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L’Evoluzione

A cura di: Eugenio D. Sepe ed Eulalia A. Onorati *

Premessa

Per evoluzione, in termini scientifici, si intende un progressivo e costante processo di trasformazione di una specie vivente, che passa per il meccanismo di trasmissione genetica. Etimologicamente, “Evoluzione” deriva dal latino “Evolvere”, che sta per svolgere. Evolvere, a sua volta, si compone di “Ex” e “Volvere”: volgere fuori, cavar fuori. “Volvere” ci ricorda “Vulva” (vagina), che deriva dal sanscrito “Vur-Vam”, legato alla radice “Var”, coprire, avvolgere, velare. Dalla stessa radice, “Var”, deriva il termine “Valva”, che significa battente ed imposta. “Valva” indica anche una metà del guscio di una conchiglia, che può aprirsi, o chiudersi. Sia la “Vulva”, che la “Valva” hanno il compito di accogliere, avvolgere e custodire la fragilità della vita, come fa un grembo.

In sintesi l'Evoluzione concerne la scintilla divina che va "cavata fuori", attraverso lo sviluppo della Coscienza, che impara ad uscire dal grembo della personalità materiale, rompendo il velo che la separa dal mondo spirituale. Pertanto, l'Evoluzione è lo svolgimento della nostra Coscienza al di fuori della nostra personalità e dei suoi veli: questo svolgimento, per avvenire, deve esprimersi necessariamente nella nostra vita quotidiana e nei nostri rapporti con gli altri. Pertanto, nell'accezione etimologica, il termine Evoluzione ricorda il processo che va dal concepimento alla Nascita: dopo che lo spirito è entrato nell'intimità della materia, per fondersi, deve uscirne arricchito di consapevolezza, come Coscienza. Ricordiamo anche che l'essere umano non è altro che Coscienza Evolvente.

L’importanza della Reciprocità

L’Evoluzione di un atomo, così come di un essere umano, procede, quindi, secondo due strade fondamentali: una è quella che segue la vita interna (e che risponde all’espansione della vibrazione della Coscienza) e l’altra è la relazione con gli altri atomi e, quindi, con gli altri esseri umani.

La seconda via è quella della Reciprocità dei rapporti e della Cooperazione. Infatti, non possiamo vivere egoisticamente la nostra vita, separati dal gruppo in cui abbiamo il nostro posto e che riconosciamo essere il nostro gruppo.

“… se il nostro fratello rimane indietro e non progredisce, se gli altri atomi umani non vibrano come dovrebbero, ogni atomo dell’intero gruppo ne è influenzato. Nessuno di noi sarà completo fino a che tutte le altre unità non avranno raggiunto il loro pieno e più completo sviluppo” (MT, La Coscienza dell’Atomo, pag. 47).

Inoltre, il processo di Evoluzione può essere inteso come una tensione costante verso l’Unità, ovvero il ritorno a ciò che ha generato la Coscienza stessa. L’unificazione su tutti i livelli (emozionale, intuitivo, spirituale e divino) consiste nell’agire con continuità di Coscienza, vale a dire nella piena consapevolezza del processo e nella sua ricerca. In tutti i casi, l’unificazione è preceduta da una combustione per mezzo del fuoco interiore e dalla distruzione, per mezzo del sacrificio, di ogni elemento che separa.

Il Cuore ed il flusso Evolutivo

“La pulsazione del cuore del Logos è la fonte di tutta l’evoluzione ciclica; di qui l’importanza data a quell’aspetto dello sviluppo detto “cuore” o “aspetto amore”, e l’interesse suscitato dallo studio del ritmo. Ciò è vero non solo cosmicamente e macrocosmicamente, ma anche nello studio dell’uomo. Sottostanti ad ogni senso fisico collegato al ritmo, alla vibrazione, ai cicli ed al battito del cuore, si trovano le loro corrispondenze soggettive: amore, sentimento, emozione, desiderio, armonia, sintesi e successione ordinata e dietro a queste analogie sta la fonte di tutto, l’identità dell’Essere Supremo, che in tal modo si esprime” (MT, Il Trattato del Fuoco Cosmico, pag. 128).

L'accostamento che il Maestro Tibetano fa tra il Flusso Evolutivo ed il Cuore è gravido di intuizioni. Il funzionamento del Cuore fisico, lontano riflesso fisico del Cuore del Logos, è infatti particolarmente interessante, se visto in un'ottica evolutiva.

Il Cuore è l'organo centrale dell'apparato circolatorio, che consente a tutte le cellule dell'organismo fisico di ricevere l'ossigeno proveniente dai polmoni ed il nutrimento necessario. Pertanto, il Cuore è la pompa della vita, che lavora incessantemente, senza sosta: quando si ferma il cuore, si ferma la vita.

Il Cuore segue un preciso ritmo: riceve e dà, senza né possibilità di chiudersi, né di trattenere, contraendosi, nel corso di una vita media, più di 2,5 miliardi di volte.

Anche la Circolazione del sangue è molto interessante, sul piano simbolico. Il sangue porta nutrimento ed O2 alle cellule del corpo, arrivando, attraverso la fittissima rete di capillari, a raggiungere anche l'ultima cellula del corpo. I capillari sono arterie finissime, che consentono lo scambio di elettroliti (sali minerali dissociati in ioni) e gas fra il sangue ed il liquido interstiziale, dove le cellule vivono e si nutrono. Il sangue si carica delle sostanze e vibrazioni di scarto e di CO2 (anidride carbonica), torna al cuore, come sangue venoso, e raggiunge gli alveoli polmonari, dove si libera di CO2 e si carica di O2 e vibrazioni armoniche, per ricominciare il suo Servizio.

Il Cuore è il motore centrale, che Anima l'intero processo di circolazione.

Attraverso il respiro, il sangue ha anche la funzione di collegare l'intimità cellulare con l'esterno: attraverso il nostro respiro, infatti, noi creiamo un rapporto tra la vibrazione delle nostre cellule con l'ambiente circostante. Questo processo vitale, teso a raggiungere ogni singola cellula dell'organismo, per caricarla del giusto nutrimento e vibrazione, assomiglia alla vita dell'Aspirante Spirituale.

Come Aspiranti, infatti, cerchiamo di esprimere il nostro Servizio, cercando, giorno per giorno, di portare il nutrimento e l'O2 (Speranza, Valori e Visione) ad ogni singola Coscienza, con la quale siamo in rapporto (famiglia, amici, conoscenti, colleghi, etc.). In questo scambio, noi ci appesantiamo di tante vibrazioni dense: paure, preoccupazioni, angosce, pensieri pesanti e violenti, parole disarmoniche. Torniamo al Cuore (il nostro Angelo Solare o il nostro Gruppo), dove attraverso la Meditazione (rapporto con l'Alto) ci liberiamo delle vibrazioni pesanti, per riprendere la Speranza e la Visione (O2), per ripartire nuovamente verso i nostri rapporti da nutrire. In questo processo, noi cominciamo la nostra "carriera" da singoli globuli rossi (Idealisti), per poi divenire capillari (Aspiranti), poi Arterie (Discepoli), poi Arterie fondamentali, come l'Aorta, o le Coronarie (Iniziati), fino a divenire vero e proprio Cuore.

Le cristallizzazioni del sangue

Il Cuore è sia forte (deve battere senza mai fermarsi, per tutta la vita), che fragile: non contiene ossa ed è protetto dalla gabbia toracica. Sia il ritmo del Cuore, che la pressione dell'apparato circolatorio vanno mantenuti entro un range di giusta armonia: ciò ci ricorda la moderazione e la costanza del Cuore, che non prevede eccessi. Inoltre, sia il Cuore, che il flusso ematico, funzionano attraverso un'attività scandita da un ritmo armonico e geometrico. La Cristallizzazione è particolarmente pericolosa per il Cuore e l'apparato circolatorio, in quanto comporta la creazione di elementi che ostacolano il flusso ematico: trombi ed emboli.

Il trombo è una formazione costituita da piastrine, fibrina, globuli rossi, che occlude il vaso in cui si è formata. L'embolo è un corpo di varia natura (può essere anche liquido, gassoso, colesterolo, o un trombo staccatosi dalla parete, etc.) che viaggia lungo i vasi fino ad arrivare in qualche piccolo vaso in cui si incunea, occludendo la via. Pertanto, queste cristallizzazioni possono divenire molto pericolose, producendo un'ischemia (mancanza totale, o parziale di sangue in un organo). L'ischemia porta ad una sofferenza delle cellule e degli organi colpiti che può arrivare fino alla necrosi, o alla morte. Le ischemie più gravi sono a carico dei due organi più delicati: l'ischemia al cervello può essere di lieve entità (attacco ischemico transitorio, o TIA) o di entità più grave (ictus, dal latino - colpo) e comportare lesioni alle cellule cerebrali, producendo diversi gradi di invalidità. L'ischemia al Cuore in genere, è legata ad una stenosi delle coronarie, che porta all'angina pectoris (riduzione del flusso ematico nelle coronarie), o all'infarto del miocardio (il tessuto muscolare del Cuore). Rispetto al Flusso Evolutivo, le Cristallizzazioni sono tutti quegli elementi che ostacolano l'Evoluzione, cioè, ritardano l'espansione della Coscienza. Infatti, mentre per l'organismo fisico la buona salute riguarda prima l'accrescimento iniziale e, poi, il benessere quotidiano, per la Coscienza, la buona salute riguarda la graduale e costante espansione: questo processo di espansione della Coscienza dell'Umanità va di pari passo con la realizzazione del Piano Divino sul nostro pianeta. Infatti, la Coscienza, proprio come l'organismo fisico, va nutrita ogni giorno, attraverso lo studio dei Valori, la Meditazione ed il contatto con l'AS ed ha bisogno di respirare, attraverso lo scambio di energia con altre Coscienze.

Le Cristallizzazioni della Coscienza, pertanto, sono tutte quelle costruzioni della personalità, come le cattive abitudini, che rappresentano degli emboli per il Flusso Evolutivo: esse producono una congestione, che imprigiona la Coscienza in uno schema ("ischemia sottile") che comporta una inevitabile crisi, che ricadrà sulla stessa personalità.
Se osserviamo la nostra vita quotidiana con il modello del Cuore, possiamo scoprire quanti piccoli trombi tendiamo a fabbricare, senza rendercene conto. Essi, oltre a provocare malattie fisiche, disagi emotivi e mentali, costituiscono la base per gli emboli (nodi karmici), che saremo richiamati ad affrontare in futuro, per scioglierli. Basta osservare i limiti dei nostri genitori, per intuire quali trombi abbiamo costruito in passato. Se accettiamo fino in fondo questa visione, possiamo provare ad intraprendere l'unica strada del benessere di Coscienza: il rispetto delle Leggi Spirituali e la sintonia alla Vita dell'Anima e del Gruppo, senza spostarci.
In tal modo, il Flusso Evolutivo può nutrire costantemente la nostra Coscienza, attraversandola, per renderla un'arteria di Servizio sempre più ampia e affidabile.

Conclusioni

Il principale obiettivo dell’Evoluzione, in questo momento, è il raggiungimento della Continuità di Coscienza, il che significa che ognuno dovrà rendersi conto, nella concretezza della vita quotidiana, nella mente, nei legami, nei rapporti, negli ideali e negli scopi, di quale “Noi” faccia parte, ovvero di quale appartenenza e di quali collegamenti abbia bisogno per ampliare la propria visione.

Quindi, scopo dell’Evoluzione è sviluppare molecole di rapporti consapevoli nell’Umanità, favorendo, su tutto il pianeta, la Continuità della Coscienza.

Il rapporto con il proprio gruppo di Ricerca Spirituale può diventare, al tempo stesso, una molla per evolvere ed una fonte di Servizio: quando ci apriamo alla Mente di Gruppo, senza sviluppare alcun tipo di aderenza, il rapporto con la nostra Coscienza è fortemente favorito.

Maggio 2012

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio

La fotocamera come metafora del percorso di crescita dell’individuo

A cura di: Eugenio D. Sepe, Eulalia A. Onorati e Fortunata Folino *

La fotografia

La fotografia, che deriva dall’unione del termine greco Photòs (Luce), con il termine Graphia (Disegno, Scrittura, Rappresentazione), può rappresentare, in termini di analogia, la metafora più brillante del Percorso di Crescita di un individuo.
Tra tutte le arti creative, la fotografia opera direttamente con la Luce, che, attraverso i suoi raggi, determina una modifica permanente sulla sostanza reagente, della pellicola.

La fotografia è, per definizione, l’immagine di un oggetto, fissata, mediante proiezione ottica, su di un supporto (analogico, o digitale), sensibile alla luce.
Una macchina fotografica, così come l’occhio umano, è costituita dai seguenti elementi fondamentali:

1. un corpo, con un’apertura anteriore, per permettere alla luce di entrare (globo oculare),
2. una superficie di registrazione della luce (pellicola, o CCD) (retina),
3. un sistema di lenti, per la regolazione della distanza e la messa a fuoco (cristallino),
4. un diaframma, che regola la quantità di afflusso di luce (muscolatura dell’iride),
5. un otturatore, che regola il tempo di esposizione (palpebra).

Pertanto, nel funzionamento sia dell’occhio, sia della fotocamera, abbiamo l’applicazione di tre elementi, rappresentati in un Triangolo:

1. l’agente di Impressione: la Luce, in entrambi i casi,
2. l’Elemento Responsivo: la pellicola, il CCD e la retina,
3. la Sintesi Creativa: la pellicola impressionata e la codificazione della visione.


Il 1°elemento è uguale: riguarda la Luce, sia per la fotocamera, che per l’occhio umano: senza di essa, non è possibile alcuna impressione.

Invece, il processo sottostante al 2° aspetto cambia completamente: nella fotocamera abbiamo una modificazione chimica, mentre nell’occhio una trasduzione elettrochimica.

Il 3° elemento si differenzia fortemente, in quanto, la sintesi creativa, nel caso della fotocamera è il Negativo Fotografico, mentre nel caso dell’occhio umano, è la codificazione della visione.
Questa dipende da diversi fattori, tra i quali:

1. i codici cognitivi,
2. i codici culturali,
3. il livello evolutivo.

In entrambi i casi, otteniamo una Sintesi Creativa, irreversibile: il Negativo Fotografico non può più tornare pellicola impressionabile, così come quando il nostro cervello codifica una visione,
soprattutto se “l’impressione è forte”, non possiamo più tornare indietro, come se non avessimo visto nulla.

L’unica possibilità è la negazione, il meccanismo di difesa per eccellenza (“chiudere gli occhi”), che è sempre temporanea e richiede, però, un prezzo elevato, per il suo utilizzo.

Continuando ad utilizzare la metafora della fotografia, per descrivere il processo evolutivo
dell’individuo, un fenomeno, particolarmente interessante è il Difetto di Reciprocità, un fenomeno fotografico, che si verifica solo a tempi di esposizione molto brevi, o molto lunghi. In questo caso, nelle pellicole b/n, gli elementi sensibili non reagiscono allo stesso modo, producendo una risposta alla luce insufficiente: si può correggere questo difetto, variando l'esposizione e compensando la risposta insufficiente.

Questo fenomeno può simboleggiare ciò che avviene nella vita di un individuo, in cui alcuni eventi della vita, troppo brevi (i lampi della vita quotidiana), e poco incisivi, o al contrario troppo lunghi, (non si riesce ad abbandonare gli schemi mentali, per aprirsi ad una nuova visione) non lasciano un’”impressione”, ossia un segno di aumento di consapevolezza nella vita dell’individuo stesso.

Un altro fenomeno, che si verifica nella fotografia, è quello della Pulizia dell’obiettivo: infatti, sappiamo che se un piccolo corpo estraneo si poggia sull’obiettivo, le foto ritrarranno quell’elemento.

Questo fenomeno ci spiega il processo della Proiezione: se inquadro un oggetto esterno e scatto una foto, l’impressione che ne deriva riguarda quell’oggetto, più il granello di polvere sull’obiettivo: in questo modo, non distinguiamo più tra i due oggetti e tendiamo a confonderli, senza riuscire a capire che l’elemento in più, che stiamo attribuendo all’altro, appartiene a noi. L’evidenza di una proiezione, infatti, ci porta davanti alla necessità di ripulire la lente da un oggetto che dobbiamo identificare, accettare e trasformare, per poter rendere il nostro obiettivo un po’ più “obiettivo”.

Un’altra funzione della fotocamera, che permette di creare dei collegamenti con il percorso evolutivo dell’individuo è il Bilanciamento del Bianco, che consente di rendere naturali i colori delle fotografie, anche se nella luce ci sono delle dominanti di colore: infatti, una volta che si è corretto il bianco, anche tutti gli altri colori appariranno naturali.

Possiamo collegare questo fenomeno con quello che succede nella nostra vita quotidiana, in cui le luci (eventi, incontri, esperienze) cambiano continuamente ed il nostro occhio sottile (la Coscienza) ha bisogno, periodicamente di “Bilanciare il Bianco”, mettendoci nella “Camera Oscura” di una stanza di Meditazione e meditando in gruppo, magari, vestiti di Bianco, in modo da ritrovare il Centro.

Proseguendo la Metafora, un capitolo fondamentale della Fotografia è rappresentato dall’inquadratura, ossia “la porzione di spazio fisico (un ambiente, un paesaggio, etc.) inquadrata dall'obiettivo della fotocamera: l'atto di inquadrare consente di delimitare con precisione lo spazio che sarà ripreso e al contempo di escludere tutto il resto (che rimarrà "fuori campo", ossia all'esterno del campo visivo dell'osservatore)”.

Comprendiamo, dalla definizione stessa dell’inquadratura, quanto sia fondamentale imparare ad inquadrare bene l’oggetto, la cui luce dovrà impressionare la pellicola, anche perché tutto il resto, rimarrà “fuori campo”.
Pertanto, in termini sottili, ci possono essere 2 possibili attitudini nel disporre l’inquadratura della nostra mente:

  •  il campo del Desiderio, escludendo tutto ciò che non è desiderabile: Inquadratura Astrale,
  •  la Necessità Evolutiva della mia Coscienza, della Coscienza dell’altro e del Cuore del Rapporto: Inquadratura Sottile.

È inutile ricordare gli effetti del primo stile di inquadratura, che portano all’illusione, al dolore e ad altri nodi karmici.

Dicembre 2010

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio e Lombardia

Acqua e corpo emotivo

A cura di: Eugenio D. Sepe, Eulalia A. Onorati, Fortunata Folino e Maria Pia Nicole Rubino *

Premessa

Fin dall’antichità si parla dell’Acqua come fonte originaria della vita e i testi religiosi, dalla Genesi alla mitologia Indù, al Corano, citano l’Acqua come luogo di nascita delle creature animate e inanimate dell’Universo.
Inoltre, l’acqua, uno dei quattro elementi di natura, da sempre viene considerata come simbolo del corpo emotivo, che come l’acqua può essere calmo e trasparente oppure agitato, rendendo la visione poco chiara (quando il corpo emotivo si agita, la mente perde la capacità di discriminazione e di discernimento).

Acqua come simbolo del Corpo Emotivo

«Il Maestro, curvo su una cisterna, domandò all’allievo:
“Cosa vedi?”
Vedo chiaro il tuo riflesso”, fu la risposta
Allora gli ordinò di muovere l’acqua con il dito, e domandò:
“Cosa vedi?”
“Vedo il tuo volto distorto”
“Pensa: se è bastato toccare l’acqua
per alterare la mia immagine,
quali distorsioni non avverranno fra le energie sottili
ad un contatto grossolano?”
Esempi minuti come questo fanno capire ciò
che avviene anche nel Mondo sottile»
(Morya: Fratellanza, 491).

La lettura introduce il concetto dell’Acqua come simbolo del corpo emotivo e delle emozioni che in esso sono presenti.
Infatti, come l’acqua può essere facilmente agitata, rendendo l’immagine riflessa distorta, così il corpo emotivo agitato determina una distorsione ed un annebbiamento sul piano mentale.

La fonte principale dell’annebbiamento è la paura ed insorge quando l’illusione mentale è intensificata dal desiderio.
Inoltre, nella simbologia delle Ere dei Pesci e dell’Acquario l’acqua indica l’evoluzione dell’Umanità, che sta cercando di sviluppare il piano mentale: dall'acqua emotiva all'Acqua di Vita.

«Nel corso dell’evoluzione della razza, la natura senziente ed emotiva è la prima a svilupparsi e l’acqua è stata da sempre il simbolo di quella natura. Il carattere fluido delle emozioni, il costante ondeggiamento fra i sentimenti del dolore e del piacere, le tempeste che sorgono nel mondo del sentimento, come pure la pace e la calma che possono scendere su un uomo, fanno dell’acqua il simbolo più appropriato di questo sottile e interiore mondo della natura inferiore nel quale vive la maggior parte di noi, e in cui è prevalentemente focalizzata la nostra Coscienza» (A. Bailey, Da Betlemme al Calvario, 99).

Su piano sottile, un’immagine che simboleggia la purificazione della natura emotiva è il Battesimo del Giordano, ad opera di Giovanni Battista: la purificazione completa di tutti i sentimenti, di tutte le brame e della vita di desiderio rappresenta un passo preliminare alla purificazione col fuoco.

“Gesù, battezzato, uscì subito dall'acqua; ed ecco che si aprirono a lui i cieli: e vide lo Spirito di Dio scendere come colomba e posarsi su di lui Ed ecco una voce dal cielo, che disse: «Questi è il mio figlio diletto, nel quale io mi sono riconosciuto»” (Matteo, 3, 16-17).
Il corpo emotivo, purificato, diventa un limpido e silenzioso specchio d’acqua, adatto a riflettere la natura divina in tutta la sua purezza, e la Coscienza sviluppa la sua natura Cristica, espressione di Amore.

Infatti, dopo la purificazione nel Giordano, il Cristo va in giro per il Suo paese, servendo e pronunciando le parole che hanno modellato per secoli la nostra civiltà occidentale.

Acqua ed origine della vita

Come sappiamo, l’esistenza terrena ha inizio nel liquido amniotico del grembo materno, dove si sviluppano tutte le funzioni fisiche del bambino. In questo senso, il liquido amniotico rappresenta una culla d’acqua calda, che ripara il feto, lo protegge, lo nutre e lo coccola per tutti i 9 mesi.
Composto in gran parte di acqua, sali minerali, lipidi e proteine, all'inizio della gravidanza viene prodotto dalla placenta e dalle membrane che circondano la parete uterina, dal secondo trimestre è formato essenzialmente dall'urina del bambino stesso: è un’urina diversa da quella di un adulto ed è più simile al siero (la componente liquida del sangue). Il bambino beve il liquido, lo digerisce, lo assorbe a livello intestinale e, una volta entrato in circolo, viene scambiato nella placenta col liquido materno, una parte viene filtrata dai reni che lo immettono nuovamente nel sacco amniotico.

La quantità del liquido aumenta fino al 6° - 7° mese di gestazione, poi tende a mantenersi stazionaria, fino a diminuire lievemente nelle ultime settimane.

Esso ha una funzione meccanica: attenua suoni e rumori esterni, che al feto arrivano più ovattati, mantiene stabile la temperatura, attutisce eventuali traumi, costituisce un involucro sterile, indispensabile a salvaguardare il piccolo dal rischio di infezioni.
Sul piano metabolico, è utile per lo sviluppo dell’apparato digerente: ingerito attraverso la bocca, il liquido viene ‘digerito’, poi passa nell'intestino, dove comincia l’attività di assorbimento, mentre le prime sostanze indigeribili (le cellule di desquamazione della pelle e delle mucose) iniziano ad accumularsi, formando, poco a poco, il meconio, le prime feci che il bimbo espellerà dopo il parto.
Altra funzione importante è permettere lo sviluppo dell’apparato respiratorio.

Nell'utero, il bambino compie periodicamente movimenti respiratori con i muscoli del torace e del diaframma; inala il liquido attraverso il naso e la pressione spinge gli alveoli e li fa dilatare, come se respirasse.

Al parto, il liquido viene in parte riassorbito dagli alveoli polmonari e in parte ‘spremuto’ fuori dai polmoni: il bambino si prepara così al suo primo respiro.

Quindi, come per la nascita del Creato, così per il bimbo, la vita fisica ha origine nell'acqua.

Secondo le parole del Cristo: «Chi non nascerà per mezzo dell’acqua e dello Spirito, non potrà entrare nel Regno di Dio»: la nascita sul piano spirituale (la seconda nascita), deve avvenire consapevolmente dalle acque (oltre il piano emotivo) e dallo Spirito, riunendo e superando la dualità.

«Chiunque possa vedere, come Gesù, la colomba spirituale discendere su di sé, (cioè chi riesce a scorgere il proprio occhio spirituale di onniscienza onnipresente) e, perseverando nella Meditazione sempre più profonda, riesce a penetrare con lo sguardo nella sua Luce,  percepirà l’intero regno dell’energia cosmica e della Coscienza di Dio, che esiste dentro e fuori di essa, nell'infinita beatitudine dello Spirito» (Paramahansa Yogananda: Lo Yoga di Gesù, pag. 68).

Conclusioni

In sintesi, tutte le forme di vita sono collegate all'acqua, che rappresenta un elemento importante anche per l’uomo.
Cristo ci dice: «Chi non nascerà per mezzo dell’acqua e dello Spirito, non potrà entrare nel Regno di Dio»: questo indica che la nascita sul piano spirituale (la seconda nascita), deve avvenire consapevolmente dalle acque (oltre il piano emotivo) e dallo Spirito, riunendo e superando la dualità.

Luglio 2014

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio e Lombardia

 

La memoria dell’Acqua e l’importanza del Pensiero Positivo nella vita quotidiana

A cura di: Eugenio D. Sepe, Eulalia A. Onorati, Fortunata Folino e Maria Pia Nicole Rubino *

Premessa

Per comprendere l’importanza del pensiero positivo e l’effetto che questo ha sull’acqua, come potente canale di trasmissione delle vibrazioni, è importante presentare una breve introduzione sulla struttura dell’acqua, che ci permette di spiegare questa proprietà specifica dell’acqua

La struttura dell’acqua

L’acqua è all'origine della vita sul piano fisico: senza acqua, la vita è impossibile.

L’acqua è indispensabile alla sopravvivenza della vita fisica di tutte le creature del Regno Vegetale e di quello Animale, oltre allo stesso essere umano.

Essa è un composto chimico di formula molecolare H2O, dove i 2 atomi di idrogeno sono legati ad 1 atomo di Ossigeno con legame covalente: ogni atomo di idrogeno ha un solo elettrone, che viene messo in comune con l'ossigeno, che, a sua volta, partecipa al legame con un elettrone.

La molecola d'acqua è detta “polare”, perché ha un polo debolmente positivo, vicino all'ossigeno, e uno debolmente negativo, vicino all'idrogeno: l’ossigeno è capace di tenere gli elettroni più vicino a sé, rispetto all’idrogeno e la molecola d’acqua risulta così carica negativamente, in corrispondenza dell’atomo di ossigeno e positivamente in corrispondenza dell’idrogeno. Inoltre, poiché due cariche opposte si attraggono, le molecole d’acqua tendono ad unirsi tra loro come calamite.



La forma della molecola d’acqua è un tetraedro, la struttura solida più semplice che si possa creare: essenzialmente una piramide a base triangolare, con l’ossigeno al centro del solido; i tetraedri possono, poi, organizzarsi ulteriormente in strutture più complesse, unendosi in gruppi di molecole (cluster) di varie dimensioni (anello pentagonale e per lo più esagonale, che risulta essere il più stabile).

Una caratteristica specifica dell’acqua, che spiega perché l’acqua ha una memoria, è legata alla creazione dei ponti di idrogeno, più deboli degli altri tipi di legame, e che sottendono la creazione di cluster (gruppi di molecole).

Il ponte di idrogeno si crea quando l'atomo di H si lega all'atomo di O e la sua positivizzazione è tale da consentire ad esso di legare, con legame essenzialmente elettrostatico, un altro atomo elettronegativo.


I legami ad idrogeno vanno intesi come fluttuanti: è come se lo stesso atomo di idrogeno potesse passare da una molecola ad un’altra, pur restando fisicamente all’incirca nella stessa posizione nello spazio: la vita media di un singolo legame idrogeno è di 1 picosecondo (10-12 secondi).
Il legame a idrogeno è in grado di trasferire, nell’acqua liquida, informazioni anche a significative distanze: le molecole d’acqua, appena vengono a contatto tra loro in numero adeguato, come nello stato solido o in quello liquido, tendono a disporsi in modo da formare dei “cluster” a geometria tetraedrica, rispettando cioè il tipo di geometria che caratterizza la singola molecola H2O.

La memoria dell’acqua

Il primo a parlare di “memoria dell'acqua” è Jacques Benveniste, un medico e immunologo francese, che nel 1988, pubblica su Nature uno studio sulla memoria dell'acqua, che desta reazioni fortissime di opposizione, da parte degli scienziati più ortodossi.
Nel suo studio, egli dimostra che un antigene, diluito omeopaticamente oltre 120 volte, suscita nel corpo la stessa reazione di un antigene allo stato puro.
Benveniste osserva che a ciascuna molecola attiva di acqua corrisponde un segnale elettromagnetico: mano a mano che le varie diluizioni escludono la presenza della molecola, il segnale rimane attivo.
Gli effetti di queste alte diluizioni vengono riprodotti sette volte in sei laboratori internazionali, indipendenti dal suo, e più di un migliaio di volte nel proprio laboratorio, avvalendosi anche di un robot, per escludere l’intervento umano.
La furia delle aziende farmaceutiche ordisce un vero e proprio processo, dove i risultati di Benveniste vengono criticati, stravolti e presentati come truffa, senza alcuna confutazione scientifica.
Luc Montagnier (premio Nobel per la Fisiologia e Medicina e co-scopritore del virus dell'AIDS), dopo aver lavorato sui segnali elettromagnetici rilevabili nelle cellule in coltura, dichiara che l'AIDS può essere curata con una dieta equilibrata, ricca di antiossidanti, ed in particolare con acqua di qualità.
Nel 2007 Montagnier riabilita completamente Benveniste: “Per me, Jacques Benveniste è un grande ricercatore e come è stato trattato è scandaloso. Penso che questa è una questione così importante come il caso di Galileo. È un’idea rivoluzionaria… che l'acqua è straordinaria, il DNA è circondato dall'acqua e l'acqua conserva le informazioni del DNA: l'acqua organizzata emette onde elettromagnetiche (…) Dovrà essere riabilitato, perché Jacques Benveniste aveva ragione. È andato oltre il suo tempo e i cambiamenti del paradigma, difficili da digerire per gli scienziati. L'universo non è solo materia, è anche onde.”
La memoria dell'acqua è legata ai domini di coerenza: l'acqua è influenzata dalle vibrazioni con le quali entra in contatto e risponde in termini di forze elettromagnetiche deboli, legate ai ponti a idrogeno.
Emilio Del Giudice afferma che l'oscillazione coerente del dominio di coerenza dell'acqua genera un effetto gerarchico a catena, per cui i domini di coerenza possono oscillare in fase e formare un insieme di domini di coerenza a loro volta coerenti, e così via.
L'acqua ha questa capacità di formare vaste strutture, molto estese, che sono alla base degli esseri viventi. Il dominio di coerenza basilare è di un decimo di micron, però può arrivare ad influenzare anche un elefante o un ippopotamo.

Gli studi di Emoto e l’importanza del Pensiero Positivo

L’importanza dell’effetto delle vibrazioni sull'acqua è stata evidenziata in diversi studi da Masaru Emoto, attraverso una serie di esperimenti sui cristalli di acqua che si formano durante il congelamento dell’acqua.

I suoi studi dimostrano come l'acqua risponda alle diverse vibrazioni: ambienti, musiche, parole e meditazione. Essa appare come un organismo, che registra ogni minima variazione vibrazionale dell'ambiente, rispetto alla quale tende a mostrare il livello di armonia, nella bellezza, o meno, del cristallo che si genera, durante la cristallizzazione.

Infatti, l'acqua pura, ghiacciando, tende a creare un cristallo orientato alla Stella esagonale; al contrario, laddove intervengono vibrazioni disarmoniche, il cristallo perde, in modo più o meno evidente, la forma stellare, per assumere forme di minor bellezza.

Gli studi di Masaru Emoto evidenziano la capacità dell'acqua di registrare le vibrazioni di un ambiente, reagendo in maniera differente a seconda del pensiero o della vibrazione a cui sono esposti: i cristalli assumono una forma simmetrica e armonica o al contrario caotica e disordinata a seconda dell’energia a cui vengono esposti.

Alla luce di queste ricerche, si evidenzia l’importanza dell’effetto del pensiero positivo. Infatti, essendo il corpo umano composto per larga maggioranza di acqua, è facile immaginare quanto le nostre parole ed i nostri pensieri possano favorire una disposizione armoniosa dei cristalli e quindi poi una conseguente ottimizzazione dei processi cellulari.

In particolare, il Pensiero Positivo nasce dalla corretta attitudine di una mente, che impara a guardare verso l'alto, per attingere i Valori, per poi riversarli sulla personalità.

Il Pensiero Positivo permette di valutare sempre le cause di ogni evento, attribuendo scarsa importanza alla forma e leggendo la realtà con i codici delle Legge Universali, all'insegna del buon umore e di una visione positiva ed evolutiva.

Per generare un Pensiero Positivo stabile, occorre seguire alcune fasi:

  1. Liberare il Pensiero dalle emozioni, mediante i seguenti passaggi:
    • Distinguere il Pensiero dalle emozioni
    • Imparare a discriminare tra Corpo Emotivo e Corpo Mentale
    • Ripulire il pensiero dai desideri e dalle paure, prima di decidere
    • Distinguere tra cosa è desiderio e cosa è evoluzione
    • Distinguere tra la realtà e le paure
    • Imparare a prendere tempo, per acquietare le emozioni
    • Imparare a restare lucidi e calmi, soprattutto nelle situazioni di agitazione emotiva
    • Imparare a giocare con la personalità
  2. Ripulire il Pensiero dagli automatismi e dalle ideologie, mediante i seguenti passi:
    • Mettere in discussione qualsiasi abitudine, derivante dalla tradizione familiare, sociale e religiosa
    • Imparare a riflettere su ogni singola scelta, evitando di appoggiarsi su forme pensiero preesistenti
    • Imparare a riconoscere le principali ideologie, comprendendone le cause e prendendo distanza
    • Riconoscere i principali automatismi, per avviare un processo di neutralizzazione
    • Liberare il Pensiero da critica, lamento, autocommiserazione
    • Ripulire il Pensiero da odio, vendetta e schiacciamento di sé e degli altri
    • Imparare a neutralizzare il pensiero reattivo
  3. Deporre il Pensiero nel Cuore:
    • Imparare ad ascoltare il Cuore in sé e negli altri
    • Cercare l'elemento di fragilità, con delicatezza e pazienza
    • Cercare lo Spazio di Reciprocità, dove connettere la fragilità propria, con quella dell'altro
    • Cogliere la Bellezza che c'è in sé e nell'altro e coltivarla
    • Porre lo sguardo alla trasmutazione di un limite, prima di affrontarlo
    • Cercare l'elemento comune, prima di parlare
    • Cercare il Noi, in ogni situazione.

Conclusioni

In sintesi, alla luce delle diverse ricerche scientifiche, che evidenziano la proprietà di memoria delle vibrazioni da parte dell’acqua, e considerando, come abbiamo visto, che il 75% del corpo dell’uomo è composto dall’acqua, risulta sempre più evidente l’importanza di immettere nella nostra vita quotidiana, pensieri e vibrazioni positive, che generano armonia e bellezza nel nostro organismo. Anche la scienza tradizionale conferma dunque il noto principio per cui “L’energia segue il pensiero”!

 

Maggio 2014

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio

 

La trasmutazione del desiderio

A cura di: Eugenio D. Sepe, Eulalia A. Onorati, Fortunata Folino e Maria Pia Nicole Rubino *

Premessa

Molte delle discipline spirituali in tutto il mondo descrivono la “prova del desiderio” come una delle tappe fondamentali nell’evoluzione dell’Uomo. L’articolo descriverà il senso più profondo e spirituale del desiderio e una serie di passaggi che ci potranno condurre dal dominio del desiderio, come avviene per gli animali, al Dominio della Coscienza, che trasforma il desiderio in Aspirazione spirituale.

Etimologia e senso sottile del “desiderio”

La disciplina del desiderio è una delle conquiste più difficili, all'inizio del Percorso Spirituale.
Etimologicamente, Desiderare proviene da: “de” (mancanza) + “siderare”, da “sideris” (stelle): vuol dire quindi “mancanza delle stelle”. Quindi, il desiderio indica il volgersi verso la cosa che manca e da cui si è attirati: lo sguardo è rivolto alla scintilla di Assoluto (stelle), che manca e che si vorrebbe avere (essere).
Pertanto, il desiderio è una scintilla dell'Assoluto, impiantata nell'intimità della materia, che richiama verso l'alto.

L’utilizzo del desiderio

Il desiderio implica sempre un processo di fusione: desidero un cibo da mangiare (portare dentro di me), una donna (uomo), con cui fondermi, un oggetto da possedere. Quindi, il desiderio è un'energia fondamentale, con la quale è impossibile non confrontarci.
Il punto è andare alle cause di ogni desiderio, per scegliere con Libertà e Consapevolezza, come gestirlo, per la nostra salute e per la nostra evoluzione.
Possiamo dire che ogni desiderio va trasmutato dall’azione inconsapevole (agito) alla Considerazione consapevole.
Il nostro Percorso è sintetizzabile in questo semplice processo: la trasformazione dei desideri agiti (e subiti) in desideri "Considerati" (Aspirazioni).
L'uomo comune è pienamente schiavo del desiderio, che vive in modo automatico e non consapevole.
I “creativi” basano i messaggi pubblicitari unicamente sui desideri dell'uomo comune:

  • Sessualità
  • Potere
  • Prestigio
  • Supremazia
  • Bellezza
  • Fascino
  • Eleganza

In altri termini, da questo punto di vista, l'uomo comune è come un animale, da manipolare, sulla base del desiderio.
Un fattore particolare nell'uomo è legato all'attrazione per la trasgressione: il desiderio di trasgressione è una delle piattaforme illusorie che incatenano l'uomo al desiderio. Esso è legato all'illusione della libertà: “faccio come dico io”, tipico della personalità potente. Una serie di pubblicità sfruttano l’illusione della Libertà, intesa come trasgressione.

La trasmutazione del desiderio

Per la trasmutazione del desiderio, è necessaria la coltivazione di sette Qualità, che descriviamo di seguito.

Volontà di elevazione: essa si manifesta quando cominciamo a stancarci dei “giocattoli” degli uomini comuni: ricerca del piacere, in ogni sua forma, ed evitamento del dolore, in ogni modo. Allo stesso tempo, cominciamo a sentire in noi un Fuoco nuovo, che ci spinge ad elevare la nostra vibrazione.

Aspirazione applicata: dopo aver teorizzato a lungo su ciò che andrebbe fatto, cominciamo ad applicare l'Aspirazione ai diversi ambiti della vita quotidiana, elevando, gradualmente la nostra vibrazione ed applicando il Desiderio, ad un livello più elevato. Cominciamo a sperimentare nei rapporti una modalità più leggera e coerente, legata al Cuore: il Noi si fa strada.

Creazione Intelligente: si attiva un duplice processo, che da una parte porta alla distruzione progressiva delle abitudini più grossolane, e dall’altra, alla nascita di nuove forme, per soddisfare i desideri, più sottili ed elevate. Armonizzazione delle diverse dimensioni dell’essere umano (spirituale, mentale, emotivo, eterico e fisico), generando uno squilibrio tra vecchie e nuove abitudini. Si configura, gradualmente, una lotta interiore e la nuova Coscienza impara, pian piano, a generare Armonia nei vari corpi, attraverso questo continuo scontro: ad ogni passo, vengono armonizzati, progressivamente, tutti i Corpi.

Discriminazione: essa è fondamentale per distinguere, all'interno dei nostri comportamenti, le tracce dei desideri nascosti. La mente deve imparare a discriminare la vera causa di ogni comportamento, accettando che, spesso, è la mente di Gruppo a vederla e non la nostra piccola e confondibile mente individuale. Il reale movente di molti comportamenti, ammantati di buone intenzioni, spesso, è un desiderio. Ad esempio, possiamo opporci ad un progetto solo perché non siamo stati noi a proporlo (desiderio occulto di affermazione e di supremazia) e la mente, poi, cerca ogni buon motivo per sconfermarlo.

Sacrificio del piacere, intendendo il piacere come “desiderabilità” di qualcosa. L'inversione di priorità tra Coscienza e personalità si realizza con il mancato rispetto di questo punto.
Il Sacrificio di ciò che la personalità ritiene desiderabile per sé è un processo delicato e graduale. Il lavoro in un Gruppo è un aiuto insostituibile alla realizzazione di questo processo: è solo in Gruppo che impariamo a disarmare alcuni antichi automatismi, destinati a tenere lontano il dolore e ad accettare di vivere la propria parte di dolore.

Ordine Rituale: esso prevede una gestione ordinata e rituale della vita quotidiana. Non è più il desiderio della personalità a decidere cosa e quando mangiamo, come parliamo e quando ci addormentiamo, ma uno stile di vita ciclico ed ordinato, orientato alla Coscienza.

Conclusioni

In sintesi, il desiderio, come attrazione verso qualcosa che manca, rappresenta un elemento di propulsione fondamentale della vita. Per questo, l’obiettivo di un ricercatore spirituale non è quello di reprimerlo, creando delle congestioni nel corpo emotivo ed eterico, ma di elevarlo e trasmutarlo in aspirazione.

 

Novembre 2014

* Psicoterapeuti e Psicologi dell’Associazione Dhyana, Lazio e Lombardia