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Il Servizio: azione verso il Bene Comune

A cura di: Eugenio D. Sepe e Eulalia A. Onorati *

Premessa

"In generale, il servizio può essere definito come un'attività o una serie di attività di natura più o meno intangibile, che ha luogo nell'interazione tra cliente e impiegato e/o sistemi del fornitore del servizio, e che viene fornito come soluzione ai problemi del cliente".
Proviamo a fare una prima sintesi tra le diverse accezioni:

1. Servire, in quanto essere Servo di un Signore, o Padrone
2. Servente, in quanto clistere (ripulitura)
3. Sero: annodo, connetto
4. Seirà: corda che collega, o imprigiona
5. Servare: conservare, custodire
6. Server: custodire e connettere
7. Servo per i Romani: famiglio (parente acquisito)
8. Servitù: iura in re aliena.

Pertanto, il Servizio può essere inteso da due prospettive fondamentali:

  1. quella della visione di personalità, dove il servizio è un'oppressione, una corda che costringe, rispetto alla quale l'unica Libertà è uscire dal giogo del padrone, anche con violenza (vedi Idealisti fanatici), per autodeterminarsi ed imporre le proprie leggi (ideologia), o per indebolire quelle esistenti (anarchia).
  2. quella della visione della Coscienza, che si accorge di avere, di fronte a sé, due forze opposte e di dover superare il dominio dei desideri della personalità, per orientare la propria vita, sul piano dei valori.

L’evoluzione della Coscienza umana

Nella fase evolutiva attuale, occorre che ogni Coscienza Umana possa esprimersi e svilupparsi liberamente, seguendo la propria Necessità Evolutiva. Laddove ciò non accade e, soprattutto, se una Coscienza è vincolata ad una visione ristretta e particolare, c'è una prigione.
Consideriamo che ogni Forma costituisce una prigione, per la Coscienza: è come un muro che ne limita la visione. Infatti, ogni situazione che mantiene una Coscienza vincolata ad un sistema di codici rigido e non oltrepassabile, che impedisce di esplorare liberamente i rapporti e di scegliere il flusso di pensiero con il quale nutrirsi, è una prigione, dalla quale liberarsi ad ogni costo.
In alcuni casi, la Coscienza è in prigione, ma è così abituata a quello stato di detenzione, che manca una reale consapevolezza: si coglie solo dalla profonda tristezza dello sguardo.
Si tratta di Coscienze che sono abituate alla prigione e non hanno mai provato ad oltrepassare il muro, per impossibilità reale, o per uno stato di rassegnazione.
Laddove, invece, la Coscienza si rende conto della limitazione che la imprigiona, scatta immediatamente un processo di liberazione, teso a superare il muro della prigione: è un "istinto spirituale" che va sostenuto in ogni ambiente.

La Coscienza Umana, a differenza dell'embrione di Coscienza animale, è in grado di riflettere su se stessa e sulla sua possibilità di espressione.
Pertanto, una delle forme di Servizio più utili, in questo momento di passaggio tra le due Ere, dall’Era dei Pesci all’Era dell’Acquario, è data dalla possibilità di sostenere l'espansione della Visione delle Coscienze con cui entriamo in contatto: a volte, basta un libro, la condivisione di un'Idea, o il racconto di un'esperienza. In altre occasioni, occorre un rimando sulla limitatezza della forma nella quale la Coscienza è imprigionata: infatti, l'impulso alla Luce è un istinto di ogni Coscienza, a volte occorre solo stimolarlo ad emergere dal torpore dell'identificazione con la forma.
Rispetto a noi stessi, può rivelarsi utile avviare una riflessione sulle abitudini quotidiane che limitano silentemente l'espansione della Coscienza.
Possono esistere, ad esempio, delle abitudini quotidiane con le quali ci identifichiamo solo perché le abbiamo sempre trovate negli ambienti frequentati, come il fumo, o l'uso di parole grossolane.
Possono anche esserci abitudini quotidiane che riteniamo piacevoli, o comode, o abitudini che semplicemente costituiscono un riferimento quotidiano da tanti anni e per questo non le modifichiamo.
Se intendiamo realmente crescere, la Coscienza deve valutare, un po' alla volta, ogni abitudine di personalità e sceglierla consapevolmente, in base alla reale Necessità Evolutiva.
Infatti, ogni abitudine è una forma, che consente l'espressione di un aspetto della nostra Coscienza: quando compiamo dei passi evolutivi, è naturale modificare le nostre abitudini.
Se questo graduale processo di trasformazione rallenta, o lascia alcune abitudini immutate, avviene un processo di cristallizzazione, che impedisce alla Coscienza l'espressione di alcuni aspetti, più elevati di quelli attuali.

I 6 passi verso il Servizio

I 6 principali passi sequenziali di realizzazione del Servizio sono i seguenti.

  1. La Facoltà di Discriminare, che consente all’individuo di rendersi conto del proprio posto, nel sistema più ampio, di valutare con prudenza le proprie capacità mentali e intellettuali e la portata del proprio corredo emozionale e fisico, in modo da impegnarsi nel compiere la sua parte nel sistema.
    Per realizzare un Servizio verso il Bene Comune, è necessario che l’individuo sappia conservare e risparmiare le sue forze fisiche, in modo da essere sempre disponibile per eseguire ciò che la situazione richiede e per poter rispondere, con la dovuta forza ed energia, alla domanda che gli viene posta, su qualsiasi livello esso sia.
  2. Segue il giusto controllo del corpo fisico. È importante imparare a risparmiare le proprie forze fisiche, in modo da essere sempre in grado di eseguire ciò che la situazione richiede. Per questo è necessario un riposo sufficiente e le giuste ore di sonno, è utile alzarsi presto e andare a dormire a un’ora conveniente, è anche importante rilassarsi appena possibile; cibarsi di alimenti sani e adatti ed astenersi da pasti pesanti.
  3. Il passo successivo comprende la cura e il controllo del corpo emozionale che, come sappiamo, è il veicolo più difficile da disciplinare: è importante coltivare serenità, stabilità, una gioiosa fiducia che può caratterizzare la sua attitudine abituale. In lui non alberga alcuna gelosia, nessuno stato di grigia, cupa depressione, né avidità o autocommiserazione ma, realizzando che tutti gli uomini sono fratelli, e che tutto ciò che è esiste per tutti, procede con calma per la sua via.
  4. Segue poi lo sviluppo del veicolo mentale, che il servitore deve “addestrare” in modo che sia privo di colore, che abbia una vibrazione calma e sia limpido e trasparente come un «piccolo lago in un calmo giorno estivo»
    Nell’adattare il corpo mentale al Servizio, egli usa l’opposto dell’eliminazione: cerca di nutrirlo di informazioni, di ammassarvi conoscenza e fatti, di addestrarlo in modo intellettuale e scientifico, sì che, con il passare del tempo, possa dimostrarsi una base stabile per la saggezza divina.
  5. Il metodo successivo è la ricerca, non della realizzazione di sogni grandiosi di martirio e da chimere gloriose, ma dell’applicazione immediata di tutte le sue forze al dovere immediato.
  6. Un altro metodo di servizio si dimostra nell’adattabilità, che comporta la prontezza a ritirarsi, quando altre, o più importanti persone, sono inviate a occupare il proprio posto o, viceversa, la capacità di lasciare le proprie funzioni per assumerne altre di maggiore importanza, quando un operatore meno competente sia in grado di svolgere le nostre mansioni, con altrettanta facilità e discernimento.

È indizio di saggezza in tutti coloro che servono sia il non sopravvalutarsi che il non sottovalutarsi, ma l’avere, quanto più possibile, coscienza di se stessi e delle proprie possibilità.
È necessario essere pronti a Servire, a compiere per un’intera esistenza mansioni poco appariscenti e che sembrano prive d’importanza, poiché in tale posto si può meglio Servire; ma bisogna essere ugualmente pronti a passare a compiti di maggior valore quando le circostanze, e non i nostri progetti di Servizio, indicano che il momento è giunto.
Quindi, le caratteristiche principali del servitore sono tre:

• l’innocuità e la deliberata astensione dalle azioni e parole che potrebbero offendere o provocare malintesi;
• la disposizione a lasciar liberi gli altri di servire come meglio credono;
• la Gioia che sostituisce la critica.

 

Marzo 2012

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio