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La Magia del Respiro

A cura di: Eugenio D. Sepe, Eulalia A. Onorati, Fortunata Folino e Maria Pia Nicole Rubino *

Premessa

Il termine “Respirare” deriva dall’unione di due termini “Re”, che significa “addietro” e “Spirare”, ossia “soffiare”, che deriva da Spus, che corrisponde anche a esalare, alitare. Anche il termine Spirito proviene dal latino Spiritus, che significa soffio, alito.
La respirazione è un processo particolarmente importante, non solo sul piano fisiologico, ma anche dal punto di vista spirituale: infatti, attraverso il respiro l’uomo si nutre del Prana, energia cosmica che lo circonda, ossigenando la corrente sanguigna, calmando il corpo emotivo, tranquillizzando la mente e preparandosi ad entrare in uno stato meditativo.
Il tema del respiro può essere affrontato da diversi punti di vista, a partire da quello fisiologico fino a quelli più sottili.

Il significato spirituale del Respiro

Da un punto di vista fisiologico, il processo della respirazione rappresenta la funzione biologica di scambio dei gas fra organismo e ambiente esterno, mediante l’assorbimento di ossigeno e l’emissione di anidride carbonica.
Inoltre, possiamo distinguere il processo biochimico, che riguarda la respirazione cellulare, e la respirazione esterna, che si esprime nella funzione biologica di scambio dei gas.
Sappiamo anche che la respirazione ha un ciclo distinto in 4 fasi:

  • Inspirazione: il diaframma si contrae, abbassandosi, e l’aria viene risucchiata fino agli alveoli, introducendo ossigeno (O2)
  • Pausa alta
  • Espirazione: il diaframma si distende e l’aria viene espulsa fuori, attraverso la produzione di anidride carbonica (CO2)
  • Pausa bassa.

Nella Meditazione e nello Yoga la respirazione ha un significato profondo, su tutti i piani, da quello fisico, a quello emotivo, a quello mentale e Spirituale.
In particolare, sul piano fisico ed energetico vengono distinti “4 Metodi”:

  1. Respirazione Alta (Clavicolare): viene realizzata con la parte superiore del torace e dei polmoni e richiede il massimo sforzo per minimo beneficio; nell’ispirazione si riempie la parte alta dei polmoni;
  2. Respirazione Media (Costale): il diaframma sale e l’addome si contrae, il diaframma si espande parzialmente, nell’ispirazione si riempie la parte intermedia dei polmoni;
  3. Respirazione Bassa (Addominale o profonda): i polmoni hanno la massima possibilità di movimento, nell’ispirazione si riempie la parte intermedia e inferiore dei polmoni;
  4. Respirazione Completa (Lunga e profonda): abbraccia l’alta, la media e la bassa respirazione, coinvolge tutto l’apparato respiratorio, i muscoli più attivi sono quelli che controllano il movimento delle coste.

Nella Respirazione Completa, l’ispirazione è continua (si riempie prima la parte inferiore dei polmoni, poi quella intermedia e infine quella alta): ci sono pause (alta e bassa) e c’è consapevolezza.
Infine, possiamo considerare il respiro come una piccola morte (pausa bassa) e piccola rinascita (pausa alta): ad ogni piccola morte e piccola rinascita, l’identità si espande e si sviluppa consapevolezza.
Allo stesso modo, su un piano spirituale, possiamo considerare che queste 4 fasi, corrispondano ad altrettante fasi di evoluzione della Coscienza, nella salita dalla materia verso lo Spirito:

  1. nell’Inspirazione, si verifica l’identificazione con lo Spirito, in cui c’è la raccolta delle energie;
  2. nella Pausa Alta, si realizza la massima salita, in cui si espone la Coscienza allo Spirito;
  3. nell’Espirazione, si verifica l’entrata nella materia;
  4. nella Pausa Bassa, c’è la massima discesa, in cui si porta la Luce nel buio.

Conclusioni

In sintesi, su un piano spirituale, la respirazione può essere considerata come un processo creativo, in cui la Coscienza, attraverso una «meditazione profonda», crea nuove forme pensiero e progetti, per rispondere al Piano Divino.

Febbraio 2016

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio e Lombardia