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Meditazione della Pasqua – Marzo 2018

La Pasqua

“Il giorno di Pasqua è sempre stato fissato seguendo delle regole astronomiche. Questi fatti meritano la più attenta considerazione. Queste notizie dovrebbero essere conosciute da tutti i cristiani, perché allora, e soltanto allora, essi potranno pervenire ad una completa e chiara comprensione di ciò che, nella Sua natura Cosmica, Cristo venne a compiere sulla terra. Questo avvenimento fu di gran lunga più importante del fatto di assicurare la salvezza individuale di un qualsiasi essere, umano. Il suo significato è qualcosa di più della semplice base della fede dell’avvenire celeste di molti milioni di persone. L’incarnazione di Cristo, a parte il suo valore storico e la nota fondamentale che Egli fece risuonare, segnò la fine di un grande ciclo cosmico; ma segnò pure l’apertura di quella porta che conduce nel regno che, prima di allora, si era aperta soltanto occasionalmente, per permettere l’ingresso di quei Figli di Dio che avevano trionfato sulla materia. Dopo l’avvento di Cristo la porta rimase aperta per sempre e sulla terra incominciò a prendere forma il regno di Dio”
(A. Bailey Da Betlemme al Calvario, v. 184).

Il Maestro Tibetano ci descrive ciò che la venuta del Cristo ha permesso di realizzare in passato e il ciclo che, in tal modo ha preso avvio, affinché lo Spirito trionfi sulla materia. Ora, come sappiamo, il Cristo sta per ritornare tra gli uomini, per sostenere ancora l’Umanità nel processo di realizzazione del Regno di Dio sullaTerra.

Questo ci impegna come Ricercatori Spirituali e richiede a ciascuno di noi, nella vita quotidiana e con tutti i mezzi di cui disponiamo, di utilizzare la qualità della Discriminazione del Cuore e consacrarci al Servizio. L’intensità e la velocità di questi tempi conducono in quella Direzione e noi tutti, se abbiamo occhi attenti ad osservare, possiamo cogliere l’accelerata che sta riguardando l’Evoluzione umana.

Con la nuova venuta del Cristo sulla Terra si realizzerà la spiritualizzazione della materia, quando essa sarà redenta ed in ciò sarà possibile il Ritorno alla Casa del Padre. In tale momento si libererà il Cristo Cosmico dalla Croce della materia.

Le religioni, nei secoli, hanno dato molto rilievo all’elemento della “morte” del Cristo, anziché sottolineare la rigenerazione della vita di cui quella morte fu preludio. Ciò che fu veramente importante, fu la Resurrezione che simbolizzò sulla Terra la formazione di un nuovo regno in cui tutti gli esseri e tutte le forme saranno liberate dalla morte. L’Uomo sarà liberato dalla Croce della materia.

La Resurrezione non è della materia in sé, come descritto in alcuni testi religiosi, ma rappresenta la redenzione di tutta la materia, seguendo il Principio per il quale, essa racchiude la vibrazione dello Spirito al suo massimo livello di densità. Pertanto, la liberazione dalla Croce della materia, permette lo sprigionarsi di quella vibrazione spirituale, che per tutta l’Umanità, è espressione del Principio Cristico di Amore e di Vita.

La Guarigione ci riporta alla Responsabilità, espressa dal Cristo, di applicare la Legge di Amore, poiché l’unico vero ‘’peccato’’ che l’essere umano può realmente compiere è dato dal muoversi secondo un’attitudine separativa.

La Redenzione della materia, quindi, rappresenta un vero e proprio processo di Guarigione, ad opera dell’energia dell’Amore, collegata al Cristo, e che egli stesso, nella sua discesa sulla Terra attraverso il Maestro Gesù, ha espresso anche come Guaritore.

La Guarigione realizzata attraverso il Cristo, comporta l’immissione di pura energia egoica nell’apparato della persona, che lo attraversa e redime, in quel processo, gli elementi di materia che vanno trasmutati.

L’elemento Vita, insieme al Passaggio che la Pasqua rappresenta, viene espresso potentemente dalla fase del ciclo dell’anno in cui ci troviamo.
La Pasqua, infatti, rappresenta il momento in cui il seme immesso, durante l’oscurità del Solstizio Invernale, viene alla luce e germoglia.
Possiamo collegare questo momento al più ampio Ciclo annuale, seguendo i Dodici Petali del Cuore, per come ci vengono descritti da Anglada.


ArtMedPasquaMar2018
Siamo partiti dall’Equinozio d’Autunno, che cade in Bilancia, e il cui Petalo è l’Equilibrio, rappresentato dal perfetto bilanciamento delle ore di luce e di buio. Nel ciclo respiratorio dell’anno rappresenta la fine della pausa in basso e l’inizio dell’inspirazione.

Siamo passati per il Solstizio d’Inverno, nel segno del Capricorno, il cui Petalo è la Redenzione, durante il quale abbiamo immesso il seme, nel buio della Terra e che rappresenta l’inizio della pausa alta, alla fine dell’ispirazione.

Con il segno dell’Ariete, caratterizzato dal Petalo della Risolutezza, ci troviamo alla fine della pausa alta e l’inizio dell’espirazione, in cui dopo aver focalizzato il progetto-seme, colorandolo dell’elemento Vita e della nota della Volontà, avviene l’espressione sul piano della manifestazione.

Nel ciclo annuale, oggi, siamo di nuovo in un Equinozio, dove l’energia della Luce e quella dell’oscurità tornano ad equilibrarsi, prima di dare spazio all’espressione della Luce e della Vita, sempre più crescente, nel corso dei mesi primaverili prima ed estivi poi.

Premesse sul Segno dell’Ariete e riferimento al Ciclo dell’anno

L’Ariete è un segno di Fuoco ed inizia il ciclo della manifestazione, ed è governato dall’energia del 1° Raggio.

Il Segno dell’Ariete si trova sull’asse dell’Equilibrio e della Forza ed è governato da Marte e Mercurio e risponde alle energie del 1° e del 7° Raggio.

E’ una delle costellazioni che compone la Croce Cardinale, la Croce della Monade che si incarna. In Ariete nasce il primo impulso, dove le idee nascono sul piano mentale per poi discendere ed incarnarsi, prendendo via via una forma sempre più definita.

Da questa energia parte la prima intenzione di incarnarsi e di discendere. Il Petalo del Cuore collegato all’Ariete è quello della Risolutezza.
“Le note fondamentali di Aries sono quattro, e tutte contengono la stessa idea. Si possono esprimere con queste quattro ingiunzioni, rivolte, simbolicamente, all’anima che s’incarna: 

  1. Esprimi la volontà di essere e di fare.
  2. Sviluppa la forza di manifestarti.
  3. Entra in battaglia per il Signore. 
  4. Arriva all’unità tramite lo sforzo.” 

(A. Bailey, Astrologia Esoterica, pag. 93)

Il Motto esoterico, secondo Anglada, è “Io sorgo e dal piano della mente governo”.

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Con il segno dell’Ariete ha inizio la fase di espirazione, collegata all’espressione dell’energia della primavera, in cui anche la Natura si risveglia e si rivela. Riguarda quindi una fase di esteriorizzazione, dopo aver coltivato a lungo il seme, nell’oscurità della terra e dopo averlo nutrito nell’interiorità.
La parola Primavera significa “inizio dello splendore” ed è collegata alla fase dell’anno in cui la Luce inizia a risplendere maggiormente e ad illuminare.
La Luce connessa alla Primavera ci permette di estrinsecare con Visione chiara verso un obiettivo chiaro. E’ un processo collegato ad un deliberato atto di Volontà, nutrito dall’energia del 1° Raggio, strettamente connesso alla vibrazione dell’Ariete.
La Forza del Fuoco viene generata in Ariete, che è un vero e proprio propulsore di Forza Spirituale e dà il via al processo di purificazione ed inizia un nuovo ciclo di Vita.
“Aries, “luogo di nascita delle Idee divine”, siano esse anime fatte scendere nella carne e governate da Marte fino a che si orientano e passano sotto l’influsso di Mercurio — o idee divine che nascono sotto forma di disegni gerarchici — cui l’iniziato diviene sensibile” (ibidem, 102).

La fatica di Ercole e il Petalo del Cuore: la Cattura delle Giumente antropofaghe e la Risolutezza

Ercole venne chiamato per affrontare la prima Fatica che gli avrebbe permesso di compiere i primi passi sulla Via.
La fatica consisteva nel catturare le giumente antropofaghe di Diomede, figlio di Marte, che spaventavano e uccidevano molti uomini e che generavano continuamente cavalli da guerra, sempre più feroci e malvagi.

Ercole, gioioso e ricco di speranza, prima di varcare la prima porta, chiamò il suo più fidato amico Abderis, che lo aveva seguito sempre, così insieme varcarono la prima porta.

Ercole trovò e catturò velocemente le feroci giumente; fu molto orgoglioso di essere riuscito senza troppa fatica ad adempiere al compito. Pensò che non doveva spingere lui le giumente fino alla porta: era un compito troppo facile, per cui chiamò l’amico e gli disse di spingere i feroci animali dall’altra parte della porta, mentre lui camminava pieno di orgoglio davanti alla mandria.

L’amico si spaventò, era debole e le giumente lo travolsero scappando, mentre l’amico di Ercole moriva.

Ercole, distrutto dal dolore per la morte dell’amico, tornò in sé. Lasciò da parte l’orgoglio e cercò nuovamente le giumente, le catturò e le portò al di là della porta.

Alla fine della prova il Maestro si rivolse ad Ercole dicendogli: “La prima fatica è terminata, la prova è superata, ma male”.

Il petalo della Risolutezza, connesso a questa prova, riguarda il fatto che:

• Abderis rappresenta la personalità debole, divisa dall’Anima

• Il cavallo è il simbolo che rappresenta l’attività mentale, i pensieri

• Le giumente antropofaghe indicano l’aspetto femminile della mente che genera false idee ed errati concetti e divorano tutto, in continuazione

La Qualità della Risolutezza ci porta a focalizzare con chiarezza gli obiettivi e l’energia verso il nostro campo di Servizio. Ci connette ad una precisa visione degli scopi da raggiungere. Ercole è costretto a tornare indietro e fare i conti con la debolezza della sua personalità, a cui non può essere lasciato il controllo della mente violenta e aggressiva, che solo può essere domata con la Risolutezza dell’Anima.

Aspetti astrologici nel mese del Segno

Nel corso del plenilunio, come di tutto il mese, un aspetto che è rimasto costante è la quadratura tra Sole in Ariete e Plutone in Capricorno. Il Sole e Plutone portano con sé potenti energie di 2° e 1° Raggio che producono grossi cambiamenti ed impongono un riorientamento della personalità alla Coscienza. La quadratura tra questi due pianeti significa che ci sono aspetti del carattere, difficili da rigenerare che rendono complesso l’utilizzo della Volontà allineata alla Coscienza e il fatto che il Sole sia in Ariete, possono indicare che queste difficoltà riguardino il piano mentale.

Il quadrato tra Mercurio in Ariete e Saturno in Capricorno permane, a indicare un persistente blocco della mente nella sua espressione esteriore a causa di schemi abitudinari e non rigenerativi: si tratta proprio di un’espressione degli aspetti della mente che abbiamo visto nella fatica di Ercole. Il trigono tra Venere e Marte presente per tutto il mese, fa in modo di portare chiarezza attraverso le energie di 5° Raggio (la Luce dell’Intelletto) sui desideri personali. È l’aspetto positivo che ci può accompagnare a superare gli ostacoli prima individuati.

Il trigono tra Nettuno e Giove, presente per tutto il mese, favorisce un approccio universale ed inclusivo alla vita, mantenendo l’equilibrio tra le aspirazioni spirituali e il desiderio di essere al Servizio.

Poesia: “La fioritura del Cuore”

Dalla cavità del Cuore
Una spada di Luce fiammeggiante
Divampa con la forza della Discriminazione
Illuminando con chiarezza la Visione.

Correnti ascensionali
richiamano spirille di vita verso l’alto,
accompagnandole al Ritorno alla Casa del Padre,
redimono la materia con l’energia di Amore,
irremovibili, come i Giuramenti dinanzi ad altari Sacri,
che si elevano come vessilli di Onore, prima della battaglia,
nel fremito che precede il passo fermo della Volontà.

Nella preparazione dell’avvento del Cristo
energie di Luce si riversano sulla Terra,
favorendo la liberazione dalla Croce della materia
e sprigionando la vibrazione del Principio Cristico
che risveglia i Cuori e ci accompagna a far germogliare nuovi fiori
nel Candore della Primavera e nel profumo di nuove Qualità.

 

Meditazione del Solstizio Invernale – Dicembre 2016

La preparazione del terreno

Siamo nel periodo di passaggio tra le energie del Sagittario, caratterizzato dal 6° Raggio e che genera una spinta luminosa, attraverso l’Aspirazione, e quelle del Capricorno, che entra nella materia, redimendola.
Il Solstizio d’Inverno rappresenta il momento più alto che corrisponde, nel Ciclo annuale, al Nord e al punto verso cui è diretto il cammino ascendente del Sole. Allo stesso tempo, il Solstizio d’Inverno rappresenta il momento più basso, quello in cui immettiamo il seme nell’oscurità della terra. Questa apparente contraddizione, trova soluzione attraverso la legge di Analogia e Corrispondenza, che ci spiega che come è in Alto, così è in basso. (Guénon, Simboli della Scienza Sacra, pag.205)
La Redenzione è la parola chiave che accompagna tutto il Solstizio invernale. Questo periodo è, infatti, caratterizzato da energie che favoriscono il processo di unificazione tra Coscienza e personalità.
L'Anima, rinchiusa nella triplice corteccia della sua personalità, trascorre lunghissimi cicli di tempo soggetta alla legge della materia e al doloroso processo di isolamento sociale o di separatività umana, fino a che attraverso un lento e prolungato processo di dubbi e sofferenza, arriva a divenire cosciente della sua meravigliosa origine spirituale, la quale le permette di cogliere intuitivamente la via dell’Unità con tutto il creato.
Possiamo comprendere come questo processo, vissuto su un piano individuale, renda manifesta la Causa dell’esistenza di tante separazioni sul piano sociale, nonostante ci sia un’Unità fondamentale da cui proveniamo. La mancanza di integrazione spirituale dei Corpi genera l'individualismo, che crea il senso profondo di separatività, le quotidiane incomprensioni nei nostri rapporti e il periodico arroccamento sulla visione personalistica. Per dirla con le parole di Anglada: “La mancanza di coordinazione tra i distinti veicoli, mentale, astrale e fisico, è la causa dell'isolamento sociale dell'uomo, essendo la mancanza di integrazione spirituale il risultato di questo isolamento o esclusivismo individuale che sorge come conseguenza delle barriere interposte dagli Elementali costruttori tra l'anima in incarnazione fisica e l'Anima nel suo proprio piano, l'Io superiore o Angelo solare”. (Anglada, Magia Organizzata Planetaria, pag. 28)
Il processo di Redenzione è dunque la risultante di un rapporto magico tra lo Spirito e la materia, in cui quest’ultima si trasforma e si modifica progressivamente, attraverso l’immissione della Luce e la generazione di un equilibrio e di un’armonia sempre maggiori tra Luce e ombra. Anglada ci dice che “Utilizzando l'analogia potremmo dedurre che l'”illuminazione spirituale” non è altro che un'espressione dell'equilibrio stabilito tra l'anima umana e il suo triplice veicolo di espressione mentale, astrale e fisico, con la conseguente introduzione di luce buddhica all'interno dei composti molecolari di suddetti veicoli. Questa introduzione di luce determinerà quel fenomeno di radiazione magnetica che esotericamente chiamiamo “redenzione della materia” o purificazione dello Spirito Santo”. (Anglada, Magia Organizzata Planetaria, pag. 38)
La stessa luce elettrica che ci illumina non è, come generalmente si crede, una reazione provocata tra due poli, positivo e negativo, dell'elettricità, ma un equilibrio prodotto tra entrambi. Possiamo collegare il processo magico della Redenzione che, come più volte detto, riguarda l’immissione di Luce nella materia, con la tradizionale accensione delle luci nel mondo durante il periodo natalizio.
Per mezzo di tale processo di Redenzione, è possibile arrivare a sentire dentro di sé un centro di Pace dopo aver equilibrato le forze della Coscienza e della personalità.
Il Cristo Bambino può nascere nella Grotta dell’Uomo (il Cuore), in cui si accende la Luce di Dio (Coscienza), attraverso la perfetta Fusione dello Spirito (Padre) con la materia (Madre).
E’ interessante notare che i Maestri e gli Iniziati ci invitano a sviluppare la Qualità della Purezza, ripulendo in profondità la vibrazione dei nostri intenti, motivazioni e pensieri, al fine di immettere Luce Solare all’interno dei nostri Rapporti e dei nostri Corpi.
Anglada ci ricorda a tal proposito che: “Essere BUONO non implica necessariamente essere PURO, mentre essere PURO implica immancabilmente essere BUONO”. (Anglada, Magia Organizzata Planetaria, pag. 39)
Il processo di Solarizzazione cui andiamo incontro nelle diverse vite, viene descritto in modo semplice e potente dal simbolo della Croce. Infatti, attraverso di esso, riconosciamo la dimensione karmica da riequilibrare (Q1) e la trasmutiamo attraverso progressive crisi interiori (Q2), per mezzo delle quali sviluppiamo l’Accettazione dei limiti e la Compassione verso le fragilità dell’altro (Q3), nelle quali rispecchiamo le nostre stesse fragilità. Riconosciamo la Fratellanza che ci unisce. Entrando nel dolore, sviluppiamo sensibilità e ci muoviamo in direzione della Funzione (Q4), offrendo agli altri ciò che impariamo percorrendo il Sentiero della Redenzione, nel corso del quale, riconosciamo di essere Frammenti di quella stessa Luce Divina di cui siamo parte.

Poesia

Sfiori la Terra con il tuo leggiadro tocco,
semini nel suo grembo il granello di nuovi germogli.
Simili a filamenti di Luce,
ascendono verso l’Alto,
nella ricerca del Mistero della Verità.

Nasce nel Cuore,
l’Alba di un nuovo giorno,
uno spazio di Gioia e di perfetto Equilibrio:
il Cristo interiore,
l’Amore che pervade il Tutto,
punto luminoso che si espande nei Rapporti.

La Mente e il Cuore accolgono la Vibrazione del Cielo
che attraversa la porta della manifestazione,
nella Gioia della vita quotidiana.

Meditazione del Solstizio Invernale – Dicembre 2017

La Materia vergine

Il Solstizio d’Inverno rappresenta il momento più alto nel Ciclo annuale, che corrisponde al Nord e al punto verso cui è diretto il cammino ascendente del Sole; nello stesso tempo, rappresenta anche un momento importante, in cui possiamo immettere il seme nell’oscurità della Terra. Evidenzia un passaggio in cui, contemporaneamente, si sale verso l’Alto e si discende nella profondità della materia.
Il Solstizio d’Inverno è, dunque, il momento più elevato delle energie spirituali e più basso su quello della forma, la quale, rallenta quasi fino a fermarsi, entrando nell'inverno; esso rappresenta, quindi, l'opportunità di entrare nella profondità di se stessi, favoriti da una rinnovata spinta Spirituale.
Lo studio di Mercurio, svolto nel corso dei mesi, ci ha sostenuto nel comprendere più intimamente il processo di risalita del Fuoco, dalle tenebre verso la Luce e, il contemporaneo, processo di penetrazione del Fuoco, stesso, nell’oscurità della materia. Possiamo cogliere l’essenza profonda di questo momento dell’anno, attraverso la comprensione del movimento duplice, verso l’Alto e verso il basso.
Anglada ci accompagna ancora di più in questo processo, introducendo il concetto di ALKAHEST che, appare come un punto invisibile all'investigatore esoterico, ma che, l’Alto Iniziato “che attraversa tutti i veli della forma, percepisce nel seno profondo di qualsiasi tipo di sostanza, un punto di Luce immutabile, costante e inclusivo, a partire dal quale, sorge la catena di tutti gli elementi basici della creazione” (Anglada, MOP, pp. 54).
Il punto di luce, o Alkahest, è la stessa Scintilla Monadica, introdotta dentro la forma. Tale Scintilla, obbliga la forma stessa a rispondere alle Leggi di Evoluzione.
Tale processo, è indissolubilmente legato al concetto di Redenzione, la quale, altro non è, che il processo di trasmutazione, cui va incontro la materia, nel momento in cui viene fecondata dalla Scintilla di Luce Monadica.
La Redenzione avviene, di vita in vita, man mano che i nostri Cuori divengono più sensibili e aperti alla vibrazione della Scintilla Luminosa, che risiede al loro interno, grazie alla trasmutazione progressiva e coraggiosa delle zone più buie della personalità. La direzione, distante ma inesorabile, verso cui ci muoviamo, come Umanità e come Sistema Solare, è quella del Ritorno alla Casa del Padre, cioè alla condizione di Purezza e perfetta Luminosità, propria della Scintilla Monadica.
Comprendiamo come, la chiave mistica della Redenzione, riguardi il fatto che, il Ricercatore, debba trasmutare previamente la sua natura materiale: trasformando il piombo delle sue vibrazioni inferiori, nell'oro della realizzazione spirituale.
Osservando gli elementi di cui si compone l’essere umano, possiamo ricordare che al suo interno sono presenti, dunque, lo Spirito e la materia, laddove lo Spirito è materia, nella sua vibrazione più elevata e, la Materia è Spirito, nella sua vibrazione più grossolana.
Anglada ci dice che l'ALKAHEST, l'essenza primordiale della Creazione, può essere localizzato solo negli spazi neutri che sorgono dall'armonia prodotta nel centro di equilibrio di qualsiasi polarità, dove la Luce e l’ombra si incontrano e si fondono.
Come Ricercatori Spirituali, come Aspiranti Maghi, dobbiamo conoscere questo principio e tenere nella debita considerazione l'importanza che si assegna nella Magia, agli spazi neutri e alla potentissima forza che si libera attraverso gli stessi.
Nel Libro degli Iniziati troviamo la seguente descrizione della Luce, presente negli spazi neutri e, del suo utilizzo consapevole: “Isolata questa particella e depositata come luogo mistico della creazione in un determinato spazio neutro, nel cuore del saggio, può essere utilizzata magicamente per produrre come un vero talismano solare qualsiasi opera benefica che il Mago consideri necessaria per il bene dell'umanità” (Anglada, MOP, pp. 55).
Possiamo immaginare il Calice della Redenzione ripulito e colmo di Luce e di Amore, laddove lo Spirito Padre e la Materia Vergine Madre, incontrandosi e fondendosi in tutti gli spazi neutri, fanno sì che la Creazione divenga possibile e la Luce possa manifestarsi.
Nel Rituale di immissione del seme, che andremo a compiere, simbolicamente, immetteremo nella terra, Materia Vergine, la Volontà Spirito, di far nascere nuovi germogli di Luce nella nostra vita e nel nostro Servizio, affinché il Piano Divino possa manifestarsi.

Semi di Luce

Semino nella terra seguendo la scia delle Stelle.
Semino spinto dal Potere della Volontà di illuminare
e accompagnato dall’impulso del Cuore ad Amare,
per far crescere la Scintilla luminosa posta al centro del Cuore
che rischiara le zone più buie della materia,
creando nuovi spazi di Purezza e perfetta luminosità.
I semi di Fuoco penetrano nelle zone più intime e profonde della terra,
entrano nell’intima oscurità della materia
dove una piccola scintilla di Luce si accende
e pian piano si espande
fino a risalire verso il Sole,
lasciando nel Cuore una rinnovata Pace.

La Mente e il Cuore accolgono la Vibrazione del Cielo
che attraversa la porta della manifestazione,
nella Gioia della vita quotidiana.

Meditazione del Solstizio Invernale – Dicembre 2015

Meditare in Gruppo nelle ore del Solstizio invernale consente di partecipare a una alchimia di energie che, segnando il passaggio dal momento di maggiore oscurità al momento in cui le ore di Luce cominciano ad aumentare, costituisce, da molti secoli, una tappa fondamentale per il percorso degli Aspiranti e dei Discepoli. Aspiranti e Discepoli che assumono su di sé la responsabilità di portare Luce nella propria vita quotidiana e nei rapporti, per il Bene dell’Umanità, in una progressiva opera di Redenzione della materia.
Il seme che viene piantato nel grembo della terra, che muore, per dare Vita Nuova rappresenta il simbolo l’opera dello Spirito che compenetra nella materia, redimendola, elevando la Coscienza verso le più elevate regioni spirituali.
Questa opera di redenzione nasce da un profondo atto di Volontà, che scaturisce dal Cuore e che si deve tradurre in precise e responsabili decisioni individuali, in grado, tutte insieme, di produrre dei cambiamenti tali da “far variare il corso delle stelle” (Anglada, Introduzione all’Agni Yoga, pag. 40).
I “piccoli voleri degli uomini”, a seconda del loro livello evolutivo, potranno opporre resistenza alla Volontà del Logos Planetario, oppure sintonizzarsi in maniera sempre più perfetta ad esso, favorendone la sua realizzazione a beneficio dell’intera Umanità, o degli altri Regni. In questo graduale sintonizzarsi, tutte le compensazioni operate dalla personalità, che rafforzano l’aspetto materia nell’equilibrio della nostra vita, costituiscono altrettante resistenze allo splendore della Luce e al brillare della Coscienza nella nostra vita: è per questo che indeboliscono il Coraggio e ottundono la Visione.
Ogni volta che rinunciamo, infrangendola, una compensazione, lasciamo cadere un diaframma dal cuore, perdendo una protezione dal dolore, e acquisendo una maggiore sensibilità che accompagna l’apertura del Cuore in ogni sua parte, rendendoci testimoni di Luce spirituale e Servitori coscienti del Piano che i Maestri conoscono e servono, nella consapevolezza che i nostri atti ispireranno altri fratelli a percorrere similari percorsi di attività e Servizio.
Possiamo vedere come l’Umanità sia persa e confusa nel labirinto delle proprie compensazioni, alla ricerca di un nuovo modo di intendere i rapporti e la società, e dunque di fronte alla necessità di rompere le illusioni cristallizzate nel corso della Vecchia Era e all’alba della Nuova.
Compito dell’Aspirante e del Discepolo è quello di introdurre Luce in un mondo pieno di tensioni, sofferenze, compensazioni, introducendo dei punti di rottura, con il proprio esempio, in cui possano penetrare le energie cosmiche che possono produrre Redenzione.
La Redenzione si attua attraverso lo sviluppo delle doti di Adattabilità e Flessibilità alle nuove condizioni rinunciando alle vecchie forme, come fa il seme, che, immerso nella profondità della terra, rinuncia alla sua forma per esprimere l’Essenza della sua vera identità, che lo vedrà morire, germogliare, crescere, fruttificare nella Luce.
Ciascuno di noi è chiamato a essere un seme di Luce nella società, disponibile a redimere i propri attaccamenti alla materia e alle proprie compensazioni, germogliando nei rapporti nuove e luminose forme creative, come nel nostro Cuore, così nel Cuore dei Gruppi e della società di cui facciamo parte.
In questo processo di Redenzione, siamo chiamati ad accettare il Potere e la Responsabilità che ne consegue; il Potere ha a che fare con l’accettazione della Volontà superiore che entra nei nostri Cuori, come il seme nella terra, silenziosamente, e risvegliando in noi le cellule ancora dormienti in tutti i nostri corpi. Lo sviluppo di queste cellule permetterà la germogliatura dei Petali del nostro Cuore, che ci consentirà di diventare sempre più irradianti dei Valori seminati nel Cuore, proprio come succede con il diffondersi del profumo di un fiore.
Questo processo redime la terra, la nostra personalità, che si riempie di Luce, perde peso e sale verso l’Alto.
La Scienza del Cuore, l’Agni Yoga, è ciò che ci accompagna a far sì che “i piccoli voleri degli uomini” “riconoscano che nel loro piccolo cuore si trova il seme della Saggezza di tutte le epoche e che devono rifugiarsi costantemente in questo intimo Santuario se vogliono trovare la pace e la serenità delle loro vite. Non c'è alcun potere nell'Universo, per elevato che sia, che possa resistere agli impulsi sereni del cuore. La mente offre possibilità infinite di portata straordinaria nella ricerca di soluzioni che riguardano la vita karmica dell'uomo qui sulla Terra. Tuttavia, la conoscenza intima delle cose e la liberazione del karma sono cose del cuore. Sarebbe a dire, che i concetti mentali o intellettuali, per quanto profondi e significativi siano, possono offrire solo soluzioni esterne e di carattere temporale; il cuore, al contrario, offre soluzioni eterne” (Anglada, Introduzione all’Agni Yoga, pag. 97).

Poesia

Nella segreta profondità della terra
penetra il piccolo e irradiante seme di Luce,
essenza divina,
prendendo nutrimento dalla materia
e solarizzandola
in uno scambio infinito,
fertile e continuo.

La magia del silenzio si compie
e, nella sacra attesa, si prepara lo spazio creativo della nascita,
teneri germogli nascono dalla terra
e più su gemme fiorite salgono
con una spinta di Volontà e Amore verso il cielo

Così il seme di Luce trova risonanza
nella profondità del Cuore dell’uomo
e risveglia il piccolo Fuoco
che è destinato ad alimentarsi e crescere,
raffinando la materia.

Scintillano le Stelle,
ardenti
come la Volontà di Servire
Irradia il Centro della Croce, il centro dell’Infinito,
luminoso come i Raggi del Sole in una tiepida giornata di primavera,
che illuminano gli angoli dei prati, rimasti nascosti nell’abbraccio umido dell’inverno.
Zampillano sgargianti, le Qualità dell’Arcobaleno, accompagnando al Servizio
e adagiandosi morbide sulle sinuose sponde dello scorrere della Vita e dei Rapporti.

Meditazione della Pasqua – Aprile 2017

La Pasqua

La Pasqua. È la festa del Cristo risorto, vivente, Capo della Gerarchia spirituale, Inauguratore del Regno di Dio, incarnazione del Suo amore. In questo giorno, la Gerarchia che Egli guida sarà riconosciuta universalmente, nella sua relazione con l’uomo, e percepito l’amore divino. Ovunque sarà invocato l’amore capace di dare resurrezione e vita spirituale. Questa festa sarà sempre determinata dal primo plenilunio di primavera. Gli occhi e i pensieri degli uomini saranno fissi sulla vita, non sulla morte […] La Pasqua sarà la grande festa dell’Occidente.” (MT, I problemi dell’umanità, 163).

La Pasqua rappresenta il momento in cui il seme immesso, durante l’oscurità del Solstizio invernale, viene alla luce e germoglia.
Possiamo collegare questo momento al più ampio Ciclo annuale, seguendo i Dodici Petali del Cuore, per come ci vengono descritti da Anglada.
Siamo partiti dall’Equinozio d’Autunno, che cade in Bilancia e il cui Petalo è l’Equilibrio, rappresentato dal perfetto bilanciamento delle ore di luce e di buio. Nel ciclo respiratorio dell’anno rappresenta la pausa in basso, dopo l’espirazione.
Siamo passati per il Solstizio d’Inverno, che cade nel segno del Capricorno, il cui Petalo è la Redenzione, durante il quale abbiamo immesso il seme, nel buio della Terra e che rappresenta l’inizio dell’inspirazione.
Con il segno dell’Ariete ci troviamo in corrispondenza dell’Equinozio di Primavera, nella pausa alta, in cui focalizziamo il progetto-seme, colorandolo della piena intenzione, di energia e della nota della Volontà.
Nel ciclo annuale siamo di nuovo in un Equinozio, dove l’energia della Luce e quella dell’oscurità tornano ad equilibrarsi, prima di dare spazio all’espressione della Luce sempre più crescente, nel corso dei mesi primaverili prima ed estivi poi.
La parola primavera significa “inizio dello splendore” ed è collegata alla fase dell’anno in cui la Luce inizia a risplendere maggiormente e ad illuminare e che poi si espanderà maggiormente, come vedremo il prossimo mese, nel segno del Toro.
La connessione tra la focalizzazione del progetto e il petalo della Risolutezza, riguarda la possibilità di utilizzare l’energia della mente, strettamente collegata al segno dell’Ariete, affinché l’energia del pensiero dia piena vita al progetto ideato e da quel momento, possa favorirne la progressiva concretizzazione. E’ un processo collegato ad un deliberato Atto di Volontà, nutrito dall’energia del Primo Raggio, strettamente connesso alla vibrazione dell’Ariete.
La Risolutezza, infatti, è collegata alla prontezza e alla risposta immediata e diretta.
Il Motto esoterico, secondo Anglada, è “Io sorgo e dal piano della mente governo”. Il motto contiene le parole “Io sorgo” è un chiaro riferimento al risorgere della Luce in questa fase dell’anno, che è collegata anche alla festività della Pasqua, e alla Resurrezione come ritorno alla Luce e al risveglio della Monade incarnata nella materia, che torna alla Casa del Padre.
L’altra parte del motto, che recita ‘’dal piano della mente governo’’, ci ricorda ancora una volta come dal Fuoco della mente sia possibile focalizzare l’idea, da concretizzare per scopi di Servizio.
La Forza del Fuoco viene generata in Ariete, che è un vero e proprio propulsore di Forza Spirituale e dà il via al processo di purificazione ed inizia un nuovo ciclo di Vita.

Aries, che in punti diversi della via della Vita costringe l’anima sul terreno ardente e l’assoggetta a purificarsi durante l’incarnazione. Con i fuochi minori della mente, le giungle dell’esperienza sono incendiate e spariscono tra le fiamme, la Via è sgombra e la visione è libera” (MT, Astrologia Esoterica, 96).

L’Ariete è un segno di fuoco. Si trova sull’asse dell’equilibrio e della forza, ed è governato da Marte e da Mercurio. In tal modo risponde alle energie del 1° e del 7° Raggio.
L’Ariete è il segno che inizia il ciclo della manifestazione ed è governato dall’energia del Primo Raggio, come dice il Maestro Tibetano: “Aries è il segno tramite cui quel Raggio, della Volontà o Potere, raggiunge la nostra vita planetaria” (MT, Astrologia Esoterica, 91).
E’ una delle costellazioni che compone la Croce Cardinale, la Croce della Monade che si incarna. In Ariete nasce il primo impulso, dove le idee nascono sul piano mentale per poi discendere ed incarnarsi, prendendo via via forma sempre più definita.
Da questa energia parte la prima intenzione di incarnarsi e di discendere. Il petalo del Cuore collegato all’Ariete è quello della Risolutezza.
Aries desta la volontà di scendere sul fondo e dominarvi, di conoscere in sommo grado e quindi far fronte a qualsiasi esperienza” (Ibidem, 92).

La fatica di Ercole “La cattura delle giumente antropofaghe”

La fatica di Ercole collegata al Segno dell’Ariete si intitola “La cattura delle giumente antropofaghe”. In questa fatica ad Ercole viene richiesto di catturare delle giumente, che erano allevate da Diomede, figlio di Marte. Tali giumente destavano timore negli uomini, in quanto caratterizzate da molta forza che dava luogo a devastazioni e pericoli.
Inoltre, esse partorivano continuamente cavalli dotati di forza e della stessa carica distruttiva, che terrorizzava gli abitanti della zona.
Per compiere quest’opera, Ercole chiese aiuto al suo caro amico Abderis, con il quale catturò le giumente, fino a quando riuscì a condurle in un campo senza uscita, catturandole.
A quel punto Ercole, sottovalutando la forza degli animali, chiese al suo amico di condurre le giumente fino alla Porta, ma l’amico spaventato da questo compito, a causa della sua debolezza, ne fu travolto ed ucciso. Dopo la sua morte, inoltre, le giumente scapparono.
Ercole, resosi conto dell’errore commesso e pieno di dolore per aver perso il suo amico, riprese la ricerca delle giumente, fino a quando le catturò e le condusse lui stesso attraverso la Porta. Il Maestro a quel punto disse ad Ercole di aver superato la prima prova, anche se non correttamente, considerando che il suo amico aveva perso la vita.
Le giumente sono la metafora delle forme-pensiero che, se non gestite e condotte, possono generare morte e devastazione, che non vanno quindi gestite dal sé inferiore (l’amico Abderis), che non è in grado di contenerle e rischia di esserne fagocitato.
Piuttosto, esse vanno governate dal piano della Coscienza, che può illuminarle e trasmutarle verso l’Alto.

Conclusioni

Da quanto detto finora, comprendiamo come questo periodo sia particolarmente prezioso per la rottura delle vecchie forme cristallizzate, verso le quali intraprendere una battaglia, che sostenga l’apertura verso le idee nuove, piene di Armonia, illuminate dal Fuoco e dalla Luce.
Il processo descritto è, inoltre, favorito dal momento astrologico in cui ci troviamo, nel quale un forte afflusso di energia purificatrice, sostiene la disintegrazione della forma e il processo di manifestazione dello Spirito nella materia.
In particolare, nei mesi invernali, la Carta del Cielo è stata caratterizzata dalla potente configurazione di Plutone in Capricorno, opposto a Giove in Bilancia e ad Urano in Ariete.
La forza di Plutone richiede di scendere nelle profondità degli elementi materiali cristallizzati, degli attaccamenti, per portarli alla luce e realizzare un processo di trasmutazione impetuoso e coraggioso, per dar vita a modi nuovi di amare, stare nei rapporti e offrirsi nel Servizio.
Il momento della Pasqua e il Segno dell’Ariete rappresentano la nascita delle Idee Divine che, attraverso il Respiro della Coscienza, possono essere portate nella manifestazione. Attraverso la morte della volontà personale, le idee, espressione di un frammento di Piano Divino, possono fiorire.
Tale processo ci ricorda la Croce, come simbolo dell’Evoluzione dell’uomo:

  • Il braccio verticale indica l’entrata nella materia, per tornare allo Spirito
  • Il Braccio orizzontale indica il passaggio dal karma (il passato) per procedere in direzione della Funzione (il futuro)

I due bracci si incontrano al centro della Croce, nel Punto di Integrità, che è lo spazio neutro in cui la Materia Vergine incontra la Scintilla dello Spirito.

Poesia: Verso la Luce

Nuove gemme nascono nella profondità della terra,

germogliano

 nella Forza dell’Aspirazione,

rigogliose come i colori dell’Aurora,

nell’antico richiamo alla Luce.

Pensieri leggeri

si aprono un varco

nella risalita tra le vette del Cielo, verso il Sole,

nella Ricerca,

tra i riflessi dei tuoi Passi,

nel sospiro in Alto,

negli occhi socchiusi tra i Tuoi luminosi pensieri.

Raccolgo nel tuo abbraccio intuitivo

i frutti

che mi indicano con chiarezza la strada da compiere,

la Volontà

guida con Forza e Fermezza

ogni mio singolo passo.