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Acqua e corpo emotivo

A cura di: Eugenio D. Sepe, Eulalia A. Onorati, Fortunata Folino e Maria Pia Nicole Rubino *

Premessa

Fin dall’antichità si parla dell’Acqua come fonte originaria della vita e i testi religiosi, dalla Genesi alla mitologia Indù, al Corano, citano l’Acqua come luogo di nascita delle creature animate e inanimate dell’Universo.
Inoltre, l’acqua, uno dei quattro elementi di natura, da sempre viene considerata come simbolo del corpo emotivo, che come l’acqua può essere calmo e trasparente oppure agitato, rendendo la visione poco chiara (quando il corpo emotivo si agita, la mente perde la capacità di discriminazione e di discernimento).

Acqua come simbolo del Corpo Emotivo

«Il Maestro, curvo su una cisterna, domandò all’allievo:
“Cosa vedi?”
Vedo chiaro il tuo riflesso”, fu la risposta
Allora gli ordinò di muovere l’acqua con il dito, e domandò:
“Cosa vedi?”
“Vedo il tuo volto distorto”
“Pensa: se è bastato toccare l’acqua
per alterare la mia immagine,
quali distorsioni non avverranno fra le energie sottili
ad un contatto grossolano?”
Esempi minuti come questo fanno capire ciò
che avviene anche nel Mondo sottile»
(Morya: Fratellanza, 491).

La lettura introduce il concetto dell’Acqua come simbolo del corpo emotivo e delle emozioni che in esso sono presenti.
Infatti, come l’acqua può essere facilmente agitata, rendendo l’immagine riflessa distorta, così il corpo emotivo agitato determina una distorsione ed un annebbiamento sul piano mentale.

La fonte principale dell’annebbiamento è la paura ed insorge quando l’illusione mentale è intensificata dal desiderio.
Inoltre, nella simbologia delle Ere dei Pesci e dell’Acquario l’acqua indica l’evoluzione dell’Umanità, che sta cercando di sviluppare il piano mentale: dall'acqua emotiva all'Acqua di Vita.

«Nel corso dell’evoluzione della razza, la natura senziente ed emotiva è la prima a svilupparsi e l’acqua è stata da sempre il simbolo di quella natura. Il carattere fluido delle emozioni, il costante ondeggiamento fra i sentimenti del dolore e del piacere, le tempeste che sorgono nel mondo del sentimento, come pure la pace e la calma che possono scendere su un uomo, fanno dell’acqua il simbolo più appropriato di questo sottile e interiore mondo della natura inferiore nel quale vive la maggior parte di noi, e in cui è prevalentemente focalizzata la nostra Coscienza» (A. Bailey, Da Betlemme al Calvario, 99).

Su piano sottile, un’immagine che simboleggia la purificazione della natura emotiva è il Battesimo del Giordano, ad opera di Giovanni Battista: la purificazione completa di tutti i sentimenti, di tutte le brame e della vita di desiderio rappresenta un passo preliminare alla purificazione col fuoco.

“Gesù, battezzato, uscì subito dall'acqua; ed ecco che si aprirono a lui i cieli: e vide lo Spirito di Dio scendere come colomba e posarsi su di lui Ed ecco una voce dal cielo, che disse: «Questi è il mio figlio diletto, nel quale io mi sono riconosciuto»” (Matteo, 3, 16-17).
Il corpo emotivo, purificato, diventa un limpido e silenzioso specchio d’acqua, adatto a riflettere la natura divina in tutta la sua purezza, e la Coscienza sviluppa la sua natura Cristica, espressione di Amore.

Infatti, dopo la purificazione nel Giordano, il Cristo va in giro per il Suo paese, servendo e pronunciando le parole che hanno modellato per secoli la nostra civiltà occidentale.

Acqua ed origine della vita

Come sappiamo, l’esistenza terrena ha inizio nel liquido amniotico del grembo materno, dove si sviluppano tutte le funzioni fisiche del bambino. In questo senso, il liquido amniotico rappresenta una culla d’acqua calda, che ripara il feto, lo protegge, lo nutre e lo coccola per tutti i 9 mesi.
Composto in gran parte di acqua, sali minerali, lipidi e proteine, all'inizio della gravidanza viene prodotto dalla placenta e dalle membrane che circondano la parete uterina, dal secondo trimestre è formato essenzialmente dall'urina del bambino stesso: è un’urina diversa da quella di un adulto ed è più simile al siero (la componente liquida del sangue). Il bambino beve il liquido, lo digerisce, lo assorbe a livello intestinale e, una volta entrato in circolo, viene scambiato nella placenta col liquido materno, una parte viene filtrata dai reni che lo immettono nuovamente nel sacco amniotico.

La quantità del liquido aumenta fino al 6° - 7° mese di gestazione, poi tende a mantenersi stazionaria, fino a diminuire lievemente nelle ultime settimane.

Esso ha una funzione meccanica: attenua suoni e rumori esterni, che al feto arrivano più ovattati, mantiene stabile la temperatura, attutisce eventuali traumi, costituisce un involucro sterile, indispensabile a salvaguardare il piccolo dal rischio di infezioni.
Sul piano metabolico, è utile per lo sviluppo dell’apparato digerente: ingerito attraverso la bocca, il liquido viene ‘digerito’, poi passa nell'intestino, dove comincia l’attività di assorbimento, mentre le prime sostanze indigeribili (le cellule di desquamazione della pelle e delle mucose) iniziano ad accumularsi, formando, poco a poco, il meconio, le prime feci che il bimbo espellerà dopo il parto.
Altra funzione importante è permettere lo sviluppo dell’apparato respiratorio.

Nell'utero, il bambino compie periodicamente movimenti respiratori con i muscoli del torace e del diaframma; inala il liquido attraverso il naso e la pressione spinge gli alveoli e li fa dilatare, come se respirasse.

Al parto, il liquido viene in parte riassorbito dagli alveoli polmonari e in parte ‘spremuto’ fuori dai polmoni: il bambino si prepara così al suo primo respiro.

Quindi, come per la nascita del Creato, così per il bimbo, la vita fisica ha origine nell'acqua.

Secondo le parole del Cristo: «Chi non nascerà per mezzo dell’acqua e dello Spirito, non potrà entrare nel Regno di Dio»: la nascita sul piano spirituale (la seconda nascita), deve avvenire consapevolmente dalle acque (oltre il piano emotivo) e dallo Spirito, riunendo e superando la dualità.

«Chiunque possa vedere, come Gesù, la colomba spirituale discendere su di sé, (cioè chi riesce a scorgere il proprio occhio spirituale di onniscienza onnipresente) e, perseverando nella Meditazione sempre più profonda, riesce a penetrare con lo sguardo nella sua Luce,  percepirà l’intero regno dell’energia cosmica e della Coscienza di Dio, che esiste dentro e fuori di essa, nell'infinita beatitudine dello Spirito» (Paramahansa Yogananda: Lo Yoga di Gesù, pag. 68).

Conclusioni

In sintesi, tutte le forme di vita sono collegate all'acqua, che rappresenta un elemento importante anche per l’uomo.
Cristo ci dice: «Chi non nascerà per mezzo dell’acqua e dello Spirito, non potrà entrare nel Regno di Dio»: questo indica che la nascita sul piano spirituale (la seconda nascita), deve avvenire consapevolmente dalle acque (oltre il piano emotivo) e dallo Spirito, riunendo e superando la dualità.

Luglio 2014

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio e Lombardia