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La discriminazione del Cuore ed il collegamento con il Sistema Immunitario

A cura di: Eugenio D. Sepe, Eulalia A. Onorati, Fortunata Folino e Maria Pia Nicole Rubino *

Premessa - Come sappiamo, ogni organismo, dal “micro” (atomo, cellula, organo, ecc.) al “macro” (pianeta, sistema solare, ecc.) è portatore di due bisogni importanti: tutelare i propri spazi interni e scambiare con l’ambiente esterno. Infatti, nella cellula, la sua membrana semi-permeabile consente di regolare il livello di apertura, sulla base del riconoscimento dell’utilità, o meno, di fare entrare elementi esterni nei propri confini. Allo stesso modo, la nostra personalità seleziona ciò con cui viene a contatto: se percepiamo l’ambiente ostile, tendiamo ad irrigidire la nostra personalità, in modo da impedire a possibili “nemici” esterni di penetrare, mentre, se percepiamo l’ambiente protetto e/o ci sentiamo sicuri e sereni, tendiamo ad aprirci all’esterno.

Senza alcuna apertura all’esterno la sopravvivenza non è possibile, così come senza alcuna tutela dei confini, nessuna identità è possibile. La nostra esistenza è un equilibrio tra aprire e chiudere i confini, evitando gli eccessi e generando una costante evoluzione: se in ambienti “comuni” è pericoloso portare un’eccessiva apertura, in ambienti intimi e protetti la chiusura non è giustificata. La nostra personalità è addestrata a restare “identica a se stessa”, per evitare di perdere il proprio “senso di identità”: finché questo accade, noi percepiremo solo una serie di riflessi del nostro “io”, proiezioni di ciò che già siamo. Per questo, quando la nostra identità è basata sulla personalità, è fondamentale introdurre cambiamenti periodici, per indebolire le radici del suo attaccamento, legate all’”io”. Con l’evoluzione, la nostra identità comincia a centrarsi sulla Coscienza, determinando un cambiamento del nostro senso di identità, che comincia a riconoscersi in un “Noi”. Si produce così un importante cambiamento nel processo di identificazione: se prima il Sé equivale all’io, ora il Sé diventa Noi.

Il funzionamento del Sistema Immunitario – Il Sistema Immunitario (SI) è una complessa rete integrata di mediatori chimici e cellulari, finalizzata a difendere l’organismo da qualsiasi attacco chimico, traumatico, o infettivo alla sua integrità, proveniente sia dall’interno, che dall’esterno. Il SI è formato dagli Organi Linfoidi Primari (Midollo Osseo e Timo), dagli Organi Linfoidi Secondari (Milza e Linfonodi) e da Gruppi accessori (tonsille, adenoidi, tessuto linfoide localizzato nei tratti digerente, respiratorio e urogenitale, la pelle e la congiuntiva oculare). La caratteristica di base del SI è quella di riconoscere il self (da preservare), dal non-self (da attaccare): tutto questo processo avviene su base genica ed è mediata da particolari strutture cellulari (Recettori di tipo Toll, Recettori dei linfociti T, Elementi connessi al Complesso Maggiore di Istocompatibilità, Anticorpi). Il SI deve essere sempre vigile e calibrare il suo livello di attivazione, nella sua costante ricerca di non-self. Esso ha una memoria: non risponde con forza alla presenza di strutture estranee, a meno che tale presenza non sia accompagnata da danneggiamento, o non vi sia una storia precedente di danno, associata a quel tipo di elementi.

Come abbiamo visto, uno degli organi che appartienesia al SI che al Sistema Endocrino è il Timo, la ghiandola del Chakra del Cuore. Alla nascita, il Timo è grande (è compreso tra la tiroide e la base del cuore), poi si restringe e si allunga, durante l’infanzia; verso i 2 anni, il Timo raggiunge il massimo del peso (in proporzione al corpo) e nella pubertà arriva al massimo della misura e dopo i 60 anni le sue dimensioni si riducono. Il Timo è la ghiandola principale del SI e gioca una funzione importante in diverse attività immunitarie: in questa ghiandola, avviene la distinzione tra self e non-self e tra non-self infettivo e non-self non infettivo, essendo provvisto di un letto di cellule di nutrimento per sostenere le cellule coinvolte in questo processo. Nel midollo, maturano le Cellule T, provenienti dal midollo osseo: esse imparano all’interno del Timo a riconoscere il self dal non-self. Inoltre, particolari cellule T formano sinapsi con le cellule nervose, ma questa connessione è attualmente ignota.

La discriminazione del Cuore – Come abbiamo visto, la funzione fondamentale del SI è la distinzione tra sé e non sé e l’addestramento per questa Discriminazione avviene all’interno del Timo, ghiandola del Chakra del Cuore. Inoltre, il SI si sviluppa attraverso l’incontro con antigeni di vario tipo: più ne incontra e più diventa forte, generando diverse immunità specifiche.

Quindi, questo evidenzia come l’immunità, legata al cuore, si conquista attraverso alcune fasi:

  • Il contatto con diverse cellule nemiche della vita dell’organismo (antigeni)
  • La conoscenza della natura di queste cellule
  • La conquista stabile (dominio) di queste cellule, anche per contatti futuri.

Sul piano metaforico, questo indica come il Cuore si nutre di rapporti di Coscienza (Spirito) e si spegne con l’attaccamento (materia). Il Cuore, per diventare forte e conquistare una piena “immunità alla materia”, deve entrare in contatto, conoscere, includere e dominare ogni aspetto del legame con la materia, liberandosi da ogni attaccamento alla materia. Così facendo, la Coscienza diviene gradualmente Cristica: cioè, inattaccabile, capace di amare ogni aspetto della natura umana, senza giudizio, perché lo ha conosciuto e dominato con la Forza dell’Amore. Attraverso questa costante opera di discriminazione, inclusione e fortificazione (conquista di immunità specifiche multiple), la Coscienza, vita dopo vita, solarizza la personalità, staccando ogni attaccamento, filo per filo, fino a generare una personalità addomesticata.

Il Cuore impara a Discriminare nel seguente modo:

  • Il Cuore ripudia ogni movente che riconosce altro da Sé (non-self), include il movente, rintracciando la sua esperienza già realizzata, o, parte dalla sua esperienza, tocca il dolore, per un movente distante dalla sua vibrazione e più involutivo (“tu non sei me”) e lo sguardo si volge altrove
  • Il Cuore si allea con ogni Coscienza che esprime un movente affine al suo, sviluppando Fratellanza, Fiducia e Gioia, nel fondersi con un Cuore simile (“sei simile a me”).

Conclusioni – In sintesi, la Mente usa la Discriminazione con la logica, che confronta due oggetti (fisici, o mentali), sulla base della loro forma, o qualità, mentre il Cuore Discrimina con il codice dell’Essere: decide se identificarsi o meno con qualcosa, sulla base della Causa della natura di ciò che incontro. Questo evidenzia perché è fondamentale imparare a tenere il Cuore aperto. Il Cuore, se è tenuto chiuso dalla personalità, non può fare esperienza: è come il Principe Gautama, prima di divenire Buddha, chiuso nella splendida villa del padre, il Raja, che lo preserva dai dolori del mondo; in questo modo, sicuramente non soffre (subito), ma non può evolvere e divenire forte.

È saggio imparare a tenere il Cuore sempre aperto, per addestrarlo alla Discriminazione: il Cuore entra nelle esperienze ed impara a funzionare, riconoscendo il movente delle Coscienze che incontra e la natura delle varie esperienze. Più il Cuore è forte ed esperto e più la Discriminazione avviene rapidamente: a volte basta uno sguardo, per cogliere il movente della Coscienza che abbiamo di fronte.

 

Gennaio 2015
* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio e Lombardia