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L'Equilibrio: una ricerca dinamica

A cura di: Eugenio D. Sepe, Eulalia A. Onorati e Fortunata Folino *

Premessa

Il termine “Equilibrio” deriva dal latino Aequilibrium: Aequus = Uguale e Libra = Peso: la parola richiama il significato di “peso uguale” e richiama lo stato di equilibrio della Bilancia, in cui i due piatti sono gravati da un peso uguale.

In termini di energie, l'Equilibrio indica uno stato di riposo dei corpi, sollecitati da forze contrarie, che si annullano.

Allo stesso tempo, Aequus deriva dal Greco Eikos, simile al vero e al giusto, e a sua volta deriva dal Sanscrito Eka, Uno.

In sintesi, abbiamo due forme di Equilibrio:

  • statico, teso alla stabilità ed alla fermezza, al mantenere il giusto stato di riposo e di inerzia
  • dinamico, che tende all'identità con l'Uno e che spinge, progressivamente verso questa direzione.

Queste due forme di Equilibrio richiamano la tendenza della personalità e quella della Coscienza: la prima cerca la quiete e la seconda l'ascesa.

L'Equilibrio statico è una tendenza tipica dell'uomo comune: egli vive alla costante ricerca della quiete e della comodità ed il suo tipo di Equilibrio equivale alla tendenza ad arrivare alla tomba senza grandi scompensi, con la tendenza a seguire le mode, senza sforzarsi troppo e senza pensare.

L'Equilibrio statico tende a mantenere lo status quo, evitando tutti i cambiamenti che possano mettere in discussione la personalità ed il suo potere, con l’obiettivo di evitare qualsiasi reale cambiamento.

L'Equilibrio statico si basa sulla certezza del passato e sulla paura del futuro: il crinale di scelta è teso ad evitare qualsiasi situazione non fronteggiabile dai circuiti e dagli schemi già conosciuti.

Lo sguardo della mente è costretto verso il basso, a causa di una paura, così intrisa nella propria identità, che non è consapevole e non è conoscibile, se non a costo di grandi sofferenze: è uno sguardo pessimista e rivolto al passato.

L'Equilibrio dinamico rappresenta la tensione dell'Uguaglianza all'Uno, partendo da un'inquietudine che, inizialmente, non ha nome, per realizzare ogni giorno i passi evolutivi che può (e deve) compiere, evitando due eccessi:

  1. la staticità dell'uomo comune, con il quale spesso condivide famiglia, amicizia e lavoro
  2. l'eccessiva velocità, che può generare squilibri psichici poco utili.

L'Equilibrio dinamico tende a rompere qualunque status quo e qualsiasi forma ideologica incontrata sul cammino ed il suo obiettivo è portare, con saggezza, costanti e progressivi cambiamenti negli ambienti dove vive.

Concetto di Sbilanciamento consapevole

L'inerzia dell'Equilibrio statico della personalità è centrato sulla paura e produce una staticità che non consente alcun atto creativo: per muoversi, creare, camminare, generare nuove Forme Pensiero e, soprattutto, cercare di crescere spiritualmente, occorre sbilanciare consapevolmente il nostro equilibrio, per poi ritrovarlo.

Quindi, il percorso di crescita prevede piccoli e costanti sbilanciamenti consapevoli, che permettono di rinunciare gradualmente alle nostre abitudini, superando le naturali resistenze (inerzia della personalità), per ampliare le nostre Qualità.

Spesso, il cambiamento è prodotto da eventi esterni poco piacevoli, che interrompono la nostra routine quotidiana e ci costringono ad esperienze nuove, che non ci piacciono.

Le esperienze spiacevoli, o dolorose, fanno parte del processo di sbilanciamento progressivo, che ci accompagna verso l’alto.

Una possibilità per incrementare la Libertà è favorire questo processo, stimolando il cambiamento, quando intuiamo che è necessario, senza aspettare l’evento esterno (che non tarda ad arrivare): vivere stimolando il cambiamento è l’esatto opposto della ricerca della comodità, è la Ricerca dell’Armonia.

Così facendo, la nostra vita cambia, un po’ alla volta, giorno per giorno, con due effetti:

  • riduciamo la potenza degli scossoni esterni, utili al cambiamento
  • prepariamo, dentro di noi, il terreno ad una serie di passaggi di Consapevolezza, che avvengono quando il momento è maturo.

La disciplina del corpo emotivo è premessa fondamentale per gestire il nostro Equilibrio Evolutivo.

La maggioranza dei conflitti tra le persone sono generati da una indisciplina inconsapevole del piano emotivo, che tende ad attivare due meccanismi:

  • se posso evitare una cosa spiacevole (morte, malattia, pagamenti, confronti impegnativi, impegni, responsabilità, attriti) lo faccio, anche a costo di mentire: l'importante è sfuggire (Fuga)
  • laddove non è possibile sfuggire allo stimolo doloroso, attacco: l'altro (risposte aggressive), la società (parole disarmoniche, imprecazioni), o la vita (bestemmie) (Attacco)

Entrambe queste reazioni aggravano le prove ed il dolore connesso (Karma).

Il lavoro che attende ogni Aspirante, per arrivare ad un Equilibrio armonico nei rapporti, consiste nel disciplinare con costanza il piano emotivo.

Una volta ascoltata l'Angoscia e l'Inquietudine, sul piano della personalità, occorre accompagnare la personalità a lavorare sul dolore, per generare una nuova Libertà.

Le Fasi del lavoro per la Libertà sul dolore sono:

  • Riconoscimento del dolore (acquisizione codici)
  • Ascolto (dilatazione codici)
  • Accettazione (dilatazione percezione)
  • Condivisione (superamento vergogna)
  • Meditazione (ricerca delle cause)

Dicembre 2013

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio