti delle proprie capacità personali ed è titolare del diritto naturale alla vita, della libertà ed della proprietà acquisita tramite il suo lavoro.
Per questo, Locke pensava fosse utile anche la punizione per chi oltraggiasse questi diritti, non però con l’uso della forza, assoluta o arbitraria, ma con una risposta adeguata a ciò che la ragione indica come proporzionale all’offesa subita.


Egli appoggia il sistema capitalistico anche quando sfrutta le risorse naturali, sostenendo la separazione tra il mondo degli affari e l’economia familiare.
Locke non riconosceva la Legge di Rinascita, in quanto affermava che non esistono idee innate e che, se queste non esistono, allora non esistono neanche verità e principi etici innati. Secondo tale filosofo solo l’esperienza può scrivere sul foglio bianco della mente.

Sembra che nel pensiero di Locke, malgrado gli importanti postulati e valori da lui portati, abbia vibrato fortemente il motto ordinario della Vergine: “Che la materia governi” e il suo pensiero sembra rappresentare la massima espressione della mente formale e duale.