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La trasmutazione del desiderio

A cura di: Eugenio D. Sepe, Eulalia A. Onorati, Fortunata Folino e Maria Pia Nicole Rubino *

Premessa

Molte delle discipline spirituali in tutto il mondo descrivono la “prova del desiderio” come una delle tappe fondamentali nell’evoluzione dell’Uomo. L’articolo descriverà il senso più profondo e spirituale del desiderio e una serie di passaggi che ci potranno condurre dal dominio del desiderio, come avviene per gli animali, al Dominio della Coscienza, che trasforma il desiderio in Aspirazione spirituale.

Etimologia e senso sottile del “desiderio”

La disciplina del desiderio è una delle conquiste più difficili, all'inizio del Percorso Spirituale.
Etimologicamente, Desiderare proviene da: “de” (mancanza) + “siderare”, da “sideris” (stelle): vuol dire quindi “mancanza delle stelle”. Quindi, il desiderio indica il volgersi verso la cosa che manca e da cui si è attirati: lo sguardo è rivolto alla scintilla di Assoluto (stelle), che manca e che si vorrebbe avere (essere).
Pertanto, il desiderio è una scintilla dell'Assoluto, impiantata nell'intimità della materia, che richiama verso l'alto.

L’utilizzo del desiderio

Il desiderio implica sempre un processo di fusione: desidero un cibo da mangiare (portare dentro di me), una donna (uomo), con cui fondermi, un oggetto da possedere. Quindi, il desiderio è un'energia fondamentale, con la quale è impossibile non confrontarci.
Il punto è andare alle cause di ogni desiderio, per scegliere con Libertà e Consapevolezza, come gestirlo, per la nostra salute e per la nostra evoluzione.
Possiamo dire che ogni desiderio va trasmutato dall’azione inconsapevole (agito) alla Considerazione consapevole.
Il nostro Percorso è sintetizzabile in questo semplice processo: la trasformazione dei desideri agiti (e subiti) in desideri "Considerati" (Aspirazioni).
L'uomo comune è pienamente schiavo del desiderio, che vive in modo automatico e non consapevole.
I “creativi” basano i messaggi pubblicitari unicamente sui desideri dell'uomo comune:

  • Sessualità
  • Potere
  • Prestigio
  • Supremazia
  • Bellezza
  • Fascino
  • Eleganza

In altri termini, da questo punto di vista, l'uomo comune è come un animale, da manipolare, sulla base del desiderio.
Un fattore particolare nell'uomo è legato all'attrazione per la trasgressione: il desiderio di trasgressione è una delle piattaforme illusorie che incatenano l'uomo al desiderio. Esso è legato all'illusione della libertà: “faccio come dico io”, tipico della personalità potente. Una serie di pubblicità sfruttano l’illusione della Libertà, intesa come trasgressione.

La trasmutazione del desiderio

Per la trasmutazione del desiderio, è necessaria la coltivazione di sette Qualità, che descriviamo di seguito.

Volontà di elevazione: essa si manifesta quando cominciamo a stancarci dei “giocattoli” degli uomini comuni: ricerca del piacere, in ogni sua forma, ed evitamento del dolore, in ogni modo. Allo stesso tempo, cominciamo a sentire in noi un Fuoco nuovo, che ci spinge ad elevare la nostra vibrazione.

Aspirazione applicata: dopo aver teorizzato a lungo su ciò che andrebbe fatto, cominciamo ad applicare l'Aspirazione ai diversi ambiti della vita quotidiana, elevando, gradualmente la nostra vibrazione ed applicando il Desiderio, ad un livello più elevato. Cominciamo a sperimentare nei rapporti una modalità più leggera e coerente, legata al Cuore: il Noi si fa strada.

Creazione Intelligente: si attiva un duplice processo, che da una parte porta alla distruzione progressiva delle abitudini più grossolane, e dall’altra, alla nascita di nuove forme, per soddisfare i desideri, più sottili ed elevate. Armonizzazione delle diverse dimensioni dell’essere umano (spirituale, mentale, emotivo, eterico e fisico), generando uno squilibrio tra vecchie e nuove abitudini. Si configura, gradualmente, una lotta interiore e la nuova Coscienza impara, pian piano, a generare Armonia nei vari corpi, attraverso questo continuo scontro: ad ogni passo, vengono armonizzati, progressivamente, tutti i Corpi.

Discriminazione: essa è fondamentale per distinguere, all'interno dei nostri comportamenti, le tracce dei desideri nascosti. La mente deve imparare a discriminare la vera causa di ogni comportamento, accettando che, spesso, è la mente di Gruppo a vederla e non la nostra piccola e confondibile mente individuale. Il reale movente di molti comportamenti, ammantati di buone intenzioni, spesso, è un desiderio. Ad esempio, possiamo opporci ad un progetto solo perché non siamo stati noi a proporlo (desiderio occulto di affermazione e di supremazia) e la mente, poi, cerca ogni buon motivo per sconfermarlo.

Sacrificio del piacere, intendendo il piacere come “desiderabilità” di qualcosa. L'inversione di priorità tra Coscienza e personalità si realizza con il mancato rispetto di questo punto.
Il Sacrificio di ciò che la personalità ritiene desiderabile per sé è un processo delicato e graduale. Il lavoro in un Gruppo è un aiuto insostituibile alla realizzazione di questo processo: è solo in Gruppo che impariamo a disarmare alcuni antichi automatismi, destinati a tenere lontano il dolore e ad accettare di vivere la propria parte di dolore.

Ordine Rituale: esso prevede una gestione ordinata e rituale della vita quotidiana. Non è più il desiderio della personalità a decidere cosa e quando mangiamo, come parliamo e quando ci addormentiamo, ma uno stile di vita ciclico ed ordinato, orientato alla Coscienza.

Conclusioni

In sintesi, il desiderio, come attrazione verso qualcosa che manca, rappresenta un elemento di propulsione fondamentale della vita. Per questo, l’obiettivo di un ricercatore spirituale non è quello di reprimerlo, creando delle congestioni nel corpo emotivo ed eterico, ma di elevarlo e trasmutarlo in aspirazione.

 

Novembre 2014

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio e Lombardia